lunedì 29 ottobre 2012

27' Venice Marathon

La tenuta di gara invernale (foto by Silvia Gianesin)
Il rush finale in Riva Sette Martiri
Con la Mamma
Il ponte dei sospiri con la Sara
Acqua alta in piazza San Marco
 Ieri mattina alle 9 con partenza da Strà è andata in scena la 27esima edizione della Venicemarathon. Le condizioni metereologiche non potevano essere peggiori con vento di bora, temperatura tipicamente invernale e pioggia che in certi momenti era veramente battente. Ciliegina sulla torta l'acqua alta negli ultimi 2 km di gara che ha dato ancor più valore all'impresa dei quasi 6000 concorrenti che hanno avuto la forza/coraggio/follia di non mollare fino alla fine. Tra questi per una volta mi ci metto anch'io. In effetti è stata veramente dura arrivare al traguardo, è stato difficile gestire le energie e dosare l'andatura in modo da non avere tracolli nel finale, e nonostante le quasi 50 maratone finite, fino al transito dopo il ponte della Libertà al 37° km non mi sono mai sentito completamente sicuro di farcela. Sono partito già preparato del fatto che non avrei potuto ottenere il mio miglior crono stagionale anche se mi sentivo veramente bene e lo scarico negli allenamenti dell'ultima settimana mi aveva donato una freschezza muscolare che da un pò di tempo non provavo. Alla partenza faceva molto freddo, il vento soffiava forte e la pioggia pungeva nel viso. Non mi sono fatto fregare e mi sono vestito molto accuratamente con due maglie (manica corta e lunga), canottiera Fulminea, berretto e guanti, fascia protettiva nel collo, gambali con unica parte scoperta le cosce. La partenza è stata molto tranquilla, più in controllo del solito, mi sono subito reso conto che non era possibile impostare una gara in solitaria come spesso avviene, ma bisognava per forza cercare di stare più coperti possibile inserendosi in un gruppo. Fortunatamente se ne è creato subito uno composto da 10-12 corridori con i quali è nata subito una sorta di collaborazione; più o meno regolarmente ci si scambiavano le posizioni esponendosi a turno al vento che in alcuni momenti era veramente potente. Il ritmo variava di conseguenza con alcuni chilometri che venivano a 3'50" ed altri anche a 4'15/20". I chilometri sono trascorsi abbastanza veloci e le gambe giravano bene, i momenti peggiori erano sicuramente ai ristori dove il gruppo si sfaldava e alcune volte dovevo tirarmi un pò il collo per rientrare. Il passaggio alla mezza a Marghera è stato molto difficile, il crono non è stato male in 1h23'15", ma in quel tratto e fino a Mestre una pioggia gelida ed il vento mi hanno causato molte difficoltà. Il transito a Mestre nel centro abitato un pò protetto dal vento ha consentito di rifiatare e ha aiutato il gruppo, che nel frattempo si era ridotto a 7-8 unità, a ricompattarsi. I contatti tra di noi erano abbastanza frequenti perchè correvamo molto vicini tanto che ad un certo punto in due si sono agganciati e sono caduti a terra e per un pelo non ci rimanevo anch'io. Al 30° km nel parco di San Giuliano siamo rimasti in cinque, se provavo ad aumentare andavo subito in difficoltà percui ho deciso di risparmiare ancora un pò di energie per il ponte della libertà che sarebbe arrivato da lì a poco verso il 33° km. Come abbondantemente previsto, in quel punto c'è stato il momento più difficile della gara. Siamo approdati sul ponte di buona lena grazie ad uno dei rarissimi momenti di vento favorevole ed alla rampa di accesso in discesa. Sul ponte tirava un forte vento trasversale di bora provenente da Nord Est che batteva dalla parte sinistra rispetto al senso di marcia. Era difficile procedere dritti e per non prendercelo tutto ci siamo piazzati nel lato sinistro della corsia restando radenti al muro in cemento alto un metro che divideva le corsie, in modo da stare protetti almeno dalla vita in giù. Nei tratti dove non c'era il muro era veramente difficile avanzare. Nonostante tutto mi sentivo ancora discretamente in forze e in un paio di momenti ho tentato di aumentare il passo uscendo allo scoperto ma non c'era niente da fare, probabilmente non ne avevo a sufficienza ed ogni volta nel giro di poco venivo ripreso. Ho rinunciato e sono rimasto con gli altri cercando di uscire più in fretta possibile dal ponte. I chilometri sul lungo rettilineo sono stati corsi tutti sul passo dei 4'10" al km, ma la fatica era l'equivalente di procedere a 3'40". Finalmente usciti dal ponte non ci rimanevano che gli ultimi 3-4 km; a quel punto il gruppo si è sfaldato definitivamente e ognuno ha dato tutto quello che aveva. Ce l'ho messa tutta e nel tratto di avvicinamento alla serie degli ultimi 13/14 ponti nel centro di Venezia ho corso più forte che potevo. Gli ultimi 2 km sono stati suggestivi ma duri: nelle rampe in salita mi facevano molto male le cosce e nelle discese ceravo di recuperare, nei tratti di marciapiede nel lungomare c'era molta acqua e a volte si sprofondava fino alle caviglie. Dicono sia il fascino dell'acqua alta a Venezia..., io avevo semplicemente freddo ai piedi e non vedevo l'ora di arrivare, così è stato dopo 2 lunghe ore 49' e 15" ho tagliato il traguardo in 35esima posizione assoluta. Il tempo secondo me è più che buono perchè se vado a vedere quello dei primi in classifica in oltre 2h17' (atleti sicuramente da meno di 2h10') e faccio le dovute proporzioni non posso essere altro che soddisfatto pensando a quello che avrei potuto ottenere in condizioni normali. Una nota di merito va data a tutti gli atleti arrivati al traguardo, in particolar modo voglio citare i miei compagni di squadra e di viaggio Marco e Maurizio, oltre a Stefano, Piero e tutti gli altri che si sono distinti in questa difficile giornata. Un applauso anche agli organizzatori che sono riusciti a far disputare una maratona in condizioni estreme. L'assistenza, la logistica, i ristori e tutto il resto sono stati all'altezza, cosa non proprio scontata ieri. Ringrazio anche mia mamma, mia sorella Laura e Sara che hanno voluto essere a tutti i costi ad aspettarmi al traguardo di Riva dei Sette Martiri, se non fosse stato per loro forse ieri mi sarei fermato prima. Ciao a tutti e alla prossima:-)

lunedì 22 ottobre 2012

18,29 km....

Rigo all'arrivo della Venice Marathon 2006
...è la media chilometrica degli ultimi 7 giorni di allenamenti, che corrisponde ad un totale di 128 km. Era da un pò di tempo che non mi accadeva di raggiungere tale soglia (un tempo abituale), se non mi sbaglio almeno da gennaio/febbraio. In effetti ultimamente mi sono assestato sui 100-110 km, i quali mi consentono di avere un'autonomia tale da arrivare in fondo ad una maratona in tempi sotto le 3 ore senza particolari problemi. Ma non mi basta. Infatti nelle ultime maratone, mi riferisco al 2012, compresa Chicago che è stata la mia migliore dell'anno (chiusa in 2h44', vedi post precedente), ho sempre accusato un calo negli ultimi 10-12 km che mi è costato diversi minuti (dai 2 ai 5), proprio perchè evidentemente non ho l'autonomia tale da correre tutti i 42 km alla stessa velocità. Appunto per questo, anche se mi costa molta fatica fisica, per questo ultimo mese ho deciso di provare ad aumentare nuovamente il volume di km per vedere se riesco a migliorare il finale della gara. La prossima verifica sarà proprio alla maratona di Venezia questo fine settimana. Qualcuno di voi dirà che sono pazzo a correre così tante maratone e così vicine tra loro...quest'anno sono già a quota 6, più la maratona alpina che non è stata proprio uno scherzo. Ma da quando ho iniziato a correre è sempre stato così, non riesco a fare diversamente perchè mi diverte un sacco e finchè ce la farò sarà sempre uguale. L'unica cosa che mi fa paura sono gli acciacchi con i quali ormai ho quasi imparato a convivere! L'inguine destro mi crea sempre qualche problema, infatti corro in una maniera orrenda... in più spesso dall'altra parte ho male al nervo sciatico ma fortunatamente mi da fastidio solo a stare seduto in macchina o nella sedia in ufficio. Per la verità Venezia non era in programma, quindi avrei avuto tutto il tempo di prepararmi e recuperare bene per la maratona di Valencia del 18 Novembre; invece causa il forfait dell'amico Giovanni non ho saputo rinunciare alla tentazione di prendere il suo posto, dovendo per forza modificare un pò i miei programmi. A sole tre settimane da Chicago non ho avuto scelta nella programmazione: la 1' settimana è stata dedicata al recupero con pochi km e andature lente, la 2' settimana di carico con 128 km e la 3' (che inizia oggi) ancora di scarico pre-gara.
Ecco cosa ho fatto negli ultimi 7 giorni:
-lunedì 15/10: fuori c'era il diluvio universale, sul tapis 18 km con variazioni di velocità da 4'30" a 4'00" al km, molta fatica.
- martedì 16/10: 19 km a 4'45", più veloce non riuscivo a procedere a causa del fastidio all'inguine arrecatomi credo dai 18 km del giorno prima sul tappeto. Alla fine ho fatto molto stretcing.
-mercoledì 17/10: 13 km a 4'45", con ancora fastidio all'inguine ma di minore intensità, alla fine ancora molto stretcing.
- giovedì 18/10: 20 km in progressione, media 4'07" al km, ultimi 15 km in 59', contento! stretcing alla fine e poco fastidio all'inguine.
- venerdì 19/10: 20 km a 4'15" di media facile facile, sempre con stretcing finale.
- sabato 20/10 (mattina ore 6): 18 km a 4'30", fatica bestiale a causa della serataccia precedente.....
- domenica 21/10: 20 km a 4'02" con gli ultimi 12 km a 3'52", grande sudata ma ritmo abbastanza facile con finale in progressione e un'altra bella sessione di stretcing per concludere in bellezza la settimana.
Riuscirò anche questa volta dopo il 2006 e il 2008 ad arrivare al traguardo della Venice Marathon con il braccio alzato? vedremo....ci aggiorniamo lunedì prossimo! Buona settimana a tutti

martedì 16 ottobre 2012

Maratona di Chicago al volo...

la famosa scritta all'esterno del teatro
Sara e il "fagiolo"

la spiaggia sul lago Michigan

ultimi 500m, sono piccolino ma ci sono

panoramica sul fiume


foto a 400 metri di altezza "Willis Tower"

Chicago by night

io e Giò abbeveraggio post-gara!

Sky-line

Bella questa...

EXPO'

Willis Tower dal basso

.......

Corri corri Rigo...più veloce però:-)
In poche parole dovrei sintetizzare così la mia esperienza a Chicago: "I LOVE CHICAGO, perchè non ci sono stato prima?". Purtroppo non ho tempo per scrivere un post come si deve per raccontare tutto il mio viaggio però non voglio nemmeno che il blog si fermi del tutto, per cui quattro righe al volo le butto giù. In questo periodo ho tante cose da fare, solito tran-tran lavorativo, impegni familiari vari, soliti allenamenti quotidiani e ogni tanto voglio anche riposarmi un pò, quindi il blog rimane sempre all'ultimo posto. E' già passata oltre una settimana dalla maratona di Chicago, un'altra esperienza bellissima in una grande città statunitense, ricca di fascino e di belle cose da vedere però non caotica come la metropoli New York. Maratona di almeno pari livello sia per organizzazione che percorso e partecipazione con oltre 38.000 classificati con il vincitore l'etiope Kebede in 2h04'38" davanti al connazionale  Feyisa in 2h04'52"(e le prime 8 donne sotto le 2h27', le prime due in 2h22'), ma dai contenuti molto diversi infatti più di 30.000 partecipanti erano americani e il numero di italiani ridotto a solo 161 unità contro gli oltre 3.000 presenti nella grande mela. Ho sempre amato la NYC marathon ma a questo punto mi viene da pensare (anche se non è una scoperta...) che è proprio vero che la maggior parte della gente ci vada solo per moda... Al contrario definirei la Chicago marathon la vera maratona Americana, frequentata in massa dal suo popolo e con pochi stranieri (beh pochi...sempre 7-8000 persone!) Ripeto: ottima organizzazione e percorso bellissimo quasi completamente pianeggiante a parte qualche inevitabile scollinamento (mi ha fatto dannare soprattutto il ponte negli ultimi 500 metri di corsa). Ristori ovunque, cronometri ogni miglio e segnalazioni ogni km, strade larghe con poche curve, passaggi nei punti più belli della città in particolare nel LOOP, presenza di molto pubblico ovunque nonostante la partenza mattiniera delle ore 7.30 con una temperatura vicina a 0° centigradi. Per l'appunto giornata molto fredda ma soleggiata e con poco vento ideale quindi per ottenere un buon crono. Ho portato a termine la mia 48esima maratona in 2h44'32" in 235esima posizione assoluta e tra i primi 3 italiani. Direi che posso essere soddisfatto ma non appagato. Ho tenuto molto bene sino al 30-32 km con un ritmo regolare sui 3'50-52" al km per poi accusare un lieve calo negli ultimi 10 km che mi hanno fatto alzare il tempo di un paio di minuti. Ottime le nuove Saucony Kinvara3 prese il giorno prima all'expò marathon e collaudate in gara (bellissima la colorazione bianco-azzurra-arancio). Una menzione anche per il mio amico Giò che è venuto con me e la Sara a Chicago: nonostante il ritardo di forma ha ritoccato seppur di poco il suo personale a 3h14'33", bravo, alla prossima spacchi tutto!!! Appuntamento allora a Venezia (grazie a Giovanni che mi ha ceduto il suo pettorale) tra una settimana per cercare di migliorare ancora un pò. Gustatevi qualche foto cliccandoci sopra per ingrandirla e come sempre cari saluti a tutti!!!!

venerdì 28 settembre 2012

Forse ci siamo....sssstttt, parliamo piano:-)

E' da una decina di giorni che mi sembra di sentire le gambe girare bene. Spero non sia una sensazione errata ma credo di non sbagliarmi perchè ho dalla mia parte anche il conforto del cronometro. Ultimamente riesco a correre con poca fatica su ritmi che fino a un mese fa mi creavano fatica. Sarà probabilmente anche perchè è passato il gran caldo e in generale si fa meno fatica ma in ogni caso mi sento in crescita di forma. Dopo una settimana trascorsa con uscite a ritmi blandi, a volte camminando e corricchiando a causa del risentimento al solito maledetto adduttore della gamba destra, un pò alla volta ho ripreso gli allenamenti a pieno regime. Grazie allo stretcing e alle sedute leggere fortunatamente l'allarme sembra rientrato per cui martedì e giovedì ne ho approfittato per eseguire sedute di qualità. Dopo il lungo di 30 km di domenica a velocità discreta (4'04"/km), lunedì sono andato molto lentamente per recuperare al meglio, martedì insieme all'amico Pergher dopo 7 km di riscaldamento, ho corso un 3x3000 in progressione da 4'00" a 3'40" al km con buone sensazioni finali. Giovedì sera, sempre con Pergher, si è deciso di correre un 5x2000 con recuperi da 1000. Dopo un riscaldamento di 5 km siamo partiti nel nostro circuito stradale tra Zanè e Thiene e ne è uscito per me forse il miglior allenamento del 2012. Le frazioni da 2000 metri alla media di 3'38"/km e i recuperi da vero maratoneta (!!!) alla media di 4'01"/km, per 15 km in appena 56', tempi che non vedevo nel mio cronometro da almeno un paio di anni, che soddisfazione! Ora mi restano solo 7 allenamenti prima di partire per la maratona di Chicago. Quello di oggi sarà una passeggiata perchè correrò così lentamente da non dover neanche sudare (ahahah), voglio solo recuperare bene da ieri, anche sabato sarà di recupero magari spingendo un pò di più. Domenica invece vorrei fare il classico allenamento della settimana pre-maratona, ossia una ventina di chilometri con 14-15 a ritmo gara (qui non mi pronuncio), poi un altro paio di giorni di corse lente e con pochi km, voglio scaricare molto l'ultima settimana. Mercoledì 7-8 chilometri ancora a ritmo maratona, giovedì ancora soft e venerdì-sabato di riposo con viaggio a Chicago! Speriamo vada bene. Ci aggiorniamo prima della partenza, buon weekend a tutti:-)

lunedì 24 settembre 2012

Finalmente un buon lungo


La settimana successiva alla maratona alpina è stata abbastanza complicata. La corsa si è svolta sabato 8 settembre e fino al mercoledì successivo riuscire a correre sotto ai 5' al chilometro, per me si è rivelato difficile. Scendere dalle scale per alcuni giorni è stata una vera e propria impresa che mi ha fatto tornare in mente la prima volta che andai a correre la NYC marathon nel 2007 quando nei giorni successivi non c'era niente che non mi facesse male, soprattutto quando dovevo scendere nella metropolitana ed ero costretto ad affrontare dei gradini verso il basso. Probabilmente avevo dato tutto perchè negli anni successivi non fu così e probabilmente è stato così anche alla maratona alpina dove le numerose discese (lunghe e ripide) hanno senza dubbio distrutto i muscoli delle mie gambe, soprattutto quelli delle cosce. Il recupero è stato più difficile del previsto e mi ha anche spaventato in prospettiva Chicago. Pensavo di poter recuperare facilmente in un mese dalla maratona alpina invece mi sono reso conto di aver rischiato veramente grosso. Il sesto giorno successivo alla maratona alpina le gambe stavano un pò meglio e, sbagliando, ho deciso di provare a fare delle ripetute da 3000 in pista.  A meno di una settimana da un impegno molto probante non aveva senso tirarsi il collo proprio quando si stavano vedendo i primi segni di recupero, ma per non sgarrare sulla tabella che mi ero preparato dopo Helsinki ho deciso di provarci lo stesso. Ripeto: sbagliandomi! Pensavo che non forzando troppo e correndo leggermente sotto ritmo tenendo i 3'50-55" circa al chilometro non avrei avuto problemi, invece verso la fine della terza serie ho iniziato a sentire un dolore molto fastidioso all'altezza dell'adduttore della gamba destra che mi ha costretto allo stop e al rientro a casa camminando per 3 km. Lo stesso adduttore che mi ha fatto tanto tribolare in passato e ultimamente a marzo impedendomi di correre a Treviso. Il giorno dopo con ancora molto fastidio ho approfittato per fare molto stretcing e per una camminata di 1h30, stessa cosa per domenica dove alternando corsa lentissima e camminata sono stato in giro per 3 ore, almeno ho sbollito il nervoso! Nei tre giorni successivi ho alternato 10 km di corsa lenta e camminata continuando con gli esercizi di stretcing prima e dopo le sedute. Giovedì fortunatamente andava meglio e ho corso facilmente e con cautela 15 km  a 4'20"/km di media. Venerdì ancora 35' di corsa lentissima alternata a camminata seguiti da altri 35' minuti di fondo lento (totale 12 km). Sabato ho provato ad aumentare ancora un pò con 15 km a 4'10", è andata bene perchè non ho avuto fastidi. All'adduttore non avevo nessun dolore, piuttosto mi dava un leggero fastidio il nervo sciatico della gamba sinistra che da un paio di mesi si fa sentire ma che fortunamente non mi causa tanti problemi nella corsa; molto di più quando sono in macchina o in ufficio seduto sulla sedia. Domenica (ieri) sono partito deciso per recuperare il lungo che avevo saltato domenica scorsa. Grazie al cielo è andato molto bene e ho tenuto un ritmo più veloce del previsto correndo tre frazioni da 10 km sempre in leggera progressione, la prima in 41'20", la seconda in 41'00" e la terza in 39'50", per 30 km in 2h02'10" alla media di 4'04" al km. Non ho neanche sofferto più di tanto con una frequenza cardiaca media di 149 BPM, questo mi rende felice in vista della maratona di Chicago tra 13 giorni dove so che ci sarà da soffrire ma spero non come ad Helsinki. Per correre in 2h49' basta andare a 4' al km quindi molto vicino a come sono andato ieri, confido pertanto di poter puntare ad un obiettivo simile. Spero solo di recuperare bene dagli acciacchi e di riuscire ad effettuare ancora un paio di buoni allenamenti questa settimana, prima dello scarico completo degli ultimi 6 giorni.

martedì 18 settembre 2012

C.a.T (Correre a Thiene)



La sala di palazzo Cornaggia piena di aspiranti runners

I promotori dell'iniziativa: l'assessore Giampi Michelusi e il presidente della Fulminea Running Team Bress




Correre fa bene, ormai lo sanno sempre più persone. Grande iniziativa del Comune di Thiene grazie al suo assessore Giampi Michelusi in collaborazione con Alan Bress Bengio della Fulminea Running Team, che organizzano C.a.T (Correre a Thiene), un iniziativa per introdurre la gente al mondo della corsa e per farla apprezzare tutto ciò che ne deriva, ossia salute, benessere e forma fisica! Alla serata di presentazione la sala della biblioteca era tutta piena e sono state registrate 101 iscrizioni per la prima seduta di allenamenti che si terrà venerdì 21 settembre alle ore 19.00 con partenza da piazza Chilesotti in centro a Thiene. Per eventuali informazioni contattare Bress







lunedì 10 settembre 2012

Maratona Alpina 2012

IL MIO ARRIVO DOPO 5H15' E 43 KM
IO E IL MITICO FABIO PERGHER
L'ARRIVO DEL VINCITORE PERGHER IN 4'40' CIRCA
 Non è mai troppo tardi per cominciare con una nuova disciplina. Dopo anni di corsa su strada e qualche rara apparizione nelle locali corse in montagna, quest'anno ho deciso di iscrivermi alla 38esima edizione della Maratona Alpina (vedi percorso) che si disputa ogni anno sullo storico percorso di circa 43 Km da Piovene Rocchette (VI) al Pian delle Fugazze sulle pendici del Monte Pasubio con il suggestivo passaggio nella strada delle 52 gallerie, solcando sentieri, mulattiere e strade bianche. Il motivo principale che mi ha spinto ad iscrivermi è il fatto che pur abitando in queste belle zone, per una cosa o per l'altra, era da un sacco di tempo che non passavo nei luoghi storici toccati dalla corsa (in alcune zone mai), soprattutto nella strada delle gallerie che è sempre piena di visitatori che giungono da ogni angolo del paese e anche dall'estero. Dicono che la maratona sia a carattere non competitivo ma io di non competitivo ci ho visto ben poco a parte l'assenza di premi e riconoscimenti agli arrivati, se non un misero diploma di partecipazione. Quest'anno poi per la prima volta i concorrenti erano dotati del classico pettorale con numero di gara, al contrario delle edizioni precedenti dove avevano il cartellino come quelli che danno alle marce domenicali. La partenza era fissata per le ore 5.15 della mattina dal centro di Piovene. All'appello oltre 400 concorrenti, quasi tutti con cronometri, GPS da polso, zaini, racchette e quant'altro. La partenza nella salita al Monte Summano è subito piuttosto impegnativa; la prima parte si effettua al buio su una strada asfaltata molto erta per circa 2 km e poi su sentieri sconnessi con un dislivello di 1000 metri circa. Mi sono inserito nel gruppetto dei primi ma già dall'inizio non riuscivo a tenere il passo del capofila Fabio Pergher (dominatore della gara) e sono salito col mio passo alternando corsa e camminata veloce transitando al controllo al santuario del Monte Summano a 1188 metri dopo circa 6, 5 km in 55' minuti. In cima la temperatura era fresca ma si stava bene in canottiera. Con la mia lampada frontale mi sono goduto la pace e la solitudine della notte dei boschi e non ho fatto neanche più di tanta fatica ad arrivare in vetta. Un paio di volte ho temuto di avere perso il sentiero ma con un pò di attenzione ho ripreso sempre la via indicata. Non come alcuni che hanno approfittato della loro conoscenza delle scorciatoie per arrivare su prima. Di seguito c'è stato un tratto di quasi 5 km sulla ripida discesa che conduce al ristoro del Colletto di Velo a quota 879 metri; l'ho affrontato molto velocemente recuperando facilmente il distacco su un paio di ragazzi che mi avevano superato nella salita precedente tagliando i sentieri. Il regolamento diceva di seguire fedelmente le indicazioni lungo tutto il percorso ma evidentemente molti non ci hanno fatto caso, non lo dico polemicamente essendo la manifestazione a carattere non competitivo, lo dico solo come dato di fatto. Dopo il 1° controllo-ristoro si iniziava nuovamente a salire lungo il tortuoso sentiero verso Passo Campedello a Monte Novegno, a 1520 metri, dove purtroppo per la mancanza di segnalazioni o per una mia svista dovuta al sole basso all'orizzonte che limitava la visibilità, ho sbagliato strada vagando per un pò in cerca di riferimenti. Non avevo voglia di tornare a ritroso quindi, anche se mi è toccato imprecare, ho deciso di salire in cima al colle del Novegno dove c'è la croce in ferro (circa 100 metri più su) per guardarmi meglio all'orizzonte e sperando di trovare i riferimenti giusti. Così è stato perchè fortunatamente nel versante opposto poco sotto di me ho visto un ragazzo che mi ha gridato di scendere verso di lui dicendomi che il percorso era da quella parte. Sono sceso ad ampie falcate, rincuorato e un pò arrabbiato per avere perso diversi minuti e soprattutto per aver aggiunto un surplus di salita.... Giunto dal ragazzo l'ho ringraziato e lui mi ha informato che ero quarto a 17 minuti dal primo (Fabio Pegher) e a una manciata di minuti dagli altri due. Da li un breve tratto in falsopiano fino al 2° controllo-ristoro presso Malga Davanti e ancora una salita fino all’ex-Forte di Monte Rione, a metri 1700. Da qui si prendeva una lunga discesa molto tecnica fino al Colletto di Posina (dislivello circa 700 circa), l'ho affrontata deciso però con attenzione, le gambe mi facevano un pò male ma nello stesso tempo sentivo di recuperare dalla fatica fatta in salita. C'era qualcosa che mi pungeva di lato nel piede sinistro ma ho resistito perchè non avevo voglia di fermarmi a togliere la scarpa. A proposito di scarpe, ho usato le Saucony Jazz15 Trail acquistate il giorno prima e devo dire che mi sono trovato veramente bene con il loro ottimo grip sia in salita che in discesa. Continuando pensavo che fino al Passo Xomo non avrei più incontrato salite ed invece ecco la sorpresa come preannunciatomi poco prima da un altro corridore in gara (il bravo Marco Calgaro giunto secondo al traguardo). Infatti dopo circa 26 km mi sono trovato di nuovo in una salita difficile nel sottobosco per raggiungere il Monte Alba (dislivello metri 150) con tratti in cui ci si doveva letteralmente arrampicare, seguiti da discese altrettanto da brivido. Sono stati 2 km molto impegnativi ma molto belli dentro ad un bosco pieno di foglie dove bisognava stare particolarmente attenti a non perdere il sentiero che fortunatamente era molto bene indicato con segni arancioni negli alberi. Finalmente dopo l'uscita dal bosco si arrivava al 3° controllo-ristoro situato del Passo Xomo a 1058 metri. Brevissima sosta per bere un pò di acqua dopo 3h25' di gara e 28 km e poco dopo un'altra ancora per togliermi il pungiglione piantato nel piede, prima di iniziare la lunga salita finale di circa 9 km fino al Rifugio Papa lungo la storica strada delle 52 gallerie che presenta un dislivello circa 1100 metri. L'ho affrontata per lunghi tratti camminando e correndo dove la pendenza me lo consentiva. Questo è stato il momento più bello della gara, il passaggio nelle gallerie è incredibile e il panorama è mozzafiato. Ho sofferto molto il caldo e la sete resistendo fino al ristoro posto all'inizio della 41esima galleria dove sono stato raggiunto da altri due concorrenti insieme ai quali ho affrontato il resto della salita fino al Papa, dove sono arrivato dopo 1h15' circa al 4° controllo-ristoro (quota 1936) posto dopo lo scollinamento prima della 50esima galleria (quota oltre 2000 metri). La discesa finale con 800 metri di dislivello è stata molto veloce in circa 30 minuti lungo la strada degli Eroi e i sentieri che la tagliano per giungere finalmente dopo 43 km in 5 ore e 15' all'arrivo di Pian delle Fugazze a quota di 1162 metri. Il dislivello + totale è di almeno 3.000 metri e per la cronaca (se qualcosa importa) sono arrivato al 5° posto, dopo oltre 30 minuti dal bravissimo ed esperto vincitore Fabio Pergher. Esperienza sicuramente da ripetere il prossimo anno e che consiglio a chiunque ami la montagna e lo spirito d'avventura.

lunedì 3 settembre 2012

Mezza del Brenta 2012

L'arrivo con la canotta vintage FULMINEA 2007
Foto ricordo con Luca e Fabio
 Torno a casa discretamente soddisfatto dalla trasferta bassanese alla settima edizione della Mezza del Brenta alla quale ho partecipato per la quinta volta. Giornata buona per correre anche se abbastanza calda dopo la metà del percorso e con la presenza di una fastidiosa brezza contraria negli ultimi 7 km, quelli più difficoltosi anche per la presenza di una leggera costante salita. Alla partenza pochi top runner a parte il marocchino Nasef Ahmed vincitore in 1h08'29", Giuliano Battocletti secondo in 1h09'52" ed Enrico Vivian non nelle migliori condizioni al rientro dopo un intervento chirurgico al ginocchio. La presenza di molti forti amatori come Dal Bosco, Baù, Masetto e Grigoletto ha alzato comunque un pò il livello della competizione. In campo femminile lotta tra Marzena Michalska vincitrice in 1h21'44" davanti a Maurizia Cunico in 1h22'18" e alla forte triatleta Martina Dogana in 1h22'55". Sono partito ad un ritmo intorno ai 3'40" al chilometro sentendo però di non avere troppo margine su cui contare. Subito mi sono trovato in solitaria con davanti a me un atleta che mi precedeva di circa 30" e quelli dietro altrettanto distaccati. Ho proseguito con il mio ritmo fino al 10° km dove sono transitato in 36'45" fonte Garmin (il rilevamento ufficiale era a circa 10.5 km). Da li in poi è iniziato un piccolo calo che si è fatto più evidente negli ultimi 7 km in leggera salita e controvento di cui ho già accennato prima. Ho corso sul passo dei 3'50" facendo parecchia fatica ma tutto sommato tenendo un ritmo in linea con il mio stato di forma attuale che però sembra in crescita. L'anno scorso proprio qui a Bassano andò sicuramente peggio con un tracollo sempre nella parte finale la quale evidentemente mi è proprio indigesta. Sono arrivato al traguardo in 10° posizione con il tempo di 1h20'05" (media 3'47"/km) discretamente contento anche se per la verità ero partito pensando di poter valere un tempo  1h18-19'. Brutto vedere le strade praticamene prive di pubblico dall'inizio alla fine se non nell'ultimo chilometro sul ponte degli Alpini e negli ultimi metri di gara. Anche il transito a Marostica, di solito piena di gente, è stato anonimo e quasi privo di spettatori. Le poche persone che ho notato sembravano completamente disinteressate alla corsa. Brutto anche dover condividere ampi tratti del percorso con le auto (seppur poche), soprattutto nel primo tratto fino a Marostica dove era difficile tenere la traiettoria ideale. Per il resto gara ben organizzata con ristori e spugnaggi ben forniti. All'arrivo in Piazza della Libertà quasi 600 atleti. Diciamo pure che è una gara che corro più per comodità, in quanto organizzata vicino a casa, che per la sua bellezza (chiaramente è un giudizio personale). Le uniche cose belle che ci sono (sempre a mio modo di vedere) sono l'arrivo e la partenza a Bassano ed il passaggio a Marostica, che come detto quest'anno era quasi completamente deserta. 14 i Fulminei al traguardo con buone prestazioni di Luca Cavedon in 1h20'50", Edoardo Gasparotto in 1h22'53" e tutti gli altri. Da sottolineare il PB di Simone Turra in 1h42'25", fortemente sorretto dal presidente Bress che lo ha aiutato per tutti i 21 km nel conseguimento del suo primato.

giovedì 30 agosto 2012

10.000 DI VILLAVERLA

Fase di gara insieme a ROBERTO POLETTO (foto Paolo DalleMolle)
 Ieri sera alla podistica di Villaverla (VI) è andata in scena una gara di 10 km su percorso certificato FIDAL. E' stata una bella serata e, credo, un successo inaspettato per il Gruppo Alpini di Villaverla che si sono trovati a dover gestire una partenza unica con oltre 200 concorrenti divisi nelle varie categorie, su un percorso composto da un giro da ripetersi sei volte. Personalmente è andata bene, ho chiuso al 14° posto assoluto, 6° di categoria M40, con il tempo di 35'35" (media 3'33" al km), tenendo un passo regolare fino alla fine. Non credevo neanche di essere in grado di tenere i 3'40" invece è andata molto meglio, speriamo sia un buon segnale in vista della Mezza del Brenta in programma domenica a Bassano del Grappa. Gara vinta da Diego Baù in 33'15", da segnalare e applaudire il migliore dei Fulminei, Michele Stefani, giovane agli esordi nelle gare ma dal brillante futuro che ha chiuso al 5° posto in 33'39".
Qui trovate la classifica della gara.

lunedì 27 agosto 2012

Maratona di Helsinki

Prima della partenza felice e contento!

Passaggio in discesa al 26 km

L'arrivo della mia 47esima maratona allo stadio olimpico di Helsinki:2h53'13"

Sara in posa con Paavo Nurmi

Sara con la medaglia

Sara nel mare di Ibiza
Anche quest'anno le vacanze estive sono terminate. Ventuno giorni volati in un attimo  che mi hanno portato insieme alla Sara in dei luoghi molto belli. La prima settimana l'abbiamo trascorsa nell'isola di Ibiza, meta da sempre a me gradita e che con le sue numerose spiaggette è piaciuta molto anche a lei. Sette giorni che sono passati in fretta girando con la nostra auto a noleggio in cerca degli angoli più pittoreschi. E' stata una settimana molto calda come qui in Italia ma che non ci ha impedito di effettuare le nostre quotidiane corse di allenamento su e giù per le impegnative stradine ibizenche. Il ritorno a casa è servito solo per svuotare la valigia e riempirla nuovamente per la ripartenza verso Helsinki. Quattro giorni con l'obiettivo di visitare la capitale finlandese e soprattutto di correre la maratona (per me). La città non mi ha entusiasmato troppo anche se devo dire che non è brutta. E' una città tipica del Nord Europa con un centro non molto grande, delle belle zone pedonali con negozi e alcune altre zone anonime. A Helsinki si vede chiaramente l'impronta della Russia soprattutto nei palazzi e negli edifici più vecchi. Di storico non c'è molto da vedere, comunque il centro è molto bello (assomiglia un pò a Berlino o a Copenaghen), come pure la zona portuale, inoltre la città è piena di verde con i suoi numerosi laghi ed isolette. La gente è cordiale, silenziosa, sembra un pò triste e fredda come il clima che la caratterizza per almeno 10 mesi l'anno. La cosa più negativa secondo me sono i prezzi molto alti (adeguati al reddito di lassù), soprattutto nel mangiare e bere, se poi li paragoniamo alla Spagna siamo dell'ordine di circa 3 a 1. Durante la nostra permanenza il clima è stato variabile. Giovedì, venerdì e sabato è stato piuttosto caldo, senza però l'umidità che ci opprimeva qui in Italia. La temperatura di giorno era di 23-25° e si stava bene; la sera scendeva appena sotto i 20°. La domenica il tempo è cambiato e fino a lunedì il termometro non ha mai superato i 15° con un fastidioso vento che spazzava le strade e faceva sembrare che i gradi fossero molti di meno. Il percorso della maratona si è rivelato molto impegnativo, stile Madrid, ricco di saliscendi e di ponti e ponticelli da superare (320 metri di dislivello, fonte Garmin Connect); inoltre nella seconda parte di gara c'è stato anche un fastidioso vento contrario che sommato alla mia stanchezza non mi ha fatto più andare avanti. Alla partenza alle 15 di sabato pomeriggio c'era un bel sole e una temperatura calda sui 25°, si stava benissimo e io ero confidente di correre una maratona sui tempi di Copenaghen (2h46'). Entrando nello schieramento di partenza di fianco alla statua di Paavo Nurmi (eroe finlandese del mezzofondo degli anni 20'-30') a pochi minuti dal via sono rimasto sorpreso di vedere che i finlandesi (troppo ben educati?) non avevano coraggio di sistemarsi nelle prime file. Le griglie erano libere e non c'erano divisioni tra le varie zone orarie con fettucce o transenne come nelle altre maratone; ognuno poteva mettersi a piacimento secondo i propri obiettivi tempistici nella zona più adeguata ma nessuno osava superare la griglia delle 3 ore. Ne ho approfittato io da buon italiano piazzandomi comodamente in prima fila assieme ad una decina di top runner neri ahahha! Solo a pochi minuti dalla partenza la gente ha avuto il coraggio di farsi un pò sotto. Che strana gente... (o che brava gente)...di solito dalle nostre parti nelle prime file si sistemano tutti quelli che vanno dai 5 ai 6-7 minuti al chilometro! Pronti via, sono partito deciso, ma non esagerando sapendo benissimo che non avevo la resistenza per correre una 42 km al massimo e inoltre il mio livello ultimamente mi sembra un pò scaduto. Avevo fatto solo un lungo di 30 km circa un mese prima e una mezza maratona a due settimane dalla gara. Mi sono imposto di provarci ugualmente sperando nel miracolo di ottenere un buon risultato. Mi sono assestato su un ritmo intorno ai 3'50" al km anche se non riuscivo ad essere regolare a causa dei continui saliscendi. Per i primi 10-15 km non ho avuto problemi e le gambe rispondevano bene agli strappi. Passaggio al 10° km in 38'24". Avvicinandomi alla mezza ho iniziato a sentire già un pò di stanchezza, non un buon segno per chi deve chiudere una maratona...Ho buttato giù un gel che mi ero portato dietro ma non ha dato alcun effetto (inutile come sempre). Soffrivo un pò il caldo quindi a tutti i ristori bevevo molta acqua e Gatorade bagnandomi molto la testa e le gambe con il risultato però che mi sono anche inzuppato tutti i piedi, una brutta sensazione correre nel ciak ciak:-( Sono transitato alla mezza in 1h22'12", più o meno come avevo previsto. Il tratto di maratona dal 19-20°km fino al 26-27° km è stato il più bello con il passaggio nella zona delle banchine affollata di turisti che andavano nelle spiagge approfittando della bella giornata. Al 25° km c'è stato un bel passaggio nel centro della città affollato di pubblico plaudente su un rettilineo in salita e fondo in selciato seguito da un contro rettilineo in discesa. Li mi aspettava la Sara con la sua bandiera tricolore, quando sono arrivato mi ha fatto un gran tifo e mi ha offerto un gel che non ho preso. Mi sentivo già parecchio stanco ma tenevo ancora un ritmo sotto ai 4 minuti al chilometro e non mi aspettavo un momento così duro come quello che stava per arrivare! Dal 27° km a circa il 32° km si ripassava nella stessa strada calpestata all'andata nel lungomare. In questo tratto incrociavo la massa di maratoneti che erano ancora al 20-21° km e pensavo che forse loro stavano facendo ancora più fatica di me e apprezzavo il loro incitamento nei miei confronti, loro erano in tanti, io sempre da solo, dall'inizio alla fine! Il passaggio al 30° km in 1h58'21" segnava un deciso rallentamento del ritmo, già da qualche chilometro avevo rallentato e non riuscivo più nemmeno a stare sotto i 4'10-15"/km, le salite che all'andata percorrevo gagliardamente, ora le affrontavo quasi a passo d'uomo. Ho proseguito a ritmo sempre più lento con qualche km vicino ai 4'50" e così è stato fino all'arrivo (ultimi 12 km alla media di 4'30" al chilometro) ma nonostante tutto non ho subito più di 4-5 sorpassi facendone a mia volta un paio su concorrenti evidentemente più stravolti  di me. Ho tenuto duro perchè volevo a tutti i costi arrivare all'interno dello stadio olimpico di Helsinki e tagliare il traguardo dove nel 1952 Emil Zatopek, altro mitico corridore Ceko, vinse tre ori nei 5.000, 10.000 e nella maratona. Sono così arrivato dopo 2h53'13" in 28esima posizione assoluta e 4° della categoria M40. A livello di tempo non è un grosso risultato ma guardando la classifica non è neanche poi così male se penso che eravamo in oltre 5.000 partecipanti e considerando anche che i primi 8-10 erano di colore...Probabilmente significa che il percorso era un pò impegnativo, oppure vuol dire che c'era un grande numero di tapascioni (mi ci metto anch'io) ma penso che la media del livello sia sempre più o meno la stessa. Da parte mia è stata in ogni caso l'ennesima dimostrazione che non si può correre una maratona senza un'adeguata preparazione specifica caratterizzata soprattutto da allenamenti sul lungo. Risulta normale altrimenti arrivare poco dopo la mezza e andare vicino al naufragio. Dopo 47 maratone forse non l'ho ancora imparato e spero sempre nel miracolo di farcela lo stesso senza tanto soffrire. Dall'altra parte però è stata anche un'altra nuova e bellissima esperienza ed un'occasione per visitare una grande città del Nord che forse non avrei mai visto se non ci fossi andato proprio per correre una maratona! Pertanto alla luce di questo non posso che ritenermi felice e contento, e adesso sotto con i lunghi che tra sei settimane c'è un'altra nuova emozionante sfida all'orizzonte: la Chicago Marathon. Buon rientro dalle ferie a tutti.

venerdì 3 agosto 2012

Chiuso per ferie fino al 26 Agosto!

Finalmente sono arrivate le ferie, oggi è l'ultimo giorno di scuola, ops pardon di lavoro!!! Martedì si parte per una settimana di mare ad Ibiza, una località che mi piace un sacco. Avrò tempo e modo di girare e di svolgere con calma i miei allenamenti negli orari che più mi faranno comodo. Tornati da Ibiza sarà subito l'ora di partire per Helsinki dove alle ore 15 di sabato 18 agosto parteciperò alla maratona. Nelle ultime settimane ho partecipato a diverse gare con risultati discreti, forse un pò sotto le aspettative come sabato al giro del lago di resia dove ho impiegato 58'36" nel tortuoso giro di 15,3 km. Domani sera come allenamento per la maratona andrò a correre una mezza a Scorzè in provincia di Venezia, fa molto caldo, speriamo di non dovere tribolare troppo... Un saluto a tutti e buone vacanze!

lunedì 16 luglio 2012

Resoconto settimanale 9-15 Luglio 2012

E' stata una settimana con buoni allenamenti svolti e con un paio di garette mica male in riferimento al livello dei partecipanti. Lunedì ho corso 14 km di recupero, martedì, come raccontato nel post precedente, sono andato a provare la salita della Poleo-Santa Caterina, totale andata e ritorno 14 km ad impegno sostenuto, mercoledì ancora 15 km di recupero nella frescura dell'altipiano di Asiago e giovedì ancora 11 km lenti di recupero nella calura padana. Venerdì, dopo due esercitazioni, è stato finalmente il momento di mettersi alla prova nella gara ufficiale da Poleo a Santa Caterina. Sono partito troppo forte con un primo chilometro a tutta; c'era un sacco di gente forte e forse mi sono fatto prendere un pò troppo la mano all'inizio per tentare di stargli dietro. Ho pagato molto nei 2-3 chilometri successivi dove non riuscivo a prendere un buon ritmo e dove ho subito qualche sorpasso. Fortunatamente, sebbene con molta fatica, nell'ultimo terzo di gara mi sono un pò ripreso. Nel tratto di falsopiano dal 5° al 6° chilometro sono riuscito ad accelerare e a recuperare un paio di posizioni. Anche nell'ultimo chilometro, che era abbastanza impegnativo, ho tenuto un discreto passo chiudendo la gara di 6,85 km e un dislivello di 460 metri all'11° posto in 31'30" alla media di 4'35" al km. Doveroso sottolineare la prova del vincitore Diego Gaspari che con il tempo di 26'53" (media 3'55"/km) ha sfiorato il record del percorso che dura da oltre 20 anni, a seguire Davide Pierantoni e Christian Marcante, anch'essi con tempi eccezionali ben al di sotto dei 30'.....Bravissimi.
Il giorno dopo, sabato, mi è venuto in mente che tra soli 28 giorni parteciperò alla maratona di Helsinki ed è dal 20 maggio (Copenaghen) che non corro più di 22 km. Quindi anche se un pò stanco e provato dalla corsa ma soprattutto dalla serata precedente, sono partito in condizioni assurde di umidità, più che di temperatura, con destinazione Camisino. Un giro bello ma impegnativo che ho corso ad un ritmo lento, alternative non ce n'erano, e ho portato a casa 30 buoni km collinari in 2h12' alla media di 4'25"/km, senza mai fermarmi. Sono arrivato a casa completamente fradicio di sudore, tutto inzuppato comprese calze e scarpe, con l'acqua che mi colava dal frontino del berretto. Buona soddisfazione comunque anche se sono andato un pò troppo lento se considero che diverse volte sono riuscito a completare lo stesso giro su ritmi di 4' al km, ma forse le condizioni meteo erano migliori. Devo ringraziare la Sara che mi ha accompagnato in bicicletta e non mi ha fatto mancare da bere. Sicuramente se fossi stato solo e senza acqua avrei dovuto fermarmi e forse avrei dovuto camminare fino a casa.
Domenica sera è stata l'ora della podistica di Piovene, gara di 4,75 km organizzata dalla C.S.I., non venivano accettate le iscrizioni per i non tesserati o per i tesserati FIDAL, per cui molti non hanno potuto partecipare. Tutto sommato nonostante i 30 km del giorno prima non mi sentivo male e in qualche maniera 5 km li avrei portati a casa senza particolari tribolazioni. Ero iscritto alla categoria Amatori A e penso di avere corso la mia gara più veloce del 2012, 16'25" alla media di 3'27/28" al km, eppure sono arrivato quasi ultimo su una ventina di concorrenti, ciò significa che, o sono proprio scarso io (molto probabile), oppure i tesserati della C.S.I. sono tutti delle saette. Poco male, alla fine della settimana ho portato a casa altri 100 km di corsa con buona qualità e anche quantità. Forse verranno giorni con risultati migliori ma quello che è importante è sentirsi in forma dentro e fuori, proprio quello che provo io in questo momento!

venerdì 13 luglio 2012

Weekend di corsa....

La settimana è volata in fretta e tra impegni di lavoro ed allenamenti serali siamo già arrivati a venerdì. Era ora perchè sono abbastanza stanco soprattutto per le mattinate molto faticose impiegate ad effettuare rilievi di terreni sotto un sole battente. In confronto, alla sera mi veniva quasi da ridere andare a correre anche se la temperatura era sopra i 30°. Lunedì faceva molto caldo e ho corso 14 km insieme alla Sara. Martedì con il Bress, Drugo, il Muto ed altri amici della Fulminea siamo andati a Poleo a provare nuovamente la salita della gara che correremo stasera da Poleo a Santa Caterina. 460 metri di dislivello per una lunghezza di quasi 7 km. Mi sono impegnato a fondo impiegandoci 32'50" (media 4'45" al km) migliorando di più di un minuto il tempo rispetto alla settimana scorsa. Sarebbe già buono per me stasera ottenere un tempo simile...Mercoledì sempre con gli amici Fulminei siamo andati ad allenarci nella strada del Trenino, da Tresche Conca ad Asiago; 15 km a ritmo tranquillo con le gambe che protestavano per la stanchezza dovuta alla tirata del giorno prima, soprattutto a causa dei 7 km in discesa. La temperatura era ottima con circa 20°, poi abbiamo approfittato della frescura dell'altipiano per una bella cena a casa di Luca a Tresche Conca. Ieri sera ero ancora molto stanco e ho corso solo 11 km qui nella calura. Stasera ci sarà la gara in salita da Poleo a Santa Caterina, poi saremo tutti a festeggiare alla sagra, vi aspettiamo! Domenica invece dopo un paio d'anni di assenza torna la famosa podistica di Piovene Rocchette, gara sprint di 5,5 km per gli uomini e 2,8 km per le donne. Vi aspetto anche la. Buon weekend a tutti!!!

venerdì 6 luglio 2012

Provata la Poleo-Santa Caterina


Dopo qualche anno, torna un classico della corsa su strada in salita dell'alto vicentino: la Poleo Santa Caterina. La partenza è fissata per venerdì 13 luglio alle ore 20 nei pressi della chiesa di Poleo, frazione di Schio, ad una quota di 278 metri, e l'arrivo è a Santa Caterina a quota 712 metri. La lunghezza è di 6,9 km (misurata col mio Garmin) e la pendenza calcolata su un dislivello di circa 450 metri è di 6,5%. Ieri sera per proseguire il mio programma di allenamenti in salita (voglio farne almeno uno alla settimana finchè resisto) ho deciso di provare il tracciato della gara. L'avevo fatto diverse volte in bicicletta, quasi sempre in discesa arrivando da passo Xomo, ma mai di corsa. La salita presenta una pendenza costante, con un paio di tratti di falsopiano, ottima per tenere un buon ritmo e per spingere al massimo. E' molto simile alla salita da Calvene al monte Corno, anche se presenta dei tratti meno ripidi ed è lunga meno della metà. Dopo un chilometro di riscaldamento ho iniziato ad impegnarmi a fondo con il cuore che stava sui 155 bpm, cioè su valori molto vicini di quelli che ho in gara. Sono arrivato a Santa Caterina in 34'10" che sulla lunghezza di 6,9 km equivale ad una media di 4'57" al km. Non so se sia un buon tempo anche perchè non ho idea di quanto ci impiegassero i corridori quando anni fa affrontavano questo percorso in gara. Credo comunque che correre sotto i 5' al chilometro in una salita con oltre il 6% di pendenza non sia da buttare e penso che in gara potrò fare meglio trovando il gruppetto giusto. Ho tenuto un ritmo di circa 20" più veloce di quando ho fatto il Corno la settimana scorsa, ma là i chilometri da correre erano 17 e lo sforzo andava dosato diversamente. Ad un certo punto mi sono anche divertito a battagliare con uno che saliva con gli skiroll. Un pò alla volta sembra che gli allenamenti in salita inizino a dare i loro frutti e a forza di dai e dai mi pare di iniziare ad ingranare, quasi quasi comincia addirittura a piacermi andare in su, anche se la fatica è sempre tanta... Domenica a Tonezza ci saranno i Campionati Italiani Master di corsa in montagna. Sono iscritto alla gara, anche per questo ultimamente mi sono esercitato molto in salita, ma dopo avere provato il percorso mi è passata la voglia di correre e probabilmente la salterò. Il percorso si snoda su un giro prologo saliscendi su asfalto (1,3 km), seguito da un giro corto su sentiero (1,8 km) e due giri lunghi su sentiero (4,4 km) per un totale di 12 km. L'inizio dei giri corto e lungo sono caratterizzati da una salita molto dura (io non riuscivo a correre) di circa 800 metri (corto) e 1000 (lungo), seguita da un tratto in discesa ripidissimo e molto pericoloso, quasi incorribile. Si passa all'interno di sentieri pieni di pietre e rocce sporgenti e in discesa bisogna stare veramente molto attenti a non farsi male. Peccato perchè ci tenevo parecchio a questa gara ma penso proprio non sia il mio genere. Comunque aspettiamo domenica e vedremo, magari all'ultimo momento poi la faccio. Per il momento buon weekend a tutti!!!

lunedì 2 luglio 2012

La Corsa del Trenino

Era dal 2007 che non partecipavo a questa bella quanto impegnativa corsa che conduce dal paese di Cogollo del Cengio ad Asiago. Oltre 500 atleti alla partenza in una giornata caratterizzata da un caldo torrido già dalla prime ore del mattino. Per questa specie di crono scalata (i primi 10 km presentano 900 metri di dislivello) di 22 km mi ero preparato abbastanza bene con alcuni allenamenti specifici in salita sul Monte Corno che hanno dato i loro frutti.
La partenza alle ore 9 è stata molto confusionaria; ero partito nel gruppo di testa perchè volevo correre il tratto in salita meglio che potevo e avevo un paio di atleti di riferimento che potevano scandirmi un buon passo. Invece c'è stato subito un incredibile errore di percorso che ha penalizzato una decina di corridori tra cui il sottoscritto: dopo appena 3-400 metri di gara al passaggio in un bivio nei pressi del centro del paese un addetto al percorso (?) vedendo il gruppo tirare dritto per la strada degli altri anni ci ha intimato a svoltare a destra poichè quest'anno il percorso era stato leggermente modificato con il transito in piazza a Cogollo nello stesso posto dove domenica scorsa c'era stata la partenza della corsa in salita fino al Monte Cengio.
Io e pochi altri ci siamo fidati e abbiamo proseguito per il centro imboccando la salita da un'altra via, gli altri non facendoci caso, o non vedendo perchè intruppati nel gruppone,  hanno tirato dritto per la solita strada risparmiando sicuramente qualcosa (involontariamente, voglio sottolinearlo). Fattostà che solo noi siamo passati davanti al cartello del primo chilometro, appena dopo il quale rientrando nel percorso classico ci siamo trovati con un enorme giramento di scatole in coda al gruppo.... Abbiamo così iniziato una serie interminabile di sorpassi con un dispendio di energie non indifferente per riportarci nelle nostre posizioni. I primi 3 km dalla partenza situata a quota 300 metri s.l.m. si percorrevano nella strada del costo vecchio fino a quota 550 dove si prendeva la strada sterrata che conduce fino al Monte Cengio. Si proseguiva fino al 7° km dove si imboccava il sentiero che porta al Campiello a quota 925 metri, un tratto molto impegnativo soprattutto alla fine in mezzo al bosco su un sentiero ripido e insidioso. Ma il peggio doveva ancora arrivare, infatti negli ultimi 3 km di salita fino allo scollinamento di bivio Corbin a quota 1180, si passavano alcune zone dove bisognava per forza camminare, il mio chilometro più lento è stato in 8'08" (garmin). Sono stato contento di come ho corso la salita perchè pur non essendo mai stato molto forte sono riuscito a recuperare tantissime posizioni, da circa la 400esima del primo chilometro alla 17-18esima al culmine della salita. Dopo lo scollinamento si affrontava una discesa di un paio di chilometri per arrivare a Tresche Conca (1024 metri), sono sceso a più non posso correndo anche qualche rischio in un tratto erboso di sottobosco. Da Tresche Conca si entrava sul percorso che una volta percorreva il famoso trenino fino ad Asiago (1002 metri). 10 km di falsopiano su una bellissima strada sterrata caratterizzata da lunghe e buie gallerie che ti facevano godere di un fantastico refrigerio dal caldo. In effetti in questo tratto il caldo l'ha fatta da padrona e i ristori, per la verità un pò scarsi considerate le condizioni particolari, non bastavano. E' stato un momento difficile e gli ultimi 5-6 km non passavano mai. Assieme al compagno di squadra Mao che mi ha raggiunto di gran lena verso il 15° km, abbiamo tenuto un ritmo regolare sempre inferiore ai 4' al km e siamo riusciti a recuperare ancora qualche posizione.
Alla fine lui ne aveva un pò di più ed ha tagliato il traguardo in 10' posizione assoluta in 1h46'57" e 2° della categoria 40/49, io sono arrivato un pò dopo con il tempo di 1h47'30" in 12esima posizione e 3° di categoria. Direi una gara buona considerando tutto, caldo, percorso duro e poca attitudine alla salita.... Peccato per quell'errore all'inizio, che sia a me che a Maurizio può avere alzato il tempo di quel paio di minuti che (per carità non ci avrebbe fatto vincere la gara) guardando la classifica ci potrebbe avere visto 4-5 posizioni più avanti.
E la colpa non è stata nostra, visto che solo io, lui e pochi altri possiamo dire di non avere tagliato il percorso. Nessuna polemica, solo constatazioni. Dopo l'arrivo come sempre c'è stata una bella festa a base di birra.... dopo oltre 900 metri di dislivello superati e 22 km corsi in compagnia di Caronte non si poteva fare altro!

giovedì 28 giugno 2012

Corsa in salita da Calvene al Monte Corno



Ieri sera per la seconda volta nel giro di otto giorni ho voluto fare un allenamento in salita di quelli tosti. Ho corso nella strada che porta dal paese di Calvene (Vi) a 175 metri s.l.m. al Monte Corno sull'altopiano di Asiago a quota 1270 circa. Salita patria dei ciclisti locali che presenta una lunghezza di 17km (15 km fino allo scollinamento classico del Cavalletto)  con pendenza media del 6,8% con punte del 10%. La settimana scorsa come prima volta ero partito un pò più su dal 4° km ed avevo affrontato i 13 km di salita con leggero margine arrivando in cima ad una media di 5'27" al chilometro. Ieri sera ho deciso di partire dall'inizio, cioè dalla curva al semaforo di Calvene da dove ogni ciclista che si rispetti fa scattare il proprio cronometro. E' una salita che conosco molto bene essendoci passato centinaia di volte in bicicletta; a piedi però non ci sono venuto molto spesso perchè non essendo molto appassionato di corsa in montagna e non avendo quasi mai disputato gare in salita, ho sempre svolto pochi allenamenti su questa disciplina che è uno sport completamente diverso dalla corsa in pianura. Quando mi allenavo per il Passatore nel triennio 2008/10 ci ero venuto qualche volta e mi ero segnato il mio tempo record di 1h24'24", riferito al tratto dei primi 15 km dalla famosa curva di Calvene allo scollinamento del Cavalletto dove tutti i ciclisti stoppano il loro cronometro. Ieri sono partito deciso, i primi 3 km fino a Mortisa sono impegnativi con pendenze fino al 10%, sono salito con passo deciso e con il cuore sempre sopra i 150 battiti. I chilometri successivi con i passaggi a Malleo e Monte presentano una pendenza regolare con alcuni strappi che danno fastidio, ho proseguito regolare anche se la fatica era veramente tanta.

A metà strada verso il 7°-8° km c'è stato il momento più duro. Nei lunghi rettilinei che caratterizzano quel tratto non si ha la vera percezione della pendenza, la strada sembra dritta e piana, ma invece sale senza tregua e ti taglia le gambe. Ho resistito proseguendo ad un passo costante.  Gli ultimi chilometri li ho affrontati con impegno massimo, la temperatura era scesa a circa 18°, ideale per correre rispetto agli oltre 30° che c'erano a Calvene, si sudava molto ma per fortuna con i ristori personalizzati offerti dalla mia assistente Sara non ho dovuto patire la sete.
Finalmente arrivato al 15° km del Cavalletto ho potuto dare un'occhiata al cronometro, 1h21'20" (media 5'25"), e con stupore ho constatato di essere stato oltre 3 minuti più veloce del mio record del 2008 quando correvo le maratone sotto le 2h35'..... Una vera soddisfazione.... Ho proseguito con passo spedito per gli ultimi 2 km in saliscendi fino al rifugio del monte Corno.

Totale 17 km di pura fatica in 1h30'20" (media 5'19"/km), 1150 metri di dislivello superati e 1475 calorie bruciate, con frequenza cardiaca media a 150 battiti. Un incredibile allenamento in vista della Corsa del Trenino di domenica dove dovrò affrontare 800 metri di dislivello su una strada con caratteristiche simili. Speriamo almeno che tutta la fatica fatta mi sia servita a qualcosa. Ora si scarica per tre giorni fino a domenica e dopo tireremo le somme. A metà della settimana prossima ci sarà un altro allenamento del genere per poi chiudere con la gara di Tonezza del Cimone del 8 Luglio dove si disputeranno i campionati italiani Master di corsa in montagna. Una nuova passione a 43 anni suonati? Mah chi lo sa?


lunedì 25 giugno 2012

Ultime news dal 11 al 24 giugno

Il periodo delle gare corte prosegue, anche il caldo si fa sentire e forse condiziona un pò le prestazioni rispetto a un paio di mesi fa, ma gareggiare ed allenarsi in queste condizioni a me piace molto anche se è più faticoso. I progressi sul ritmo non sono molto evidenti, forse qualche piccolo miglioramento nelle ultime prestazioni c'è stato ma bisognerebbe analizzarlo con la lente d'ingrandimento per notarlo. Ho terminato la settimana della Sleghelauf del 9 giugno con un allenamento di 18 km a 4'30" di media arrivando ad un totale di 92 km. I muscoli delle gambe erano intorpiditi dai saliscendi delle sera prima e mi pareva di essere   passato sotto ad un rullo compressore.
 
La settimana seguente (11-17 giugno) ho iniziato il lunedì con altri 12 km di corsa rigenerante. Il martedì mi sentivo discretamente bene e dopo 6 km di CL a 4'15" ne ho fatti altri 10 in progressione ad una media di 3'50". Ho fatto fatica arrivando ad una media di 150 bpm ma stringendo un pò i denti in qualche modo sono arrivato in fondo. Il mercoledì ancora corsa lenta di recupero in compagnia della Sara che continua con i suoi progressi. Nel test dei 7 minuti di Pizzolato è riuscita a correre 1575 metri (media 4'27"/km) migliorando di 25 metri la stessa prova effettuata un mese prima. I progressi si sono visti anche nelle ultime gare di cui parlerò tra poco. Il giovedì ho corso altri 12 km di rigenerazione in vista del weekend che mi vedeva impegnato in tre gare su quattro giorni.
La prima è stata quella di Castegnero venerdì sera: 8 km che al mio Garmin sono stati 7,92 che ho chiuso in 28'22" poco più veloce di 3'35" al km. Soddisfatto perchè ho tenuto una condotta regolare senza esagerare all'inizio.
Brava la Sara che ha corso in 38'21" sotto i 4'50" al km, teniamo presente che ha iniziato a correre con impegno a inizio 2012. Il giorno dopo era in programma la podistica di Lugo Vicentino, sebbene fossi stanco non ho voluto mancare per l'amicizia che mi lega con gli organizzatori. Ho deciso di correre come veniva, sono andato a Lugo da casa correndo (10 km a 5'/km) e ho affrontato la gara meglio che potevo ma sono andato male. Quella di Lugo è una gara corta (5,7 km) ma impegnativa con i suoi continui saliscendi, sono andato come potevo chiudendola in 21'09" (media 3'44") ben lontano dal mio primato di un paio di anni fa inferiore ai 20', le gambe mi facevano male sia in salita che in discesa. Domenica ho corso 12 km di recupero a 5'20" e mi sono sentito subito meglio. Ultimamente ho notato che a correre molto lento traggo più beneficio che a stare fermo, e poi a me non piace stare fermo, se posso corro tutti i giorni (a giugno finora non ne ho saltato neanche uno). Complessivamente la settimana è stata di qualità con 95 km percorsi.
L'indomani come buon inizio della settimana dal 18 al 24 giugno cosa di meglio di un'altra podistica? Questa volta siamo andati a Mossano nel basso vicentino per una corsa di 7,3 km. All'inizio non mi sentivo ancora apposto e ho deciso di partire un pò cauto con un primo chilometro di rodaggio appena sotto i 4' al km che mi ha aiutato a prendere il ritmo. Dal secondo ho iniziato ad aumentare un pò alla volta riuscendo a correre una sequenza di chilometri sotto i 3'30" che mi hanno soddisfatto perchè mi hanno visto recuperare diverse posizioni in classifica.Ho finito terzo o quarto di categoria, non ricordo bene, in 25'48" (3'33-34"/km).
Anche la Sara è andata bene: nella gara femminile di quasi 3 km ha finito in premiazione con l'ottimo tempo di 12'50" (4'26"/km).  Martedì è stato un giorno di recupero con i soliti 13 km appena sotto ai 5'/km. Mercoledì ho voluto fare un allenamento in salita, ho corso dalla fontanella di Malleo appena sopra il paese di Calvene, fino al rifugio del monte Corno, per un totale di 13 km e un dislivello di 840 metri. Tempo 1h10'50" (media 5'26"/km). Sono abbastanza scarso in salita ma tenendo presente che la pendenza media di quella salita è del 6,5% non sono poi andato così male.
Ho tenuto un passo regolare dall'inizio alla fine con FC media di149 battiti (in gara di solito arrivo a 160). Sto cercando di fare 3-4 allenamenti specifici in salita proprio perchè il 1 Luglio vorrei correre la Corsa del trenino da Cogollo ad Asiago che presenta un dislivello di 800 metri nei primi 10 km con un tratto molto simile a quello del monte Corno e poi un tratto di falsopiano di altri 12 km. Ho visto che in passato quando mi allenavo per il Passatore gli allenamenti in salita, sebbene non mi piacessero molto, mi davano un grosso beneficio anche per le corse in pianura. E poi in questo periodo correre in montagna è fantastico. Mercoledì alle 18.30, qui a Thiene c'erano 33-34°, a Malleo ce n'erano 31 e in cima al Corno a 1250 metri di quota erano 21°, uno spasso....Il giovedì è stato ovviamente dedicato al recupero con 11 km a 4'40".
Venerdì 22 era di nuovo il momento di gareggiare alla Corri Mestre, una corsa molto bella sviluppata su 4 giri nel centro della città per un totale di 9830 metri. Ho corso nella categoria assoluti/master fino alla MM40. La partenza è stata di quelle furiose, mai visto gente partire così forte e nonostante mi sia avviato al massimo delle mie possibilità venivo superato da tutte le parti. Ho chiuso i quattro giri in 35'11" (media 3'34"/km) in 22'esima posizione assoluta e 3' della categoria MM40. Sono stato contento perchè la gara non era facile, sia per il caldo che per il percorso molto impegnativo e ricco di curve. Di più non potevo fare e sono contento di avere dato il massimo.
La Sara ha corso anche qui, nella gara femminile di 4930 metri e ha concluso in 22'44" (media 4'36"/km), molto brava direi, 46'esima in classifica su 92 arrivate! Il sabato è stato nuovamente dedicato al recupero con 15 km a 4'50", ho fatto veramente tanta fatica e le gambe sentivano molto la tirata di poche ore prima. Domenica 24 è stato il momenti di un'altra gara, la più dura della serie, ma quella dove ho fatto meno fatica. Eh si perchè l'ho fatta tutta camminando. Si trattava della Cogollo Monte Cengio, una corsa in montagna di 9,5 km con un dislivello di 1010 metri (tutti negli ultimi 6 km). Una corsa per specialisti. Sono andato su con calma in 1h30 circa arrivando a mezzora dai primi. Beh ogni tanto ci vuole una gara in relax e in ogni caso anche se mi fossi impegnato non credo sarei arrivato tanto prima. Devo ammetterlo sono proprio negato per la salita, soprattutto quella dura (10-20%). E' anche bello però ogni tanto andare a spasso, infatti strada facendo mi sono divertito un mondo a guardare il panorama che dal Cengio è veramente fantastico. Altra settimana chiusa con 84 km di buona intensità. Ho portato a termine la mia 19'esima gara da inizio anno (tra cui 4 maratone) e non siamo ancora e metà del 2012. Questa settimana niente gare fino a domenica quindi mi dedicherò ancora al recupero con un altro allenamento impegnativo in salita mercoledì in vista del trenino.

Ti potrebbe anche interessare

Related Posts with Thumbnails