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martedì 14 febbraio 2017

Anno 2017 - programmi di corsa...

Maratona 79' a Lanzarote
Con il 2017 comincio il mio 13° anno consecutivo di attività podistica. Ormai da quando ho iniziato nel 2005 dovrei avere superato i 60.000 km di running considerando che mediamente ne ho corsi circa 5.000/anno (è tutto comunque annotato e un giorno farò un conto preciso). Continuando nel mio intento di arrivare a 100 maratone entro il 2018, anno in cui compirò i 50 anni di età, anche quest'anno ho già pianificato tutte o quasi le maratone a cui parteciperò. Per me correre una maratona non significa solo arrivare al traguardo, vuol dire soprattutto cercare di farlo ogni volta nel tempo migliore possibile; non m'interessa arrivare tanto per arrivare o per fare "numero", m'interessa invece concretizzare tutti gli sforzi profusi negli allenamenti nelle settimane/mesi precedenti e quindi cercare di non andare troppo lontano dalla media conseguita nelle prime 79 maratone che è di 2 ore e 45 minuti. Gli anni passano e ovviamente i tempi si alzano: fino a 5/6 anni fa correvo agevolmente sotto le 2h40', nell'ultimo anno (il 2016) nelle 6 maratone disputate non sono mai riuscito a scendere sotto le 2h47', non andando mai però oltre la soglia delle 2h50' e dimostrando se non altro una certa regolarità in contrapposizione al calo rispetto alla media. L'obiettivo del nuovo anno sarebbe proprio quello di correre almeno un paio di maratone vicino o sotto le 2h45' e per questo ho iniziato la stagione con allenamenti quotidiani senza sosta percorrendo ben 466 km nel mese di gennaio e proseguendo con lo stesso andazzo nel mese di febbraio. La prima verifica sarà tra un paio di settimane il 26 febbraio alla Verdi Marathon da Salsomaggiore a Busseto. Ultimamente non ho mai fatto grandi lunghi, solo uno di 27 km collinari domenica scorsa, ma non mi preoccupo più di tanto perchè correre tutti i giorni 15/16 km per me da buone speranze di chiudere con un discreto risultato, se così non fosse per le prossime occasioni dovrò rivedere un pò i miei metodi di allenamento che in realtà non sono altro che corse continue, a volte con progressioni di ritmo, alternate a qualche rara seduta di ripetute (1000 o 2000). Di occasioni per migliorare o per rifarsi ce ne saranno delle altre, infatti come dicevo all'inizio per quest'anno ho già pianificato tutto, o quasi, ecco il programma:
26 febbraio: Salsomaggiore
2 aprile: Roma
7 maggio: Praga (Rep. Ceca)
2 luglio: Gletschermarathon (Imst Austria)
23 luglio: Fussen (Germania)
15 ottobre: Budapest (Ungheria)
9 dicembre: Lanzarote (Spagna)
A me sembra un bel mix di vacanze/corse... non ci resta che allenarsi!
Ci sentiamo
a presto Amici

martedì 1 dicembre 2015

1° 30 delle Piccole Dolomiti & 8° Mezza dei 6 Comuni

Thiene - Corso Garibaldi
Domenica si è disputata l'ottava edizione della Mezza Maratona dei 6 Comuni, una delle corse alle quali probabilmente sono più affezionato perchè si svolge nelle strade che frequento quotidianamente e attraversa i paesi in cui vivo. L'idea è nata nel 2008 da Giorgio Marchesano (e il suo staff) affiancando una maratona ad una mezza, maratona che purtroppo ha avuto vita breve in quanto l'anno seguente un paio di amministrazioni comunali su sei hanno pensato che in un periodo di crisi finanziaria tirare fuori qualche migliaio di euro per appoggiare quattro corridori della domenica era una cosa che si poteva evitare. Risultato: i comuni sono rimasti in quattro e lo spazio per ospitare una 42 km e forse anche le energie per organizzarla sono venuti meno; a quel punto tutti gli sforzi si sono concentrati sul tenere in vita almeno la gara dei 21 km. I comuni superstiti sono quelli di Thiene, Villaverla, Marano e Malo, i quali nei vari anni a rotazione si sono scambiati partenze e arrivi, in modo da rendere contenti, o scontenti, un pò tutti. Per la verità gli arrivi ci sono stati solo a Malo e a Thiene, probabilmente perchè gli altri comuni non avevano spazi a sufficienza o più semplicemente non erano interessati a sopportare le scocciature del dopo gara (ristori, docce, premiazioni, chiusura traffico e via dicendo). Personalmente, abitando a Thiene, ho sempre apprezzato l'arrivo in Piazza Chilesotti nel centro della città, che data la sua ampiezza è molto predisposta ad accogliere un buon numero di persone, poi Corso Garibaldi è proprio adatto alla passerella finale che da un giusto risalto ad un podista al culmine della sua fatica, sempre che a qualcuno interessi qualcosa. La zona dell'alto vicentino fino alle pendici delle montagne è caratterizzata da un territorio più o meno pianeggiante, per essere precisi sarebbe meglio dire un piano inclinato di circa l'1-2% che inizia da Vicenza e finisce ai piedi delle montagne. Ottenere un tracciato perfettamente piatto come desidererebbero la maggior parte dei corridori, molti dei quali intenti nel cercare il loro best time è parecchio complicato. Considerando questo e cercando di mediare un pò i dislivelli e la fatica, l'arrivo ideale di una mezza maratona sarebbe da porre a Malo, il paese che ha la quota media (116 metri slm) rispetto a quella di tutti i quattro comuni, con partenza da Marano o Thiene e transitando per Villaverla nel punto più basso. Anche se il centro di Thiene a mio avviso è molto più bello e dispone di più ampi spazi. In tutti gli anni che ho corso questa gara, ovvero in tutte le edizioni tranne quella del 2012 e quella del 2008 dove ho disputato l'unica edizione della maratona, sarà per le mie caratteristiche di corridore che non ama i tratti in salita (anche lievi) sarà per altri motivi, non sono mai riuscito a correre nei livelli delle mie migliori prestazioni. Probabilmente è una mia pecca ma ho sempre faticato molto e sono sempre stato su tempi superiori di 3/5 minuti rispetto al personale. D'altra parte però correre sulle strade di casa ha sempre compensato la leggera delusione. Detto questo passiamo all'edizione 2015, l'edizione delle grandi novità, infatti a fianco della classica mezza maratona è stata inserita un'inedita corsa di 30 km: "La 30 km delle Piccole Dolomiti". Ovviamente essendo un podista che si adatta di più alle lunghe distanze ho deciso senza esitazione di iscrivermi alla 30 km, senza neanche avere visto il percorso, anche perchè all'atto dell'iscrizione nel sito e altrove non vi era alcuna sua traccia, si sentivano solo voci che parlavano di una partenza da Villaverla (75 metri) con arrivo a Schio (220 metri) come poi è stato. Alla partenza di Villaverla in una fredda giornata di sole si sono radunati quasi 850 corridori divisi nelle due lunghezze di gara, un buon successo secondo me con 598 arrivati alla mezza e 226 alla 30 km, ma facilmente migliorabile se solo si iniziasse a promuovere la gara con qualche mese di anticipo. Il percorso proseguiva unito per 14 chilometri fino all'uscita di Marano per poi dividersi con i partecipanti della mezza che proseguivano dritto verso Schio e quelli della 30 km che svoltavano a sinistra verso Malo. La mia corsa è stata piuttosto sofferta, conoscendo ogni centimetro di asfalto sapevo che avrei dovuto lottare come nella più ostica delle mie maratone. Sono partito da Villaverla deciso a non esagerare e fin da subito mi sono trovato insieme a Luca che faceva il mio stesso ritmo e la mia stessa lunghezza di gara. I primi 8 km erano in lieve ma costante salita dai 75 metri  di Villaverla ai 147 di Thiene. Fino al castello Colleoni di Thiene mai un attimo di respiro ed un ritmo assestato sui 3'50" al km. Il passaggio in centro è stato bello ma alle 9.30 del mattino c'era veramente pochissima gente, ho visto solo un paio di amici, peccato. Dopo la svolta a sinistra alla fine del corso siamo transitati sotto casa mia e ho avuto modo di salutare i miei genitori comodamente appostati al caldo dietro la finestra del salotto. Il tratto di via Colleoni dava una breve tregua con strada pianeggiante fino all'impegnativo sottopassaggio ferroviario dei Cappuccini, da li si usciva in campagna verso Marano Vicentino, un altro paio di cavalcavia e poi una piacevole discesetta fino al centro del paese.
Marano Vic. Foto C.Marcante
A Marano è stato veramente bello: la piazza era piena di gente e di bambini disposti lungo le strada a incitare i corridori. Complimenti ai Maranesi! L'uscita dal paese presentava un altro tratto abbastanza impegnativo fino alla rotonda che divideva le due gare. Salutati i compagni di corsa che proseguivano verso Schio, io e Luca abbiamo preso la direzione verso Malo. A quel punto ci siamo trovati da soli all'inseguimento del secondo in classifica che ci anticipava di cento metri mentre il primo era avanti di circa 4 minuti. Questo segmento di strada è stato tristissimo, un lungo rettilineo nel deserto più assoluto dove ci siamo leggermente scoraggiati e forse abbiamo perso un pò di ritmo, in quel frangente siamo stati agganciati da un altro concorrente, Fabio mentre gli altri erano abbastanza staccati. Io ero già abbastanza affaticato, comunque annotavo di essere passato al 15° km in 57' e qualche secondo. Fino a Malo la strada lasciava ancora tregua e la pendenza era anche leggermente a favore, forse l'unico momento.... Il passaggio nel centro di Malo non è stato niente di eccezionale, anche li come a Thiene c'era poca gente. All'uscita del paese eravamo al 21° km in 1h22' scarsi, gli ultimi 9 km  come da previsione sarebbero stati quelli più rognosi, tutti in leggera salita. In quel momento dopo un lungo inseguimento abbiamo raggiunto e superato il secondo in classifica, il quale purtroppo sostava fermo lungo la strada con problemi muscolari. Ci siamo messi d'impegno e fino al 25° km abbiamo tenuto una velocità intorno ai 4' al km, il passaggio a San Vito è stato anonimo, con un inutile zig-zag nelle vie del paese. Non ci restava che l'ultimo sforzo  ed infatti i km 26-27-28 sono stati i più impegnativi in assoluto e li abbiamo percorsi molto più lentamente sui 4'10"/km. L'entrata a Schio ci ha dato un pò di vigore (almeno a me) anche se in realtà il centro città che è molto bello non l'abbiamo neanche sfiorato visto che l'arrivo era posto nella gloriosa pista di atletica del centro CONI di via Riboli. Nell'ultimo chilometro e mezzo per un paio di volte ho provato ad aumentare il passo ma i miei compagni sembravano mastini e non mollavano l'osso anzi giustamente contrattaccavano. Ho dato veramente tutto e nei pressi dello stadio ho provato persino a scattare eliminandomi praticamente da solo dalla lotta per il secondo posto, infatti dopo pochi metri le gambe mi hanno abbandonato e sono stato letteralmente bruciato da Fabio e Luca che sono arrivati al traguardo molto più brillantemente di me rispettivamente 2° e 3° con il tempo di 1h58'28" e 31" dietro al vincitore Edgardo Confessa che ha chiuso solitario in 1h51'52", io sono arrivato 4° dopo una manciata di secondi. Bella gara dai mi sono quasi divertito, io non guardo tanto le classifiche perchè non vinco mai, piuttosto guardo il cronometro il quale considerando tutto mi ha soddisfatto, puntavo a stare sotto le 2 ore e così è stato, cosa per niente scontata oggi! Devo ammettere che all'arrivo ero parecchio stanco e nervoso, soprattutto per aver dovuto correre per quasi tutta la gara sempre in salita, il tutto è stato accentuato dall'aver trovato le docce gelide e un casino pazzesco negli spogliatoi. Ieri sfogliando il giornale di Vicenza ho letto che qualcuno ha detto che il percorso gara era bellissimo ma che però se il prossimo anno non invertiranno partenza e arrivo non parteciperà più, ecco ho pensato questo (anzi questa) mi ha letto nel pensiero, la pensava proprio come me quella ragazza. Il percorso era stupendo ma era da fare alla rovescia o in qualche altra maniera equilibrando di più i dislivelli. Se non cambia qualcosa, mi dispiace ma l'anno prossimo non ci sarò di sicuro neanche io. Sono consapevole che io e la mia opinione non contiamo niente ma siccome le gambe e la fatica sono le mie e per iscrivermi alle gare pago, una volta ogni tanto penso di avere il diritto di esprimere il mio pensiero qui sul mio blog. Mi è sembrato proprio di partecipare ad una gara dove chi ha disegnato il percorso, o non ha mai corso in vita sua, e non è il caso, oppure come ritengo io, ha fatto le cose in modo da assecondare in tutto e per tutto i vari amministratori locali, proprio quelli che non sanno neanche cosa vuol dire correre e sudare.

martedì 24 novembre 2015

I miei ultimi 6 mesi di 42 km

Madrid 2015
Se non mi ricordo male nell'ultimo post eravamo rimasti ad aprile nella settimana precedente la maratona di Madrid. Quindi nessuno sa com'è andata a finire? Direi abbastanza bene, il weekend è stato bello come al solito quando andiamo da quelle parti, peccato però che la domenica della maratona ci siano state delle condizioni meteo avverse, con pioggia e temperatura abbastanza bassa. Avendo già corso la Rock and Roll Madrid Marathon nel 2012 sapevo già che tipo di percorso aspettarmi, un tracciato ricco di saliscendi in certi punti anche impegnativi che rendono questa gara una delle più dure 42 km, se non la più dura, di quelle che ho disputato fin'ora, con un dislivello complessivo di circa +/- 350 metri. L'obiettivo minimo era quello di migliorare il 2h55'33",  ottenuto nel 2012 a seguito di una crisi abbastanza dura patita a partire dal 25° km, e possibilmente scendere sotto le 2h50'. La forma era buona, quindi le condizioni per farcela c'erano, unico problema dover correre per 42 km sotto un diluvio incessante. Già dopo pochi km mi sentivo i piedi inzuppati d'acqua e anche tutto il resto del corpo. Nonostante il maltempo i sostenitori lungo il percorso sono stati parecchi e i loro incitamenti hanno dato la giusta carica ai runners per lottare. Ho corso in modo abbastanza regolare gestendo bene lo sforzo, soprattutto all'inizio, per avere buone energie nel finale ed è andata secondo le previsioni, ho tagliato il traguardo in 2h49'19" concludendo 76° assoluto su quasi 12.000 classificati. E' stata abbastanza dura ma ovviamente sono arrivato in condizioni migliori e con  più soddisfazione rispetto a tre anni prima. Quella di Madrid rimane sempre una delle mie maratone preferite perchè a parte le difficoltà del percorso, che fanno parte del gioco, resta sempre una delle più belle città da visitare e lì l'atmosfera è sempre magica e festaiola. Se posso darvi un consiglio almeno una volta nella vostra carriera fatela e godetevela.
L'altimetria della Rock And Roll Madrid Marathon non lascia scampo agli indecisi
Gletschermarathon 2015 - uno spettacolo di maratona
La maratona successiva, terza dell'anno, l'ho corsa ai primi di luglio a Imst in Austria. 
Anche qui non era la prima volta che partecipavo e l'anno scorso approfittando dell'assenza di corridori di alto livello ero addirittura riuscito ad arrivare primo con il tempo di 2h36'50". Il percorso della Gletschermarathon si presta molto alle mie caratteristiche e quindi mi piace molto. Si parte dal ghiacciaio del Pitztal a quota 1600 metri e dopo un chilometro e mezzo di salita fino a 1750 metri si scende verso l'arrivo posto a fondo valle nel paese di Imst in Tirolo a quota 850 metri. Fino al 25° km si è sempre in una lieve discesa che permette di tenere un ritmo superiore a quando si corre in pianura, poi fino al traguardo le discese sono alternate da tratti in salita a volte anche impegnativi che possono provocare seri fastidi muscolari. A quel punto diventa assai difficile tenere un'andatura regolare e bisogna cercare di assecondare il mal di gambe.  Gli ultimi 2 km sono in salita e le gambe distrutte da tutti i chilometri in discesa sono veramente a pezzi. Alla fine ci sono circa 1000 metri di dislivello in discesa e 300 in salita, si direbbe un buon vantaggio in termini cronometrici ed in effetti per me equivalgono a circa 5 minuti di guadagno sul tempo finale rispetto ad una maratona normale. Quest'anno mi sarebbe piaciuto provare ad eguagliare il tempo del 2014 dove avevo corso in una giornata climaticamente perfetta con un bel fresco nella prima ora di gara e con un caldo sopportabile alla fine quando si arrivava alle quote più basse. Invece è stato molto più complicato perchè si è corso in condizioni di caldo estremo soprattutto da metà gara in poi (non so se vi ricordate il clima dei primi di luglio...). Già alla partenza alla base del ghiacciaio c'erano oltre 15° e mano a mano che si scendeva la temperatura si alzava fino ad arrivare ai ben oltre 30° dell'arrivo. Una faticaccia anche per uno come me che adora le temperature alte. 
Altimetria Gletschermarathon - non fatevi ingannare dalla discesa!
Alla fine sono stato fortunato anche in questa occasione dato che sono riuscito a vincere ancora sfruttando per la seconda volta dell'assenza dei top runner. Ho dovuto lottare con un altro atleta italiano fino a poco dopo il passaggio alla mezza e poi approfittando del suo calo mi sono potuto permettere di gestire lo sforzo godendomi anche qualche scorcio di panorama durante gli ultimi chilometri. Alla fine il tempo è stato di 2h40'47", un pò più alto del previsto, in parte anche a causa del caldo asfissiante di quella giornata. Anche i miei compagni di avventura se la sono cavata alla grande, quasi tutti piazzandosi sul podio di categoria e correndo sui livelli dei loro migliori risultati. Appuntamento al 2016 già fissato per la quarta partecipazione consecutiva.
L'arrivo presso l'Olympiastadium di Monaco
La quarta maratona dell'anno è stata quella di Monaco di Baviera l'11 ottobre. Anche li mi confrontavo con il tempo ottenuto lo scorso anno, un buon 2h42'00". Sono arrivato a Monaco dopo un periodo di allenamenti abbastanza positivi però senza aver mai svolto sessioni più lunghe di 25 km, un pò un rischio quando si vuole affrontare una maratona senza andare incontro a spiacevoli inconvenienti. Gli effetti si sono visti presto, infatti mi sono accorto di avere dei problemi già al passaggio della mezza che è stato un paio di minuti più alto del previsto, da lì in poi è stato un costante e continuo calo che si è accentuato negli ultimi 7/8 km dove mi sono sentito veramente molto affaticato. Tenendo duro e soffrendo ho chiuso in ogni caso con un buon 2h48'31" che mi è valso la 36esima posizione assoluta in classifica sugli oltre 5000 partecipanti. Al contrario dello scorso anno dove avevamo trovato una calda giornata soleggiata di inizio autunno, questa volta è stato piuttosto freddo e la leggera pioggerella che a momenti abbiamo incontrato lungo il percorso ha fatto si che ci fosse molta meno partecipazione di pubblico, un peccato perchè il mio ricordo relativo al 2014 era stato molto migliore.
L'arrivo della Verona Marathon 2015
La mia quinta maratona dell'anno l'ho corsa domenica scorsa 15 novembre a Verona. Dopo Monaco avevo giusto cinque settimane per provare a migliorare un pò. Dopo una prima settimana di recupero, nelle tre successive ci ho dato dentro con ripetute sui 1000, 2000 e 3000 e con chilometraggi sempre intorno ai 110/settimana; l'ultima settimana ovviamente è stata di scarico in avvicinamento alla gara. L'intento era quello di provare a stare sotto le 2h45' e le gambe che mai come in questo ultimo periodo sentivo apposto mi rendevano fiducioso. Il percorso non riesco ancora a giudicarlo, lo definirei ne lento e ne veloce, con diversi scavalcamenti dei ponti sull'Adige (almeno sei volte) nell'andirivieni tra il centro di Verona e la pista ciclabile lungo il fiume che si calcava due volte. Diciamo che come spettacolarità non è stato il massimo, in più i Veronesi con la loro apatia ci hanno messo del loro ignorando i corridori lungo tutto il tracciato. Sia chiaro non è una scusa, è solo una constatazione fatta confrontando la Verona Marathon con le ultime tre corse all'estero. Durante i primi chilometri mi sentivo sicuramente meglio dell'ultima volta a Monaco, forse però era solo una sensazione dato che il cronometro diceva che più o meno stavo correndo alla stessa velocità. In effetti il passaggio alla mezza in poco più di 1h21' era solo leggermente più veloce dell'ultima volta e le sensazioni provate verso la fine sono state abbastanza simili, forse solo leggermente minori. Ho tagliato il traguardo della mia 71esima maratona in 2h46'56". Per migliorare ormai forse è meglio puntare all'anno prossimo per il quale ho in serbo parecchie nuove sfide. Il 2015 in ogni caso non è ancora finito, anzi è ancora nel vivo. Il clou sarà per il 12 dicembre dove finalmente spero di poter correre la maratona di Lanzarote, proprio quella che non riuscii a fare lo scorso anno perchè venne cancellata a causa del mal tempo. Speriamo che questa volta sia migliore.

lunedì 20 aprile 2015

Vamos a Madrid - 2° tentativo:-)

MADRID 2012
Torno ad occuparmi del blog dopo molto, troppo, tempo. Eravamo rimasti a Treviso e all'infortunio che mi ero procurato dopo 21 km di corsa che però non mi aveva impedito di arrivare al traguardo. Dopo una settimana, visto il persistere del dolore (non fortissimo) e notando il versamento di sangue che era comparso nella parte bassa della coscia sinistra dietro al ginocchio, ho deciso di fare un'ecografia la quale ha evidenziato uno stiramento con piccolo strappo di circa 0,9 x 0,7 centimetri. Ho proseguito per un'altra settimana con le terapie a base di laser e tecar, interropendo ovviamente l'attività di corsa e dedicandomi unicamente a passeggiate serali di 1 ora, 1 ora e mezza. Ho ripreso a correre in maniera molto blanda dopo circa 17 giorni senza forzare per non compromettere un normale recupero. Nell'arco dei 15 giorni successivi sono passato gradualmente da una velocità di 6'00"/km al chilometro a quella consueta di 4'10-20"/km. Dopo l'infortunio del 1° Marzo, il primo allenamento impegnativo l'ho sostenuto il 31 Marzo con 8 variazioni da 1 km ad un ritmo medio di 3'55" al km con recuperi lenti da 300 metri. Le sensazioni sono state un pò contrastanti: contentezza perchè riuscivo a correre senza particolare dolore alla coscia e un pizzico di delusione per la fatica che provavo. Pensavo però che dopo un mese di quasi stop e non essendo io un gran fenomeno del running doveva essere una cosa più che normale. In questi momenti bisogna avere un pò di pazienza e puntare a guarire bene dall'infortunio, trattandosi tra l'altro di una ricaduta di quello avuto il 31 Dicembre che evidentemente non era stato curato bene. In questi casi quindi massima cautela. Il mese di aprile è iniziato con altri 2/3 buoni allenamenti, il giorno 2 e il 5 ho corso un paio di fartlek con variazioni 1'-2'-3' alternando andature sui 3'45"/km ad altrettante sui 4'00-10"/km, il giorno 8 ho corso 10 km in progressione in 38'45" (media 3'52"/km), faticoso ma soddisfacente, gli altri giorni sono andato sempre molto lentamente. Il 12 aprile, dopo quasi un mese e mezzo sono finalmente tornato alle gare alla Mezza Maratona dei Dogi: sono tornato a casa soddisfatto perchè ho tenuto un'andatura di 3'40"/km dall'inizio alla fine chiudendo in 1h17'35". Nei giorni successivi ho ripreso nuovamente con ritmi lenti dato che muscolarmente mi sentivo molto appesantito, come se avessi affrontato una maratona.
Eccoci con la bella medaglia della Madrid Marathon 2012
Ieri, il 19 aprile ho pensato di correre un'altra mezza maratona andando a Padova, l'ho finita in 1h18'44" un pò più lento della settimana scorsa ma spremendomi meno e cercando di risparmiare qualche energia in vista della maratona che andrò ad affrontare domenica prossima 26 Aprile a Madrid. Non so se sia la decisione migliore quella di lanciarsi così presto in un'altra maratona ma capitemi, dopo essere stato il 15 Marzo a Barcellona come spettatore, la voglia di tornare alla 42 km è troppo grande e quindi voglio provarci, tanto più dopo avere pianificato il viaggio a Madrid da lungo tempo. So che i pericoli sono in agguato: Madrid ha un tracciato bellissimo ma estremamente impegnativo e caratterizzato da continui saliscendi, quindi non proprio il massimo dal punto di vista muscolare per uno che è appena uscito da un infortunio, seppur lieve. Avendola già corsa e sofferta nel 2012 vi posso garantire che il percorso è più impegnativo di quello di NY che notoriamente non è uno dei più scorrevoli, il dislivello altimetrico si aggira sui 450 metri che per una maratona non è poco. L'ambiente però potrebbe fare la differenza, il clima favorevole e il grande pubblico presente potrebbero aiutarmi a colmare il gap del non perfetto allenamento. Ricordo bene la sofferenza patita nel 2012, dopo un buon passaggio in 1h21' alla mezza, verso il 25/26 km ho accusato una crisi e ho dovuto quasi fermarmi, fortunatamente in un modo o nell'altro sono riuscito ad arrivare al traguardo in 2h55'. Forse avevo sottovalutato il percorso tirando troppo nella prima parte e pagando pesantemente nel finale. Ecco, un piccolo vantaggio questa volta ce l'ho, sarò anche meno allenato però conosco meglio il percorso e le insidie che esso nasconde. In questo caso potrebbe essermi d'aiuto questa piccola esperienza, di sicuro partirò in maniera più tranquilla per tentare di avere migliori energie per il finale. Adesso mi aspetta una settimana di scarico, ci saranno solo allenamenti brevi e lenti; correndo due mezze in due settimane ho acquisito più fiducia capendo che nelle gambe c'è un discreto ritmo, si tratta solo di resistere fino alla fine e non so come reagirò in questa circostanza non avendo mai corso lunghi nell'ultimo periodo. Non ci resta quindi che aspettare il weekend e vedere come andrà a finire.

mercoledì 18 febbraio 2015

Treviso si avvicina, ma a che punto siamo?

Treviso marathon 2013 - Ricordando Simone Grassi
Anche quest'anno ho deciso di iscrivermi alla Treviso Marathon, sarà la mia settima partecipazione dopo quelle avvenute tra il 2006 e il 2013. Dall'anno scorso rispetto alle altre edizioni il percorso è cambiato e la partenza non avverrà più da Vittorio Veneto ma da Conegliano, 10 km più a Sud e nella prima parte si passerà su strade diverse transitando per i centri abitati di Susegana, Ponte della Priula (dove una volta c'era il passaggio alla mezza maratona), Nervesa della Battaglia, Arcade, Povegliano, Villorba per poi ricollegarsi con il vecchio percorso fino all'arrivo in centro a Treviso. Dal punto di vista cronometrico la mia migliore prestazione l'ho ottenuta nel 2008 con un 2h35'58" ma anche nel 2007 e 2010 non ero andato male correndo in 2h36'. Nella mia ultima presenza nel 2013 ho chiuso in 2h44'24", tempo che più o meno vorrei eguagliare anche quest'anno per poi tentare di fare un pò meglio avvicinandomi più possibile alle 2h40' due settimane dopo a Barcellona. Ovviamente questo è il mio obiettivo, poi però bisogna vedere se riuscirò a farcela. Gli allenamenti dell'ultimo mese e mezzo sono andati abbastanza bene e come proiezione maratona se tutto procederà per il verso giusto siamo li. Domenica a Verona ho corso la mezza maratona chiudendola in 1h18'33", non è stata una grandissima soddisfazione perchè sinceramente pensavo di essere leggermente più veloce. Il mio obiettivo era intorno all'ora e 16/17' ma fin dall'inizio non mi sono sentito a mio agio e ho patito troppo il percorso caratterizzato da diversi saliscendi (nulla di clamoroso) che hanno provato le mie gambe. Spero sia stato solo a causa dei molti chilometri corsi da inizio dell'anno che forse mi hanno causato un eccesso di pesantezza. In questi ultimi 10 giorni dovrò sicuramente cercare di rimediare facendo allenamenti più leggeri e brevi in modo da recuperare la brillantezza perduta. Sono molto carico e non vedo l'ora che inizi la stagione delle maratone, le uniche gare che veramente contano per me!!!

martedì 27 gennaio 2015

Nuovo anno, nuovi obiettivi

Maratona di Reggio 2014: il trio Rigo-Maggi-Pergher
Il 2015 è arrivato da un pò e ormai siamo già a fine gennaio. Dopo l'ultimo post di novembre relativo alla maratona di Dublino ho continuato a seguire la rotta che prediligo, ovvero partecipare a gare lunghe, cimentandomi in un altro paio di maratone. Il 2h40'38" di Dublino mi aveva soddisfatto ma prima di fine anno come obiettivo avevo ancora una/due gare dove speravo di fare meglio. A metà novembre c'era la Mezza dei 6 Comuni, la gara di casa con partenza da Marano Vicentino e arrivo a Malo con passaggio a Thiene: fisicamente avevo recuperato quasi al 100% e me la sono cavata con un 1h17'34" corso con un ritmo regolare e classificandomi 1° della categoria SM45, approfittando della mancanza di gente forte... Il vero obiettivo di novembre era puntato per il 29 alla Lanzarote marathon. Sono partito per le isole Canarie con tutti i buoni propositi e supportato da una buona forma ma purtroppo a causa di un meteo impossibile, con pioggia e vento ad oltre 100 km/h, la maratona e tutte le altre attività sportive nelle isole sono state annullate. E' stata una grossa delusione e spero di avere l'occasione di rifarmi quest'anno il 12 dicembre quando verrà disputata la prossima edizione. Nei giorni di permanenza ho avuto modo di studiare bene il percorso che non mi è sembrato affatto facile per via dei continui saliscendi da cui è caratterizzato. Tornato a casa e smaltita la delusione per non aver corso a Lanzarote ho pensato di riprovarci subito iscrivendomi alla maratona di Reggio Emilia del 14 dicembre. Anche in quell'occasione non sono stato fortunato visto che nei giorni precedenti alla gara, mercoledì giovedì e venerdì, sono dovuto rimanere a letto con febbre, mal di gola e forte raffreddore. La domenica ho deciso di correre anche se ovviamente non mi sentivo al massimo. Ho cercato di non strafare tenendo un'andatura controllata con passaggio alla mezza in 1h24' impegnandomi di più nella seconda con tempo finale di 2h46'56", il massimo che potevo portare a casa in una giornata simile, mi sono anche divertito correndo ampi tratti della gara insieme ai miei amici Maggi e Pergher. Il 26 dicembre c'è stata la Stragiaxà, la classica gara post-natalizia di circa 10 km che si disputa qui a Thiene su un percorso ricco di curve e tratti sterrati, è andata bene e mi sono classificato 4° correndo ad un ritmo di poco superiore ai 3'30"/km. Per chiudere l'anno in bellezza come nel 2013 ho pensato di partecipare ad un'ultima maratona a Calderara di Reno (BO). Stato di forma buono, giornata tipicamente invernale con nebbia e nevischio e temperatura di 0° gradi, non certo l'ideale per correre (almeno per uno come me che odia il freddo). Mi sono vestito nel modo adeguato, ben coperto nella parte alta, sbagliando forse solo i tipo di pantaloni, usando quelli corti al posto dei ciclisti che avrebbero tenuto più al caldo i muscoli delle delle gambe che con l'aria fredda tendevano a raffreddarsi. Sono partito ad un buon ritmo rimanendo comodamente nel gruppetto dei primi. Fino al 9° km tutto tranquillo poi in un leggero tratto in salita all'uscita di un sottopassaggio avviene quello che non ti aspetti: una fitta improvvisa al bicipite femorale sinistro. Subito sembrava una cosa di poco conto ma con il passare dei chilometri il dolore aumentava sempre di più, ho resistito anche troppo, prima diminuendo la velocità, poi fermandomi definitivamente al 26 km. E' stato il primo ritiro in una maratona dopo averne concluse 66 sempre in meno di 3 ore, una pessima giornata! Fortunatamente l'infortunio non è stato grave, si è trattato solo di una semplice contrattura risolta in una settimana con un paio di sedute di laser. Nei giorni immediatamente successivi essendo impossibilitato a correre ne ho approfittato per fare delle belle camminate in montagna che mi hanno aiutato a ristabilirmi velocemente. Venendo ai giorni nostri, la prima gara dell'anno l'ho corsa il 18 gennaio alla Race Colors di Creazzo, 12 km su un percorso collinare parecchio impegnativo grazie ai molti saliscendi. Gli allenamenti in questi giorni stanno andando piuttosto bene: riesco a correre quotidianamente con regolarità inserendo nei sabati o domeniche anche qualche uscita in bicicletta, sento che mi fa bene quando riesco a non cadere:-(. Durante la settimana cerco di inserire sempre uno o due sedute di qualità come ripetute in salita o in piano oppure progressioni o fartlek: nella settimana scorsa ho svolto un buon 5x2000 a ritmo di circa 3'40"/km con gli ultimi due 2000 in progressione e recuperi di 600 metri, un lavoro duro ma redditizio. La prossima gara sarà la mezza di Verona in programma il 15 febbraio ma il vero primo obiettivo del 2015 sarà il mese successivo alla maratona di Barcellona. Prima però correrò alla Treviso marathon cercando di aiutare una mia amica a scendere sotto il muro delle 2h45', sarà sicuramente impegnativo ma ce la metterò tutta. I risultati degli ultimi allenamenti dicono che sono sulla buona strada, spero solo di non avere problemi fisici. Al momento cerco di seguire un programma di allenamento sulla falsariga di quelli che osservavo qualche anno fa; gennaio sta andando come desideravo, speriamo arrivino presto febbraio e marzo con le loro prime gare e con delle temperature un pò più agevoli per me.

giovedì 13 novembre 2014

Dublin Marathon 2014

Mariolo's Pub Team Dublin Marathon 2014
Eccomi in super ritardo a raccontare la trasferta alla maratona di Dublino disputata il 27 ottobre scorso. Per me è stata sicuramente una sorpresa bellissima e al di sopra di ogni aspettativa perchè non avrei mai creduto di trovarmi a partecipare ad una gara così bella e ottimamente organizzata. Ne avevo sempre sentito parlare in tono entusiastico e in effetti ho avuto solo conferme e sensazioni positive. Il percorso mi è piaciuto tanto sebbene fosse pieno di insidiosi saliscendi, il pubblico era numerosissimo e ha incitato i runners dal primo all'ultimo chilometro con i suoi "well done", unico neo purtroppo nella giornata della gara c'è stato un pò di vento che a momenti ha dato fastidio, per il resto posso tranquillamente affermare che è stato tutto perfetto, un'esperienza da ripetere e da consigliare a tutti. Del nostro gruppo sponsorizzato per l'occasione dal Mariolo's Pub siamo stati tutti (chi più chi meno) soddisfatti della propria prestazione. La giornata pre-gara è stata dedicata al viaggio in aereo dall'Italia. Dopo un veloce check-in in hotel ci siamo subito recati all'expò per ritirare il pettorale e per una visita agli stand con annesso un ottimo piatto di pastasciutta. Cena serale come da tradizione a base di carboidrati e birra. 
Colazione pregara
La mattina sveglia con calma approfittando della vicinanza del nostro hotel alla zona di partenza/arrivo. I partecipanti alla gara erano circa 13.000 scaglionati in tre wave. La logistica è stata perfetta con zona consegna/ritiro borse a due passi dalla start line. Noi del Mariolo's Pub eravamo tutti assegnati nella wave 1 con partenza alle ore 9.00. Approfittando dell'assenza delle griglie che di solito in grandi maratone come queste sono sempre presenti, siamo entrati con mezz'ora d'anticipo e ci siamo sistemati comodamente nelle prime file. Ognuno di noi aveva il suo obiettivo di corsa: il mio era quello di migliorare il crono 2h42'00" ottenuto a Monaco quindici giorni prima. Fisicamente stavo bene, in più avevo uno stimolo ulteriore l'avere programmato di correre insieme all'amico Fabio con il quale condividevo lo stesso obiettivo tempistico, motivo in più per impegnarsi al 100% possibilmente dandosi una mano a vicenda. Gli altri componenti del gruppo erano già tutti maratoneti più o meno esperti, chi come Giovanni con oltre 25 maratone all'attivo, chi come Fiorenzo alla sua terza o quarta ma a molti anni di distanza dall'ultima disputata, chi come Zanze al ritorno dopo un annetto di assenza però molto motivato dal suo buono stato di forma, chi come Turra alle prese con vari acciacchi e voglioso di riscatto. Unica al debutto era la Vanina che partiva con l'ambizioso obiettivo di chiudere entro le 3h30'. 
Memore dell'esperienza di 15 giorni prima a Monaco dove avevo patito una crisi negli ultimi chilometri forse dovuta al fatto di essere partito troppo veloce, questa volta mi ero promesso di iniziare leggermente più cauto. Si fa per dire perchè riguardando i parziali non è stato proprio così, i primi 5 km sono passati in 18'09" (media 3'38"/km), forse anche grazie al percorso leggermente favorevole sviluppato nelle strade del centro città, in ogni caso non facevo fatica, Fabio dietro di me decideva invece di essere più prudente. Poco dopo il quinto chilometro si entrava in Phoenix Park, uno dei polmoni verdi di Dublino, terreno di battaglia e di duri allenamenti tanto raccontatimi in passato dal mio caro amico Simone. Imboccando il lungo rettilineo in salita che lo tagliava in obliquo per circa 6 km iniziavano anche le prime asperità del percorso. A quel punto ho rallentato il passo assestandomi su un faticoso 3'55"/km con passaggio al 10° km in 37'53". Ancora un chilometro in salita per poi uscire dal parco e imboccare una bella discesa che mi ha dato la possibilità di rifiatare concedendomi persino il lusso di potermi fermare per un velocissimo pit-stop. Correvo facilmente sul piede dei 3'40"/km e recuperavo anche qualche posizione, le gambe rispondevano bene. Rientrando nella parte occidentale del parco un'altra discesa ci conduceva fino al 15° km, un toccasana. All'uscita di Phoenix si affrontava un tratto abbastanza pianeggiante, solo qualche saliscendi che non impediva di tenere un ritmo regolare. 
In gara
Correvo alla mia andatura e quasi sempre in solitudine come prediligo. Dopo il 20° km ancora salita con un paio di chilometri piuttosto impegnativi. Il passaggio alla mezza è stato di 1h19'51" con ancora buone energie da spendere. A quel punto ci si dirigeva un pò fuori città, si correva in lunghi rettilinei sempre contornati da persone che incitavano. Il vento quasi sempre contrario mi infastidiva parecchio e in più sentivo un leggero mal di pancia che aumentava sempre di più. Proseguendo ho avuto un momento veramente complicato ma ho cercato di resistere perchè non volevo fermarmi e rovinare la gara che fino a li stava andando bene, in ogni caso anche se avessi deciso di fermarmi non avrei proprio saputo dove vista tutta la gente che c'era lungo le strade. Ho resistito e mi sono concentrato sul ritmo cercando di rimanere costante anche col fastidio alla pancia. Dopo il 27° km alla fine dell'ennesimo saliscendi sono stato aiutato da altri 4 chilometri di discesa. Filavo via bene però era ancora presto per esultare, passaggio al 30° km in 1h53'49" con proiezione finale di 2h40'. Gli ultimi 12 km come sempre sarebbero stati quelli decisivi. Tra il 33° e il 34° chilometro si incontravano le ultime asperità del percorso con il temuto "The Wall", un tratto di circa 500 metri molto ripido che terminava transitando sotto un gonfiabile riportante la medesima scritta poco prima del 34°km. Per me è stato il chilometro più duro e più lento della maratona in 4'03"; quando sono arrivato in cima e ho visto un pò di pianura e successivamente dopo il cartello del 35° km l'avvicinarsi dell'amata discesa ho tirato un sospiro di sollievo. Sapevo che da li alla fine il percorso sarebbe stato favorevole. Ce l'ho messa nuovamente tutta correndo a più non posso lungo la discesa che costeggiava il perimetro dell'University College, al termine del quale si imboccava la pianeggiante Merrion Road che portava di nuovo in centro verso il traguardo. L'ultimo miglio e soprattutto gli ultimi 800 metri sono stati emozionanti, si passava in una strada non molto larga piena di gente urlante ai lati, si sentivano solo incitamenti e "well done", devo ammettere che mi sono anche un pò emozionato tagliando il traguardo.
Il tempo finale mi ha soddisfatto, 2h40'38" in un percorso così impegnativo per me ha un certo significato, considerato anche che sono riuscito a superare delle difficoltà come il mal di pancia, riuscendo a tenere un ritmo regolare dall'inizio alla fine. Le gambe questa volta hanno funzionato bene. In classifica mi sono piazzato 38° assoluto su 12.293 classificati, 3° della categoria M45. A questo punto non posso dimenticare di citare le prestazioni de miei compagni di viaggio. Per primo Fabio Pergher che nonostante dei problemi ha tagliato il traguardo in 2h57'33", 223° assoluto e 62° di categoria. Rimane sempre un ottimo tempo anche se lontano dal suo obiettivo iniziale, dalle difficoltà si impara, sono sicuro che la prossima andrà molto meglio. Poi il Zanze autore del PB in 3h06'02", 442 assoluto e 128° di categoria, Fiorenzo Fontana che dopo anni di assenza dalle maratone ha chiuso alla grande con un super 3h09'28", Giovanni Busin alle prese ancora con un ritardo di forma con un buon 3h13'38", Baston col personale in 3h18'47" e Turra ancora in ripresa dopo vari acciacchi in 4h47'47". Infine non mi resta che complimentarmi con l'unica donna della comitiva: Miss Vanina Dal Santo al debutto in maratona strappa l'incredibile tempo di 3h17'10", 849° assoluta e 21°di categoria su oltre 1200 ragazze, al di sopra di ogni sua più rosea previsione. Un applauso e un grande complimento con l'augurio che questo sia solo l'inizio di una brillante carriera. Un saluto anche all'amico Jerome che ci ha allietato della sua compagnia nella serata del dopo maratona, ottimo tempo anche per lui con il suo 2h43'57".
Festa finale...
Arrivederci alla prossima maratona che per me sarà a fine mese a Lanzarote. Domenica prossima invece si corre in casa alla Mezza dei 6 Comuni.
Ciao a Tutti

giovedì 16 ottobre 2014

Munchen Marathon 2014


La Maratona di Monaco di Baviera per me è stata la 63° esima in assoluto e la quarta del 2014. Era la prima volta che correvo nella grande città bavarese dopo tre precedenti esperienze alla più celebre Berlin Marathon. Cosa dire? Personalmente ho avuto delle sensazioni positive: l'organizzazione è stata ottima come ovunque avviene in terra tedesca, il percorso molto bello e in generale scorrevole anche se con diversi saliscendi (tanto per capirci nulla in confronto a Boston), climaticamente una giornata quasi estiva soleggiata con una temperatura intorno ai 20°, lungo le strade un pubblico delle grandi occasioni, e per finire ciliegina sulla torta, un arrivo mozzafiato all'interno del bellissimo stadio olimpico, un capolavoro di architettura che sembra appena stato realizzato a discapito della sua veneranda età di oltre 40 anni. La comitiva di vicentini era ben nutrita, nel nostro hotel una trentina di atleti della Vicenza Marathon si fondevano al nostro gruppo di runners formato oltre che dal sottoscritto, da Riccardo Trulla, Alberto Gasparotto, Giacomo Gobbo, Claudio Stefanello, Manuel Maggi e Serena che correvano la mezza. La giornata di sabato è stata dedicata al viaggio in auto con 5 ore di traffico intenso che mi hanno causato una bella stufata. Dopo l'arrivo siamo andati all'expò maratona per il ritiro del pettorale e per un giro veloce negli stand espositivi. Serata pre-gara caratterizzata dalla classica cena in una delle tante birrerie locali, io e Sara abbiamo scelto la Lowenbrau che era situata vicino al nostro hotel. Mi sono riempito la pancia mangiando due snitzel con patate fritte e idratandomi con un paio di birre oktoberfest, tutto molto buono. Fortunatamente la notte mi ha aiutato a recuperare energie per l'indomani. Sveglia ore 7, dopo una buona colazione mi sono avviato a piedi (circa 2 km) verso l'Olympiapark di Monaco dove era sistemata la logistica della partenza/arrivo. Nonostante gli oltre 6.000 partecipanti non c'erano griglie di partenza quindi avvicinandomi un pò in anticipo alla start line non ho avuto problemi a piazzarmi nelle prime file. Foto ricordo con gli amici di trasferta e alle 10 puntuali c'è stato lo sparo dello starter. Mi sono lanciato subito ad una buona andatura, dopo un paio di chilometri sentivo che le gambe stavano bene, quindi ho deciso di rimanere in un gruppetto che viaggiava ad un ritmo regolare sui 3'40/45" al chilometro, un pò più veloce di quello che avevo preventivato ma abbastanza alla mia portata. I ristori erano posizionati circa ogni 2,5 km e li ho utilizzati tutti bevendo sempre acqua e sali minerali. Fino al 15° km il percorso è stato prevalentemente pianeggiante (solo una salita di circa 150 metri seguita subito da una discesa), si sviluppava all'interno del parco inglese in stretti vialetti ricchi di curve e contro curve e con molte persone a bordo strada ad incitare i concorrenti. Passaggio del 10° km in 37'07" (media 3'43"/km). All'uscita del parco abbiamo incontrato la prima vera asperità del percorso con un tratto in salita di circa 3-400 metri che portava al 16° km che ho affrontato con prudenza per poi riaccelerare nella discesa successiva. Al passaggio alla mezza in 1h19'21" mi sentivo ancora con buone energie, il gruppetto si era assottigliato ed eravamo rimasti solo in 2 o 3. Ho tenuto un ritmo regolare e ho iniziato a gestire le energie, le gambe giravano ancora bene ma si sa che la maratona inizia molto più avanti. Passaggio al 30° in 1h53'03" e 32° in 2h00'20", proiezione 2h38' (ottimistica...).
L'arrivo - Foto RUNITALY FIRST
In questo frangente c'è stato uno dei momenti più emozionanti della maratona con il passaggio nel centro in una Marienplatz gremita di gente, sarà stato anche per quello ma forse mi sono fatto prendere un pò la mano con un paio di chilometri troppo veloci. All'uscita dal centro quasi improvvisamente ho iniziato ad accusare la stanchezza, le gambe cominciavano a fare male e non riuscivo più a correre sciolto. Nonostante tutto ho tenuto una buona andatura sempre intorno ai 3'50"/km. Così fino al 37° dove le cose sono ulteriormente peggiorate, ero veramente provato e ho dovuto rallentare ancora un pò. Per l'ennesima volta ho avuto  la conferma che la maratona inizia dopo il 35° e gli ultimi 5, 6, 7 km possono essere decisivi per compromettere tutto. L'ultima mezz'ora è stata dura e non ho potuto godermi molto la fase di ritorno verso lo stadio olimpico; correvo ad un'andatura ridotta a 4'05/10" e dentro di me svaniva lentamente il sogno di chiudere sotto alle 2h40'. Nell'ultimo chilometro ce l'ho messa tutta e sono entrato nello stadio procedendo al limite dei crampi e tagliando il traguardo in 2h42'00" classificandomi 41° assoluto e 3° della categoria M45 a pochi secondi dai primi due.
Foto di gruppo dopo maratona presso la birreria HB
E' stata senza dubbio una bella soddisfazione a dimostrazione che nonostante tutto l'allenamento svolto nei due mesi precedenti aveva dato qualche frutto e mi aveva aiutato a limitare i danni nel finale. Mi manca solo da lavorare un pò per avere una migliore ultima parte, per il resto va bene così.
Tanti complimenti a tutti i miei compagni di trasferta, Claudio Stefanello (2.58.45), Riccardo Trulla (2.59.55), Beppe Bovino (3.39.35) e in particolar modo ad Alberto Gasparotto autore del personale in 2.59.11. Nella mezza un bravo anche a Manuel Maggi (1.22.29) e a Serena (2.15.00).
Concludendo un pò di numeri riguardo la Munchen Marathon, sicuramente un'esperienza da ripetere:
classificati alla maratona 6226
classificati alla mezza 5169
classificati alla 10 km 3278
classificati alla maratona in staffetta 591 squadre.

mercoledì 24 settembre 2014

La Mezza di Vicenza - 1° Edizione

Rigo-Vivian-Pergher (che trio...) Foto Caterina Soprana
Domenica si è disputata la prima edizione della Mezza Maratona di Vicenza. Per me è stata senza dubbio una bellissima esperienza. Quando alla fine uno degli organizzatori mi ha chiesto un parere, a caldo e senza mezzi termini ho risposto che è stata la più bella mezza maratona a cui io abbia mai partecipato. Di mezze ne ho corse parecchie e se ci penso bene, che mi abbiano mai coinvolto così tanto emotivamente, ad eccezione della mezza dei 6 Comuni che passa a Thiene sotto casa mia, non ne ricordo altre. L'organizzazione e la logistica secondo me sono state perfette: è andato tutto bene con un'azzeccatissima zona di partenza fissata fuori dal Parco Querini e un centro logistico poco lontano presso il Patronato Leone XXIII, con spogliatoi, docce, mensa, palco premiazioni, bar, ecc. Probabilmente ci sarebbe stato spazio per più concorrenti ma gli organizzatori per la prima edizione e per motivi di sicurezza avevano chiuso anticipatamente le iscrizioni a quota 1000 iscritti. I ragazzi dell'Atletica Vicentina hanno avuto sicuramente anche un grande aiuto da parte del Comune di Vicenza che proprio per domenica aveva organizzato la giornata ecologica con la chiusura completa del traffico veicolare nel centro storico, quindi niente macchine da fermare o traffico da controllare e un bel problema in meno da gestire. Il percorso toccava molti quartieri della città e a mio avviso le moltissime curve presenti anche se a volte un pò impegnative da affrontare, più qualche saliscendi,  hanno spezzato la monotonia di un percorso con lunghi rettilinei tutti uguali e anonimi. Sicuramente meglio così anche se magari qualcuno avrà qualcosa da dire sul fatto che non era velocissima; io non ci farei tanto caso visto che ogni volta c'è sempre qualcuno che deve lamentarsi per qualcosa, quasi sempre lo fanno quelli meno allenati che devono trovare delle scuse per le loro performances scadenti.... Al contrario per me è stata abbastanza veloce, basta guardare la classifica dove il vincitore ha chiuso in 1h07' che non è proprio un tempo lentissimo. Anche a me non è andata male, considerando lo stato di forma in crescita ma non ancora al 100% sono riuscito a correre su tempi non lontani dal mio personale.
L'arrivo - Foto RTZ?
La mia gara è stata bellissima: allo start in Viale Rumor sotto un caldo sole estivo e un'elevata umidità, si è creato subito un bel gruppetto capitanato dal sempre verde Enrico Vivian e composto oltre che da me, dagli amici Pergher, Masetto, Canale, Irmici e alcuni altri. L'intento era quello di correre sul piede dei 3'45" al chilometro in modo da arrivare al traguardo appena sotto il muro dell'ora e venti. I primi 2/3 km come sempre all'insegna dell'entusiasmo sono stati leggermente più veloci, poi ci siamo assestati più o meno sul passo prestabilito. Il caldo si faceva sentire e ai ristori era necessario bere un bel pò di acqua e poi docciarsi con il resto della bottiglietta che avevamo a disposizione. Il passaggio al 10 km è avvenuto in 37'10", 45" in anticipo del previsto. Durante la corsa Enrico era scatenato e salutava chiunque incontrasse a bordo strada, sembrava conoscesse tutti. Nel resto del tempo faceva calcoli ad alta voce sulla nostra proiezione finale (io li facevo solo mentalmente per risparmiare fiato). Dimostrava di correre con margine, cosa che non posso dire valesse anche per me, io dovevo stare ben attento a non sprecare troppe energie con saluti e abbracci. Fino al 15° km il gruppo è stato compatto poi negli ultimi 5/6 km ognuno ha dato quello che poteva. Masetto e Vivian hanno aumentato il passo di quel poco che a me non è riuscito, gli altri avevano mollato un pò prima, per cui mi sono trovato da solo a gestire il mio passo. Non ho calato ne aumentato proseguendo regolare, pensando a dover percorrere più km di quelli che  realmente mancavano. Sono riuscito a recuperare anche 4/5 posizioni arrivando al traguardo in 1h18'38", un pò in anticipo rispetto al previsto e quindi molto soddisfatto in 12°esima posizione assoluta e 2° di categoria SM45 dietro a Vivian. Saluto rinnovando i complimenti agli organizzatori della AV, a tutti i loro aiutanti e ai numerosissimi volontari dislocati lungo ogni curva del percorso che ci hanno consentito di vivere da protagonisti una giornata stupenda. Appuntamento quindi all'anno prossimo per la seconda edizione, sperando che la Mezza di Vicenza diventi un classico del podismo Veneto e Italiano. Grazie a Tutti!

lunedì 1 settembre 2014

L'estate che non c'è stata

Dalla Beer mile di metà giugno, preludio dell'estate che quest'anno non è mai arrivata, ad oggi 1° Settembre sono passati quasi tre mesi che a me sembrano volati in un attimo. Un'estate piovosa e poco calda, tutto il contrario di quella che avrei voluto assaporare. Che io ricordi ci sono stati solo 3 o 4 giorni di vero caldo ai primi di Giugno e poi poco niente, solo pioggia e fresco....

GletscherMarathon 2014
Anche di podistico c'è stato poco: poco come quantità di gare effettuate causa la mia poca voglia del momento, ma molto dal punto di vista dei risultati tanto da farmi assaporare la gioia di salire sul gradino più alto del podio alla Gletschermarathon di Imst il 6 luglio. 2h36'50" è stato il tempo con cui ho tagliato per primo il traguardo della maratona nel ghiacciaio austriaco. Un ottimo tempo per me, agevolato sicuramente dal fatto che il percorso era in gran parte caratterizzato da discesa, soprattutto dal 3° al 26° km, per poi svilupparsi in un tratto finale con continui saliscendi. Soddisfazione, anche se ovviamente bisogna ammettere che il livello dei partecipanti era medio/basso. E' stato bello perchè una volta tanto ho corso una maratona senza patire troppo la fatica potendomi godere il panorama e la sorprendente prima posizione. Una vittoria, per quanto in una gara di scarso livello, è sempre una vittoria e a me nelle 61 precedenti partecipazioni a maratone non era mai capitato, solo qualche secondo, terzo o quarto posto, ma mai un primo.....quindi questa volta me la sono proprio goduta volentieri!
Grand Canyon
Per il resto nel periodo pre-ferie ci sono state sempre le solite garette serali per tenersi allenati sui ritmi veloci. Anche li qualche buon risultato con un buon 33'44" nei 10 km scarsi della Corri Treviso e altre corse su distanze simili su ritmi di 3'30" o leggermente più veloci. Parlando di ferie, questa si che è stata la cosa più bella di quest'estate. Insieme a Sara abbiamo fatto un bellissimo viaggio "on the road" negli USA con partenza e arrivo a Los Angeles passando per i parchi più belli della costa West come il Gran Canyon, la Monument Valley, il Bryce Canyon, ecc., attraversando gli stati della California, Nevada, Utah e Arizona, visitando città come Las Vegas, San Francisco, San Diego e Los Angeles. 
Golden Gate - San Francisco
Grand Canyon
Un viaggio entusiasmante di 6400 km in auto attraverso panorami e scenari che mi hanno quasi completamente distolto dalla mia passione per il running. Ho corso solo quando potevo e nei luoghi in cui il clima, quasi sempre bollente, me lo consentiva. Tornato a casa ho ripreso a correre con regolarità ma mi trovo alle prese con un quotidiano mal di gambe che però non mi ha impedito  di coprire rispettivamente 110 e 123 km nelle ultime due settimane. Voglia di gareggiare al momento non ne ho, la prossima gara penso sarà il 21 Settembre alla prima edizione della mezza maratona di Vicenza.  Poi ai primi di ottobre il mio prossimo viaggio podistico alla Maratona di Monaco di Baviera, primo vero obiettivo di autunno che mi auguro sia un pò più gradevole di
questa piovosa ultima estate.
Monument Valley

martedì 3 giugno 2014

Arriva l'estate!

Anche maggio è passato e finalmente è arrivato un pò di caldo. Era ora perchè il freddo non l'ho mai sopportato anche se a dire il vero quest'inverno è stato particolarmente clemente. Dopo la maratona di Boston non ho mollato la presa con allenamenti tutti i giorni da oltre 40 giorni. Fisicamente mi sento discretamente e cerco di stare su un chilometraggio medio di circa 110 chilometri a settimana, con punte di 120 e minimi di 90. Nel mese di maggio sono arrivato a 494 km con dei buoni allenamenti anche di 25/30 km, spesso e volentieri snodati su percorsi collinari. Non ho più partecipato a gare impegnative, solo a qualche podistica di quelle che ti fanno andare le pulsazioni al massimo e ti fanno girare le gambe a tutta. Accantonata l'idea di partecipare all'Antico Trail del Contrabbandiere (quest'anno mi era proprio passata la voglia) ho abbandonato anche gli allenamenti in fuori strada. Di solito seguo sempre l'istinto e in questo periodo l'istinto mi ha spinto a rimanere sull'asfalto. La decisione di non partecipare al trail è stata presa un paio di settimane fa dopo un duro allenamento sul Monte Summano che mi ha visto patire oltre misura e soccombere nelle erte salite. A quel punto siccome sono uno che va dove si diverte (e li non mi sono divertito affatto), memore della sfaticata dell'anno scorso, ho pensato di mettere via le scarpe da trail puntando ad allenarmi al meglio per la prossima maratona su strada che sarà la Gletschermarathon nel ghiacciao del Pitztal in Austria il 6 luglio prossimo. Le settimane passano veloci e questo, a mio parere, è il periodo più bello dell'anno per correre nelle divertentissime gare podistiche serali. I miei allenamenti sono sempre più o meno gli stessi: alterno uscite di corsa lenta a 4.30/40 ad altre con allenamenti di qualità tipo ripetute brevi da 400 in salita, o corse medio lunghe di 20/25 km su percorsi collinari. In quei percorsi cerco sempre di procedere ad un ritmo impegnato perchè andando troppo lento ho la sensazione che non dia alcun beneficio. La settimana scorsa, dopo un bel pò di tempo, ho svolto un bell'allenamento con 8 ripetute da 1000 metri con recuperi da 300. Sono stato particolarmente soddisfatto perchè sono riuscito a tenere un passo intorno ai 3'30" al km e in alcune frazioni anche più veloce, con i recuperi di circa 1'30". L'ultima gara che ho disputato è stata l'altro giorno a Stroppari di Tezze sul Brenta. La prestazione è stata soddisfacente e ha confermato il mio buon livello di forma con 8 km a 3'31" di media, con gara chiusa al 7° posto. Questa settimana per oggi in programma ancora qualche ripetuta breve in salita poi giovedì e sabato altre due gare di 10 km, la prima qui a Thiene alla Sant'Antonio Race, la seconda ad Asiago ad una Sleghelauf che promette sempre grande spettacolo di pubblico e di livello agonistico. Per tutto giugno e luglio fino all'inizio delle ferie sarà sempre così con gare ogni 3/4 giorni. Divertimento assicurato a tutta birra durante e anche dopo! Buon inizio d'estate amici!

lunedì 14 aprile 2014

Boston, ormai ci siamo...

In gara alla Puro 10.000 con Deborah Toniolo e Alessandro Piasente
Mancano solo cinque giorni e finalmente potrò partire per Boston dove correrò per la prima volta la maratona più antica del mondo che quest'anno sarà alla sua 118esima edizione. La settimana trascorsa podisticamente parlando non è stata una di quelle più facili. Ho cercato di riprendermi più velocemente possibile dall'influenza e dalla sinusite che a forza di aerosol un pò alla volta pare se ne stia andando. Nei sette giorni ho corso in tutto 83 chilometri, pochi rispetto alla media che tengo di solito. La fiacchezza, soprattutto nei primi giorni, la faceva da padrona, e solo giovedì mi sono sentito discretamente bene per tentare di svolgere un allenamento di qualità. Ho corso 7 ripetute da 1000 con recuperi da 300 metri tenendo un'andatura regolare compresa tra i 3'30" e i 3'40" al chilometro facendo tanta fatica ma almeno riuscendo a fare girare le gambe su ritmi ormai a me quasi sconosciuti. Domenica ho corso una gara qui vicino a casa, la Puro 10.000 organizzata dagli amici della Runners Team Zanè. Il percorso si sviluppava lungo le strade e le ciclabili che frequento quotidianamente nei miei allenamenti. Ho chiuso la gara in 36'42" un pò indietro nella classifica generale ma 3° della categoria SM45 dietro a Max Roncaglia e Piero Perin, due buoni amici e rivali di tante gare. Rispetto alla Belluno-Feltre di due settimane fa ho fatto sicuramente un passo indietro. Sicuramente è stata colpa della debilitazione causata dall'influenza, infatti ieri non mi sentivo ancora molto bene e ho sofferto veramente troppo per portare a casa una 10 km. Dopo la 30 km ero fiducioso per Boston di poter correre per provare ad arrivare intorno alle 2h40', dopo la Puro 10.000 invece le mie quotazioni sono molto in calo, quindi non voglio illudermi e fare previsioni. Come andrà, andrà....Spero solo in quest'ultima settimana di recuperare fisicamente al 100%, poi penserò solo a godermi il mio viaggio/vacanza/corsa come sempre faccio. Io proverò ad andare a tutta poi per calare e gestire ci sarà tempo!

martedì 1 aprile 2014

Sempre sotto

Belluno Feltre 2014

Messa in archivio l'Ultrabericus l'obiettivo si è rivolto decisamente verso l'imminente maratona di Boston del 21 Aprile. Da qui alla maratona sfrutterò tutte le domeniche restanti utilizzando le gare per svolgere ottimi allenamenti e gli altri giorni saranno quasi esclusivamente di recupero inserendo magari qualche ripetuta in salita o in piano a metà settimana. Mi sento abbastanza in forma anche se comprensibilmente un pò stanco, quindi dovrò solo cercare di mantenermi a livello recuperando più energie possibili. Come previsto è stata dura riprendersi dopo i 66 km della Ultrabericus disputata il 15 marzo. Un solo giorno di riposo, domenica, e poi già da lunedì ho ripreso a correre. Fino a giovedì/venerdì la stanchezza e i dolori muscolari sono stati ad un livello molto alto ma tutto sommato non ho avuto particolari strascichi e nessun acciacco a parte qualche fastidio qua e là. Ho sempre tenuto andature lente, nei primi giorni sui 5'30"/km, poi 5'00"/km e sabato ho raggiunto il record di velocità settimanale con una quindicina di chilometri a 4'30" di media. Domenica, sebbene non fossi ancora al 100%, ho partecipato ad una bella gara di 10 miglia (16.1 km) nelle campagne tra Malo e Molina, organizzata dall'amico Remo Laverda. Si correva attraversando le tipiche cavedagne, ovvero le classiche stradine sterrate di campagna che solitamente vengono solcate dai contadini con i loro trattori. La giornata è stata piovosa e fredda, tutto il contrario della settimana precedente, e si è corso per la maggior parte su un percorso pieno di fango e pozzanghere. E' stato divertente però anche molto impegnativo. Sono partito abbastanza tranquillo perchè sapevo di non essere ancora apposto con le gambe, fino a circa metà ho faticato poco, nel tratto finale invece ce l'ho messa tutta e ho concluso in 1h00'55" (media 3'47"/km) in 9° posizione, soddisfatto per aver migliorato di così tanto le prestazioni dai giorni precedenti. Settimana chiusa con 95 km. Negli ultimi sette giorni ho ripreso a correre di nuovo lentamente sia lunedì che martedì con 14+15 km, mercoledì ho svolto un buon allenamento di 16 km con 8 ripetute in salita da 400 metri e recuperi da 600 metri in discesa, giovedì altri 15 km con gli ultimi 8 sotto i 4' al km, venerdì 10 km soft e  sabato risposo in vista delle Belluno-Feltre del giorno dopo. Venerdì e sabato non mi sentivo molto bene, ho avuto mal testa e di pancia, per fortuna domenica durante la gara sono stato bene e il mal di pancia avuto la mattina non si è fatto sentire per tutta la sua durata per ricomparire appena dopo l'arrivo.... La Belluno-Feltre è una corsa molto bella e particolare e come preparazione alla maratona di Boston penso sia ideale. Dopo la partenza ti aspettano 30 km di continui saliscendi che non ti consentono mai di procedere ad un ritmo regolare; le gambe sono sempre sotto pressione ed è più faticoso che correre in pianura. Vi avevo già partecipato nel 2008 e 2010 quindi mi ricordavo un pò le insidie del suo tracciato, soprattutto quelle verso la fine. La giornata metereologicamente è stata perfetta, sole e temperatura gradevole. Sono partito deciso e non ho mai avuto particolari cali. All'inizio ho sofferto molto, avevo parecchia pesantezza di gambe ma dopo il 15° km ho leggermente recuperato, o se non altro non ci ho più fatto caso. Il passaggio alla mezza è stato di 1h18'53" e i 4 chilometri più duri dal 24° al 27° in salita sono stati veramente impegnativi, li ho affrontati al massimo impegno stringendo i denti e cercando di calare il meno possibile la velocità. Il peggior chilometro, il 26° è stato di 4'18". Alla fine sono arrivato appena dopo la prima donna (la bravissima Laura Giordano) piazzandomi in 13° posizione assoluta e 1° della categoria SM45 con il tempo di 1h53'51". Media di 3'47" al km che se tenuto in maratona mi farebbe tornare al tanto desiderato under 2h40'. Domenica sicuramente non ce l'avrei fatta a continuare su quell'andatura ma per Boston c'è ancora tempo sia per migliorare che per recuperare brillantezza e energie. E il percorso sarà pure duro ma da quello che ho sentito non come quello della corsa Bellunese. Ci penseremo quando sarà ora intanto domenica andrò finalmente a correre una mezza maratona su un percorso piatto alla Riviera dei Dogi.

mercoledì 19 marzo 2014

Ultrabericus 2014

La Partenza della ULTRABERICUS 2014
Dopo quattro giorni di dolori acuti, finalmente oggi le gambe cominciano a riprendersi. Era da un bel pò di tempo, esattamente da quattro anni fa alla 100 km de Passatore che non correvo per così tanti chilometri consecutivamente. 66 km di continui saliscendi con 2500 metri di dislivello +/- quasi completamente privi di tratti pianeggianti, questa è la Ultrabericus, un giro completo dei Colli Berici con partenza e arrivo in Piazza dei Signori a Vicenza. Per me, dopo l'apparizione quasi improvvisata dello scorso anno alla staffetta, è stata una vera e propria sfida. Una sfida preparata con scrupolo e portata a termine con onore, stringendo i denti nei momenti più duri senza mai cedere alla tentazione di mollare. Come successo a tanti altri, e come è abbastanza normale in corse di queste lunghezze caratterizzate da continui cambi di pendenza, ho avuto dei problemi di crampi che sono iniziati forse un pò troppo presto rispetto alle previsioni. Non posso lamentarmi del risultato finale dato che alla mia prima esperienza in un trail così lungo e impegnativo (al massimo ero arrivato a 42), ho chiuso in 6h30' in 12° posizione assoluta anche se in realtà dentro di me puntavo a qualcosa di meglio. Farò sicuramente tesoro di questa esperienza e degli errori commessi per fare meglio la prossima volta. La partenza per gli oltre 1000 concorrenti è avvenuta alle 10 di mattina in una Piazza dei Signori gremita di persone e baciata da un sole primaverile, una giornata ideale per correre in mezzo alla natura.
Dopo il primo chilometro a velocità controllata in centro città, siamo partiti ognuno col proprio ritmo e già nella prima ripida salita verso Monte Berico si è creata la selezione. Fino al primo ristoro all'11° km è filato tutto liscio, siamo passati in un gruppetto di 4/5, subito dopo mi sono fermato un attimo per togliere delle fastidiose spine che mi erano entrate nella scarpa sinistra. Sono rientrato subito con i miei compagni e fino al 17° km è stato tutto fin troppo facile in un percorso con saliscendi gradevoli che affrontavamo a buon ritmo. Le prime asperità dure stavano però arrivando infatti nei successivi 2 km nei pressi di Villabalzana si saliva di colpo di circa 350 metri di quota, in quel tratto ho dovuto alternare corsa e camminata per preservare le energie, anche gli altri però. Passato il secondo ristoro del 23° km, i chilometri successivi fino al 31° circa si sviluppavano sul crinale dei Berici nei pressi di Barbarano. E' stato un bel momento e ho corso sempre in compagnia dell'amico Mirko e di Marco. Successivamente c'è stata una discesa molto tecnica di un paio di chilometri che portava a fondovalle dove Mirko ci ha staccati e io ne ho approfittato per rifiatare non vedendo l'ora di arrivare al 3° ristoro che era anche il punto di cambio staffetta situato all'Eremo di San Donato al 36° km. Per arrivarci però c'era un'altra dura salita di oltre 300 metri da superare in meno di 3 km, in quel momento mi sono sentito per la prima volta stanco e una piccola crisi mi ha assalito, avevo tanta sete e la borraccia era vuota. Sono arrivato al ristoro dopo 3h14', prima ho bevuto acqua, poi una bella Coca Cola ed infine mezza bottiglia di birra per farmi un pò di forza e ripartire.
Ho proseguito con il mio passo, da quel momento in poi a parte in qualche raro momento sono sempre stato da solo e quindi oltre a gestire la fatica dovevo stare attento a non sbagliare percorso, in queste gare è un attimo perdere il sentiero anche se in realtà alla Ultrabericus gli organizzatori lo avevano segnalato in maniera perfetta. C'è stato un momento di ripresa agevolato da un tratto in discesa, una discesa però molto complicata e ripida dove si doveva procedere con i freni tirati, peccato perchè invece di recuperare tempo ne perdevo. Verso il 42° km a Grancona si giungeva di nuovo a fondovalle e la salita successiva che portava ai 450 metri di quota dove era situato il 4° ristoro, è stata quella che mi ha causato i primi crampi, prima alla gamba destra e poi anche alla sinistra nei quadricipiti sopra le ginocchia. Per fare quei 3 km ci ho messo 30' ed ho perso un sacco di tempo, che nervi....Giunti al 46° qualcuno mi ha detto che il peggio era passato, in effetti una bella discesa in zona Perarolo mi ha aiutato a controllare i crampi. L'ultimo ristoro a Valle dei Vicari scandiva l'inizio del countdown verso l'arrivo, ancora una decina di chilometri, ero stanco ma non stanchissimo e nei rari tratti pianeggianti e in discesa correvo ancora discretamente bene; purtroppo appena accennavano le salite, anche quelle brevi, dovevo calare il ritmo o addirittura camminare perchè se provavo a spingere i crampi me lo impedivano. Sarà stata la giornata con un clima caldo, che in ogni caso io apprezzo sempre molto, sarà stato per un mio errore nei giorni precedenti dove forse ho bevuto troppo poco, sarà stato anche perchè sono stato poco prudente a correre una maratona solo sei giorni prima, boh chi lo sa? Comunque tutte scuse che non servono a niente.... Di certo durante la corsa appena potevo bevevo moltissimo per idratarmi e la mia borraccia si svuotava sempre molto velocemente dopo i ristori. Quello che contava in ogni caso era che ormai eravamo quasi arrivati! 
Finalmente l'ultima salita di nuovo verso la chiesa di Monte Berico, -"ma quanti saliscendi ci sono su sta gara mi domandavo???"-. Arrivato in cima arrancando per il sentiero sterrato stavolta sapevo che era veramente finita e ho potuto godermi l'ultima discesa asfaltata verso il centro della città e l'arrivo al traguardo (mi lamento sempre ma in realtà in quel momento ero felice) ad abbracciare i miei amici e a berci insieme una Menabrea. Concludendo lasciatemi dire solo una cosa: è una fortuna che abbiano ideato questa gara perchè è troppo bella ed è una grandissima soddisfazione e un privilegio potervi partecipare per avere l'opportunità di correre nelle nostre terre ed infine arrivare fieri ed orgogliosi al traguardo. Al termine la fatica e la sofferenza svaniscono in fretta e rimangono solo la gioia e la voglia di tornarci l'anno dopo. Un grande grazie quindi a Enrico e a tutti gli organizzatori, ai responsabili, ai volontari e a tutti i partecipanti che hanno reso possibile che questo sogno si avverasse! Grazie anche a Sara e a Simone che mi hanno seguito e aiutato con i loro incitamenti durante tutto il percorso. All'anno prossimo, io di sicuro ci sarò e chi non l'ha fatta non sa che spettacolo si è perso:-)


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