Ecco un piccolo racconto della mia prima volta alla 100 km del Passatore. E' stato un week-end indimenticabile, culmine di mesi e mesi di duri allenamenti premiati con il 6' posto assoluto nella classifica generale che per qualcuno potrà valere poco niente, ma che per me vale quasi quanto una vittoria considerando che ero alla mia prima esperienza su questa insidiosa e affascinante distanza. Sono convinto che gli errori commessi nella corsa di quest'anno mi serviranno d'esperienza per il prossimo anno, dove, vi avverto già, mi presenterò ancora più agguerrito e preparato. Se ho una dote che sopperisce alle mie lacune tecniche è proprio quella di non mollare mai e di saper stringere i denti al massimo, di non essere mai contento e di guardare sempre avanti, quindi ve lo devo dire, si, sono felicissimo, ma non al 100% perchè so che poteva andare ancora meglio se non avessi commesso alcuni piccoli ma determinanti errori d'inesperienza. Dopo questa premessa inizio il mio racconto ringraziando la mia ragazza Paola
che mi ha dato assistenza (e anche sopportandomi) lungo tutto il percorso faticando molto a causa dei suoi malanni alla schiena. Ringrazio infinitamente anche Maurizio che ha aiutato Paola a non farmi mai mancare niente nelle tante ore di corsa incoraggiandomi nei momenti difficili e correndo spesso per qualche centinaio di metri vicino a me. Caro Maurizio ora il sopralluogo l'hai fatto e ti sei reso conto delle insidie del Passatore, fanne tesoro se deciderai di iscriverti l'anno prossimo. Un altro ringraziamento devo farlo all'amico Matteo che col suo scooter mi è stato vicino e mi ha incitato per buona parte dei primi 35km. Senza di voi sarebbe stato impossibile ottenere questo risultato, dato che i ristori ogni 5 km sono insufficienti in una gara come il Passatore dove il dispendio energetico risulta elevatissimo. Partenza da Thiene per Firenze nel primo pomeriggio di venerdì, macchina stracarica di tutte le cose necessarie, anche di più, siamo in tre, io Stefano Lazzarotto, anche lui gasatissimo e preoccupato per la prima partecipazione al Passatore e Paola che ci accompagna. Arriviamo a Firenze in serata dopo 6 ore di auto imbottigliati in un traffico incredibile dagli appennini fino al centro città. Lasciamo i bagagli in hotel e ci lanciamo subito al ristorante per mangiare il più possibile, menù a base di pasta e pizza. Un giro veloce nel bellissimo centro di Firenze, uno spettacolo, e poi a nanna, vogliamo riposare il piu' possibile.
Ore 8 sveglia, colazione abbondante e ritiro pettorale in Piazza Santa Croce dove incrociando lo sguardo degli altri podisti è possibile notare una certa preoccupazione mischiata all'eccitazione di partecipare ad un evento del genere. Ore 12 pranzo a base di penne al pomodoro (2 piatti abbondanti) e pane.
Ore 14 la gara si avvicina, la tensione sale alle stelle, io e Stefano ci prepariamo salutiamo Paola che parte in macchina verso Fiesole, e iniziamo avanti e indietro tra Piazza Santa Croce e Piazza della Signoria senza riuscire a fermarci un attimo, l'adrenalina (penso che sia quella...) è alle stelle e mi sento un pò confuso. Ore 14.30, ci avviciniamo alla zona di partenza in Via de' Calzaioli, dopo l'incontro con gli amici Bloggher e le foto di rito ci posizioniamo nella linea di partenza, lì trovo tutti gli amici che correranno con me, ci salutiamo con grandi sorrisi, le faccie sembrano rilassate, ma la tensione nei volti è palpabile. Purtroppo non trovo Marco D'Innocenti, ci saluteremo solo nell'immediatezza della partenza. L'ultimo saluto e l'in bocca al lupo all'amico Stefano che mi promette di arrivare a Faenza con le sue gambe in meno di 15 ore, ci spero tanto anch'io caro amico.
Finalmente lo sparo dello starter che ci libera da una tensione che stava salendo sempre di più. Un secondo e se n'è andata, ora si pensa solo a correre e arrivare a Faenza il prima possibile. Mi metto subito alle spalle di Giorgio Calcaterra, Marco D'Innocenti e Marco Boffo, insieme a Francesco Caroni (altro caro amico) uno spettacolo vederli correre come gazzelle davanti a me, leggeri e armoniosi, finchè posso resto con loro, affianco Marco e ci scambiamo l'in bocca al lupo e ritorno rispettosamente nei ranghi. Ci sono anche 4 russi con i loro sguardi glaciali persi nel vuoto. I primi chilometri nel centro di Firenze sono molto stimolanti e contornati da molto pubblico, appena usciti dal centro inizia la salita che conduce a Fiesole, la strada è larga ma si fa subito molto ripida, salgo prudente dietro a Caroni e Trincheri senza esagerare, mi supera anche un russo e poi un altro ancora. Il passaggio a Fiesole è emozionante, c'è moltissima gente che applaude e per fortuna la pendenza diminuisce un pò e posso tirare il fiato. Usciti da Fiesole ci adentriamo nelle colline toscane che iniziano a formare il massiccio dell'appennino, la salita verso la Vetta le Croci a 518 metri è più dolce e corribile e vado ad un ritmo tra i 4'10 e 4'20/km, verso il 18 km transito alla vetta, il pubblico è numerosissimo e mi gasa alla grande, fa anche abbastanza caldo ma bevo di continuo e non soffro più di tanto.
E' qui che inizia la discesa che porta a Borgo San Lorenzo e mi scateno letteralmente, in discesa mi pare di volare senza fare fatica, in un attimo raggiungo e supero i 2 russi e Caroni, dopo poco raggiungo anche Boffo, dentro di me mi dico che sono un pazzo perchè se ho raggiunto Boffo vuol dire che o lui è già scoppiato (impossibile conoscendolo dato che è uno che va sempre in progressione e si risparmia all'inizio) oppure io sto esagerando, comunque mi sento bene e sono 5' in classifica. Matteo che mi segue in scooter mi dice che sto andando troppo forte in discesa ma io gli ripeto che sono rilassatissimo, viaggio sui 3'20-25" senza sforzo.
Nei pressi di Borgo San Lorenzo la strada spiana così la mia gloria svanisce e saluto Marco Boffo che allunga e se ne va. Inizia la temuta salita che porta alla Colla, comincio a pensare che se arriverò lassù in buone condizioni in una maniera o nell'altra la gara la porto a casa, si deve salire fino a quota 913 con un dislivello di 720 su circa 10 km di salita.
La pendenza è forte vedo molti ciclisti in difficoltà, ne supero parecchi che mi incitano, qualcuno meno allenato spinge la bici, bevo tantissimo, per fortuna i miei assistenti sono sempre vicino a me, bevo solo acqua perchè i sali minerali mi sono indigesti. Il ritmo che tengo è sui 5'20-30"/km, vado su regolare senza forzare troppo, i 2 russi e Caroni mi sverniciano e un pò ci resto male, la gara è ancora lunga e nella prossima discesa conto di rifarmi e recuperare. Passo al km 42,195 in 2h57, sono 9' in classifica e dietro gli altri sono a circa 10 minuti.
Gli ultimi 2 km di salita sono i più duri, mi bevo una Coca Cola che con i suoi zuccheri mi dà un pò di energie e finalmente arrivo in cima, anche qui è strapieno di gente in festa che ti incita e ti fa automaticamente aumentare la velocità, transito ai 48km e qualcosa in 3h31 in 8' posizione. Finalmente posso riprendermi un attimo, la salita è stata lunga e senza tregua, mi ha segnato le gambe, inizia la discesa sono circa a metà percorso, penso che ora devo fare "solo" una 50 km di Romagna, bazzeccole. Mangio una barretta Enervit anche se non ho fame, lo faccio perchè so che serve. Dopo un paio di km con stupore e dispiacere vedo Marco D'Innocenti fermo a bordo strada che mi incita.... ma cosa fai gli dico... dai riparti....ci battiamo il 5 ma mi dice che ha dei problemi....mi spiace un casino, preferivo arrivare una posizione dietro che vederlo ritirato. Continuo così la mia corsa in discesa e in un attimo prendo una decisione importante: cambio le scarpe, avverto Maurizio di preparare le Nike Vomero 3 e di aspettarmi poco più avanti, le Saucony Tangent 3 da 260 grammi che ho su mi stanno facendo surriscaldare i piedi e in discesa mi cominciano a far male sotto la pianta, voglio qualcosa di più protettivo e ammortizzato. Mi fermo e commetto il primo grave errore della giornata cioè mi siedo sul pianale del furgone di Maurizio e piegando il ginocchio verso il corpo per slacciare la scarpa destra sento partire un fortissimo crampo al quadricipite destro. Un male pazzesco, raddrizzo subito la gamba ma il male non diminuisce, allora mi alzo in piedi mi faccio aiutare a cambiare le scarpe e togliere dai lacci il chip del cronometraggio, il tempo passa veloce, dai sbrighiamoci, voglio riparire subito.... Un'altra Coca Cola e via, il male non diminuisce, zoppico, resisto, soffro, deve passare sto male, non ho mai avuto i crampi così forti in gara. Correndo lentamente sembra che mi passi, piano piano con l'aiuto della discesa aumento il ritmo, il chilometro compresa la sosta lo percorro in 5'45", mi rimetto sui 3'50-4'00, ma soffro il quadricipite fa male.
Secondo errore: arrivo nel paesino di Casaglia e al bivio che ci dirotta a sinistra verso il centro del paese non vedo la freccia, non c'è nessuno che mi indica di andare di là, quindi tranquillo proseguo per la strada principale, dopo circa 500 metri qualcuno mi dice che ho sbagliato strada, ma proseguo non ho ben capito, poco dopo un altro signore sporgendosi da una macchina mi dice che devo tornare indietro, sono gia arrivato dove la stradina che passa nel centro del paese si immette sulla statale.... mi fermo sbigottito, non dovrò mica andar su per di la gli dico??? e si è proprio così, mi faccio coraggio e salgo la salita correndo per 350 metri contro mano fino al controllo di Casaglia, il crampo in salita non mi da tregua devo continuare a calare, ma tengo duro imprecando con gli organizzatori e chiunque mi sia vicino, arrivato al controllo mi rigiro nuovamente e ritorno di nuovo giù verso la strada principale, 700 metri in più (misurati col righello di google) non ci volevano, moralmente sono distrutto, per fortuna nessuno mi ha raggiunto, però è vero anche che quelli davanti a me ormai sono troppo lontani.
Cerco di concentrarmi e di calmarmi, manca ancora più di una maratona, sono già abbastanza distrutto ma non posso mollare, bene o male sono 8' su 1400.... Riprendo così a scendere con calma, mica tanto, sto spesso e volentieri sotto i 4 al km. Chi conosce il percorso sa che la strada non è tutta in discesa come indicato nella cartina fornita dall'organizzazione, dopo Marradi è tutto un falsopiano, ma ci sono anche diverse salite che mi creano grossi problemi alla gamba destra. Transito a Marradi in 4h44' sempre ottavo. Comincio a vagare coi miei pensieri, penso anche che forse non ce la farò ad ogni accenno di salita mi tocca rallentare bruscamente, invece in piano riesco ancora a tenere un buon ritmo. Ci vuole qualcosa che mi squota ed arriva ben presto, poco dopo Marradi, verso il 70 km Maurizio entusiasta mi avverte che davanti a me i due russi sono a 2' di distacco e sembrano molto stanchi, era la notizia che ci voleva. Riprendo coraggio e vigore, la stanchezza e i crampi sembrano svanire, nel giro di pochi chilometri li inquadro nella mia visuale e uno alla volta me li mangio a velocità doppia come hanno fatto loro con me nella salita della Colla. Per dargli questa botta psicologica ho tirato fuori tutto quello che avevo e ho alzato di molto l'andatura per fargli capire che con me oggi non avevano speranze e così è stato perchè quei due non li ho più visti fino al giorno dopo. Non pensate che ce l'abbia con i russi, però vi garantisco che non si sono dimostrati molto simpatici, non sto qui a raccontarvi tutti i dettagli ma uno posso dirlo, ad esempio quando a Fiesole ho offerto la mia bottiglia d'acqua a uno di loro che mi affiancava, lui non mi ha nemmeno degnato di sguardo e di risposta. Io sono fatto così sono un generoso, ma se uno si comporta male con me ha chiuso. Chiusa parentesi. Andiamo avanti, ora si tratta di resistere ancora 25 km, sono tantissimi, devo pormi dei traguardi intermedi, di 5 in 5 ho visto che funziona abbastanza...Negli ultimi 15km ai ristori mi fermo 2 secondi a bere un bel bicchiere d'acqua, è durissima alla fine, comincia a farsi scuro, e arrivo a Brisighella, bello il centro del paese, la gente mi incita più che mai, penso di essere in pessime condizioni, la Paola fa il possibile per aiutarmi mi fa luce con i fanali, il rettilineo per Faenza è interminabile, ma quando arriva sto cartello?? Km 95 ancora non si vede, 96-97 Km ecco, sono a Faenza, le lacrime agli occhi dalla gioia, nessuno le vede ma sto piangendo. Svolta a destra km 98, spero di godermi gli ultimi 2000 metri, vado molto piano 4'58, qualcuno vuole scortarmi in bici ma gli dico seccamente di lasciarmi in pace, non posso spingere con la gamba destra, il resto invece va ancora bene, vorrei fare un rush finale ma appena accenno ad accelerare mi tocca camminare, il quadricipite destro si blocca, non riesco a correre se non lentamente. Comunque ormai è fatta sono sotto le 7h30 il tempo che sognavo e che per scaramanzia non dicevo a nessuno. L'arrivo è da apoteosi, sono in trans agonistica, non so se piango o cosa sto facendo mi ricordo solo che quando transito sul traguardo faccio un salto e batto le mani sul tabellone del cronometro. Non me ne frega più niente del crampo, è finita! 7h22'59", 6' assoluto, alla prima partecipazione per me è mitico! Mi intervistano ma non mi ricordo niente sono troppo emozionato. Vado subito nel tendone dell'infermeria, gli altri sono quasi tutti là, trovo Francesco Caroni che anche lui al debutto è stato mitico col suo tempo di 7h13', 5' in classifica, grandioso, ci complimentiamo, vedo che anche lui non è proprio in formissima ma è normale, noi due rispetto al russo sembriamo freschi come rose. Mi stendo sul lettino, la pressione sanguigna è a 110/70, la saturazione al 100%, mi medicano le dita del piede destro sanguinanti, infine mi dicono che sono in forma e posso andarmene. Vado negli spogliatoi, doccia e massaggio, è ora di riposarsi, l'avventura è finita.

Ore 8 sveglia, colazione abbondante e ritiro pettorale in Piazza Santa Croce dove incrociando lo sguardo degli altri podisti è possibile notare una certa preoccupazione mischiata all'eccitazione di partecipare ad un evento del genere. Ore 12 pranzo a base di penne al pomodoro (2 piatti abbondanti) e pane.
Ore 14 la gara si avvicina, la tensione sale alle stelle, io e Stefano ci prepariamo salutiamo Paola che parte in macchina verso Fiesole, e iniziamo avanti e indietro tra Piazza Santa Croce e Piazza della Signoria senza riuscire a fermarci un attimo, l'adrenalina (penso che sia quella...) è alle stelle e mi sento un pò confuso. Ore 14.30, ci avviciniamo alla zona di partenza in Via de' Calzaioli, dopo l'incontro con gli amici Bloggher e le foto di rito ci posizioniamo nella linea di partenza, lì trovo tutti gli amici che correranno con me, ci salutiamo con grandi sorrisi, le faccie sembrano rilassate, ma la tensione nei volti è palpabile. Purtroppo non trovo Marco D'Innocenti, ci saluteremo solo nell'immediatezza della partenza. L'ultimo saluto e l'in bocca al lupo all'amico Stefano che mi promette di arrivare a Faenza con le sue gambe in meno di 15 ore, ci spero tanto anch'io caro amico.
Finalmente lo sparo dello starter che ci libera da una tensione che stava salendo sempre di più. Un secondo e se n'è andata, ora si pensa solo a correre e arrivare a Faenza il prima possibile. Mi metto subito alle spalle di Giorgio Calcaterra, Marco D'Innocenti e Marco Boffo, insieme a Francesco Caroni (altro caro amico) uno spettacolo vederli correre come gazzelle davanti a me, leggeri e armoniosi, finchè posso resto con loro, affianco Marco e ci scambiamo l'in bocca al lupo e ritorno rispettosamente nei ranghi. Ci sono anche 4 russi con i loro sguardi glaciali persi nel vuoto. I primi chilometri nel centro di Firenze sono molto stimolanti e contornati da molto pubblico, appena usciti dal centro inizia la salita che conduce a Fiesole, la strada è larga ma si fa subito molto ripida, salgo prudente dietro a Caroni e Trincheri senza esagerare, mi supera anche un russo e poi un altro ancora. Il passaggio a Fiesole è emozionante, c'è moltissima gente che applaude e per fortuna la pendenza diminuisce un pò e posso tirare il fiato. Usciti da Fiesole ci adentriamo nelle colline toscane che iniziano a formare il massiccio dell'appennino, la salita verso la Vetta le Croci a 518 metri è più dolce e corribile e vado ad un ritmo tra i 4'10 e 4'20/km, verso il 18 km transito alla vetta, il pubblico è numerosissimo e mi gasa alla grande, fa anche abbastanza caldo ma bevo di continuo e non soffro più di tanto.
E' qui che inizia la discesa che porta a Borgo San Lorenzo e mi scateno letteralmente, in discesa mi pare di volare senza fare fatica, in un attimo raggiungo e supero i 2 russi e Caroni, dopo poco raggiungo anche Boffo, dentro di me mi dico che sono un pazzo perchè se ho raggiunto Boffo vuol dire che o lui è già scoppiato (impossibile conoscendolo dato che è uno che va sempre in progressione e si risparmia all'inizio) oppure io sto esagerando, comunque mi sento bene e sono 5' in classifica. Matteo che mi segue in scooter mi dice che sto andando troppo forte in discesa ma io gli ripeto che sono rilassatissimo, viaggio sui 3'20-25" senza sforzo.
Nei pressi di Borgo San Lorenzo la strada spiana così la mia gloria svanisce e saluto Marco Boffo che allunga e se ne va. Inizia la temuta salita che porta alla Colla, comincio a pensare che se arriverò lassù in buone condizioni in una maniera o nell'altra la gara la porto a casa, si deve salire fino a quota 913 con un dislivello di 720 su circa 10 km di salita.
La pendenza è forte vedo molti ciclisti in difficoltà, ne supero parecchi che mi incitano, qualcuno meno allenato spinge la bici, bevo tantissimo, per fortuna i miei assistenti sono sempre vicino a me, bevo solo acqua perchè i sali minerali mi sono indigesti. Il ritmo che tengo è sui 5'20-30"/km, vado su regolare senza forzare troppo, i 2 russi e Caroni mi sverniciano e un pò ci resto male, la gara è ancora lunga e nella prossima discesa conto di rifarmi e recuperare. Passo al km 42,195 in 2h57, sono 9' in classifica e dietro gli altri sono a circa 10 minuti.
Gli ultimi 2 km di salita sono i più duri, mi bevo una Coca Cola che con i suoi zuccheri mi dà un pò di energie e finalmente arrivo in cima, anche qui è strapieno di gente in festa che ti incita e ti fa automaticamente aumentare la velocità, transito ai 48km e qualcosa in 3h31 in 8' posizione. Finalmente posso riprendermi un attimo, la salita è stata lunga e senza tregua, mi ha segnato le gambe, inizia la discesa sono circa a metà percorso, penso che ora devo fare "solo" una 50 km di Romagna, bazzeccole. Mangio una barretta Enervit anche se non ho fame, lo faccio perchè so che serve. Dopo un paio di km con stupore e dispiacere vedo Marco D'Innocenti fermo a bordo strada che mi incita.... ma cosa fai gli dico... dai riparti....ci battiamo il 5 ma mi dice che ha dei problemi....mi spiace un casino, preferivo arrivare una posizione dietro che vederlo ritirato. Continuo così la mia corsa in discesa e in un attimo prendo una decisione importante: cambio le scarpe, avverto Maurizio di preparare le Nike Vomero 3 e di aspettarmi poco più avanti, le Saucony Tangent 3 da 260 grammi che ho su mi stanno facendo surriscaldare i piedi e in discesa mi cominciano a far male sotto la pianta, voglio qualcosa di più protettivo e ammortizzato. Mi fermo e commetto il primo grave errore della giornata cioè mi siedo sul pianale del furgone di Maurizio e piegando il ginocchio verso il corpo per slacciare la scarpa destra sento partire un fortissimo crampo al quadricipite destro. Un male pazzesco, raddrizzo subito la gamba ma il male non diminuisce, allora mi alzo in piedi mi faccio aiutare a cambiare le scarpe e togliere dai lacci il chip del cronometraggio, il tempo passa veloce, dai sbrighiamoci, voglio riparire subito.... Un'altra Coca Cola e via, il male non diminuisce, zoppico, resisto, soffro, deve passare sto male, non ho mai avuto i crampi così forti in gara. Correndo lentamente sembra che mi passi, piano piano con l'aiuto della discesa aumento il ritmo, il chilometro compresa la sosta lo percorro in 5'45", mi rimetto sui 3'50-4'00, ma soffro il quadricipite fa male.
Secondo errore: arrivo nel paesino di Casaglia e al bivio che ci dirotta a sinistra verso il centro del paese non vedo la freccia, non c'è nessuno che mi indica di andare di là, quindi tranquillo proseguo per la strada principale, dopo circa 500 metri qualcuno mi dice che ho sbagliato strada, ma proseguo non ho ben capito, poco dopo un altro signore sporgendosi da una macchina mi dice che devo tornare indietro, sono gia arrivato dove la stradina che passa nel centro del paese si immette sulla statale.... mi fermo sbigottito, non dovrò mica andar su per di la gli dico??? e si è proprio così, mi faccio coraggio e salgo la salita correndo per 350 metri contro mano fino al controllo di Casaglia, il crampo in salita non mi da tregua devo continuare a calare, ma tengo duro imprecando con gli organizzatori e chiunque mi sia vicino, arrivato al controllo mi rigiro nuovamente e ritorno di nuovo giù verso la strada principale, 700 metri in più (misurati col righello di google) non ci volevano, moralmente sono distrutto, per fortuna nessuno mi ha raggiunto, però è vero anche che quelli davanti a me ormai sono troppo lontani.
Cerco di concentrarmi e di calmarmi, manca ancora più di una maratona, sono già abbastanza distrutto ma non posso mollare, bene o male sono 8' su 1400.... Riprendo così a scendere con calma, mica tanto, sto spesso e volentieri sotto i 4 al km. Chi conosce il percorso sa che la strada non è tutta in discesa come indicato nella cartina fornita dall'organizzazione, dopo Marradi è tutto un falsopiano, ma ci sono anche diverse salite che mi creano grossi problemi alla gamba destra. Transito a Marradi in 4h44' sempre ottavo. Comincio a vagare coi miei pensieri, penso anche che forse non ce la farò ad ogni accenno di salita mi tocca rallentare bruscamente, invece in piano riesco ancora a tenere un buon ritmo. Ci vuole qualcosa che mi squota ed arriva ben presto, poco dopo Marradi, verso il 70 km Maurizio entusiasta mi avverte che davanti a me i due russi sono a 2' di distacco e sembrano molto stanchi, era la notizia che ci voleva. Riprendo coraggio e vigore, la stanchezza e i crampi sembrano svanire, nel giro di pochi chilometri li inquadro nella mia visuale e uno alla volta me li mangio a velocità doppia come hanno fatto loro con me nella salita della Colla. Per dargli questa botta psicologica ho tirato fuori tutto quello che avevo e ho alzato di molto l'andatura per fargli capire che con me oggi non avevano speranze e così è stato perchè quei due non li ho più visti fino al giorno dopo. Non pensate che ce l'abbia con i russi, però vi garantisco che non si sono dimostrati molto simpatici, non sto qui a raccontarvi tutti i dettagli ma uno posso dirlo, ad esempio quando a Fiesole ho offerto la mia bottiglia d'acqua a uno di loro che mi affiancava, lui non mi ha nemmeno degnato di sguardo e di risposta. Io sono fatto così sono un generoso, ma se uno si comporta male con me ha chiuso. Chiusa parentesi. Andiamo avanti, ora si tratta di resistere ancora 25 km, sono tantissimi, devo pormi dei traguardi intermedi, di 5 in 5 ho visto che funziona abbastanza...Negli ultimi 15km ai ristori mi fermo 2 secondi a bere un bel bicchiere d'acqua, è durissima alla fine, comincia a farsi scuro, e arrivo a Brisighella, bello il centro del paese, la gente mi incita più che mai, penso di essere in pessime condizioni, la Paola fa il possibile per aiutarmi mi fa luce con i fanali, il rettilineo per Faenza è interminabile, ma quando arriva sto cartello?? Km 95 ancora non si vede, 96-97 Km ecco, sono a Faenza, le lacrime agli occhi dalla gioia, nessuno le vede ma sto piangendo. Svolta a destra km 98, spero di godermi gli ultimi 2000 metri, vado molto piano 4'58, qualcuno vuole scortarmi in bici ma gli dico seccamente di lasciarmi in pace, non posso spingere con la gamba destra, il resto invece va ancora bene, vorrei fare un rush finale ma appena accenno ad accelerare mi tocca camminare, il quadricipite destro si blocca, non riesco a correre se non lentamente. Comunque ormai è fatta sono sotto le 7h30 il tempo che sognavo e che per scaramanzia non dicevo a nessuno. L'arrivo è da apoteosi, sono in trans agonistica, non so se piango o cosa sto facendo mi ricordo solo che quando transito sul traguardo faccio un salto e batto le mani sul tabellone del cronometro. Non me ne frega più niente del crampo, è finita! 7h22'59", 6' assoluto, alla prima partecipazione per me è mitico! Mi intervistano ma non mi ricordo niente sono troppo emozionato. Vado subito nel tendone dell'infermeria, gli altri sono quasi tutti là, trovo Francesco Caroni che anche lui al debutto è stato mitico col suo tempo di 7h13', 5' in classifica, grandioso, ci complimentiamo, vedo che anche lui non è proprio in formissima ma è normale, noi due rispetto al russo sembriamo freschi come rose. Mi stendo sul lettino, la pressione sanguigna è a 110/70, la saturazione al 100%, mi medicano le dita del piede destro sanguinanti, infine mi dicono che sono in forma e posso andarmene. Vado negli spogliatoi, doccia e massaggio, è ora di riposarsi, l'avventura è finita.
Grazie a tutti se avete avuto la pazienza di leggere fin qui, ci sarebbe tanto altro da scrivere ma non ne ho il tempo, qualcosa vi ho raccontato, una sintesi delle mie emozioni spero di averla esternata.L'amico Stefano purtroppo non ce l'ha fatta a terminare la gara causa una contrattura che l'ha consigliato di ritirarsi dopo 52km. Sei stato grande lo stesso e ce la farai il prossimo anno, magari fumando un pò meno e allenandoti un pò di più.
Ciao a tutti, alla prossima

VISTA DI FIRENZE (QUOTA 65) DALLA STRADA CHE PORTA A FIESOLE
















I LUNGHI RETTILINEI IN LEGGERA DISCESA CHE PORTANO A BRISIGHELLA (85°KM)

La salita del Monte Corno è una meta frequentatissima dai numerosi ciclisti che popolano la bellissima zona dell'Alto Vicentino che comprende l'Altopiano di Asiago e le piccole Dolimiti. Qui se cercate salita ce n'è fin che volete!!! E come ogni buon ciclista che si rispetti, la salita del Corno anch'io la conosco a menadito avendola fatta svariate volte con la bici (record 1 ora esatta) e qualche volta a piedi (record 1h25') e in moto (il record è meglio che non ve lo dica...). Questo allenamento l'ho programmato per simulare le salite che dovrò affrontare al Passatore per scavalcare la Vetta delle Croci a quota 518 metri e il Passo della Colla di Casaglia a quota 913 metri. le pendenze sono simili quindi lo sforzo sarà grosso modo il medesimo.Per il resto la mia settimana di allenamenti è la seguente:
RISCALDAMENTO
Partenza puntuale alle ore 8.30, record di iscritti con oltre 720 concorrenti alla Maratona competitiva, ne arriveranno al traguardo ben 655. Allo sparo dello starter mi posiziono subito nelle prime 10 posizioni. So già che non posso competere con Achmuller, Brunner, Bogdanich e Boffo, ma con gli altri oggi posso giocarmela. Ci sono molti altri atleti con buoni tempi come Fattore e Sartori (plurivincitori della 100 Km del Passatore), Caroni, Massignani, e poi altri che non conosco. I primi 5 chilometri sono ottimi per riscaldarsi bene dato che sono in leggera discesa, li percorro in 18'25" a 3'41"/km di media. Dal 6° km inizia una leggera salita con vari strappetti con scollinemento verso il 9° Km, la affronto deciso ma senza esagerare e quasi al suo culmine guadagno una posizione conquistando il 6 posto, i km 6-7-8 li corro regolari a 3'50" mentre i km 9 e 10 in discesa (vedere foto sopra e sotto) li chiudo in 3'26" e 3'35". Seguono i km 11 e 12 in salita con alcuni tratti veramente impegnativi, per la prima volta vado più lento di 4' al km infatti il km 11 lo chiudo in 4'11", ma non è questione di stanchezza, e' questione di salita!!!
Riprendo subito il mio ritmo e giungo a Valeggio verso il 15° Km, bello il passaggio sul Ponte Visconteo e nel Borghetto, peccato che ci sia pochissima gente interessata a vedere la corsa.
Da qui si entra nella pista ciclabile che costeggia il Mincio, so che qui potrò tirare un pò il fiato per una decina di chilometri, imposto un ritmo regolare sui 3'50", forse potrei andare un pò di più, se magari fossi in compagnia di qualcun'altro, ma purtroppo sono da solo, davanti vedo lontani Boffo e Caroni, dietro vedo qualcuno ma è ancora abbastanza distante. Passo alla mezza maratona in 1h18'30" circa. In questo tratto incontro moltissimo pescatori rilassati sulle rive del fiume ad aspettare che qualche pesce abbocchi...qualcuno ne approfitta per schiacciare un pisolino, non è il mio caso, lo sport che ho scelto è duro, il più duro di tutti e non si può mai dormire. Così tra i miei pensieri e le quattro chiacchiere scambiate con i due gentilissimi ciclisti dell'organizzazione che mi scorteranno sino dall'inizio alla fine, esco dalla ciclabile, memore dall'anno scorso so che è ora di svegliarsi, ora inizia il bello... o il brutto, dipende dai punti di vista. Usciti dalla ciclabile al km 28 ci troviamo di fronte ad una rampa terrificante, saranno 3-400 metri, ma vi garantisco di una pendenza pazzesca, accorcio la falcata rallento per forza l'andatura e vado su più leggero che posso cercando di forzare il meno possibile sui polpacci. Chiudo il km 28 in 4'20, pensavo molto peggio da quanto lento mi pareva di salire.

La particolare altimetria del tracciato con continui saliscendi soprattutto nella seconda parte, mi potrà essere di grande utilità nel finalizzare la preparazione alla 100 Km del Passatore del 31 Maggio. La corsa mi ha visto alla partenza anche nell'edizione 2007 vinta dal bergamasco Emanuele Zenucchi in 2h35'16", dove mi sono classificato 6' assoluto con il tempo di 2h44'13" in una giornata a dir poco arroventata dal sole. Vedremo se quest'anno riuscirò a fare meglio.
La mia settimana di allenamenti sarà la seguente:
2) ieri partito non troppo carico...la pancia era come si dice piena da Treviso e quindi volevo veramente finirla e godermela....dallo sparo ho guardato a 300 metri e per ben 15 km il palloncino di pacer Rigo...e la tentazione c'era...poi pero' sapevo che dal 15 al 23.5 cominciava salita non certo pesante ma sempre salita e allora ho resistito alla tentazione...infatti dal 35 ho recuperato parecchi cadaveri del gruppo 3 ore proprio volandoli via...finiti.....e sono stato contento della mia tattica.