venerdì 7 dicembre 2012

Le mie prime 50 maratone (parte 2°)

(...CONTINUA)
Nella prima parte ho raccontato del mio approccio al mondo della corsa e più specificatamente di come sono andate le prime cinque maratone che ho disputato, dal debutto avvenuto a Reggio Emilia nel 2005 a quella di Reggio nel 2006, sempre in progressivo miglioramento. Continuerà così anche per le prossime cinque? Temo che non sarà molto facile...Per saperlo non ci resta che continuare a leggere le relative mini cronache. Buon weekend a tutti!
6) 25 Marzo 2007 TREVISO
Successivamente alla maratona di Reggio non ho mollato la presa, passando un altro inverno allenandomi ancora più intensamente con 470 km in dicembre, 496 km in gennaio, 455 km in febbraio e 440 km in marzo. Il tutto in preparazione della Treviso marathon. Allenamenti di tutti i tipi, dalle progressioni, agli interval training, ripetute in salita, in pianura, tanti lunghi da 26-35-30-40-39 km. Alcune gare di preparazione come la Montefortiana, una mezza molto impegnativa con dura salita finita in 1h19' e la mezza di Vittorio Veneto percorsa in 1h17'. I frutti di tali allenamenti non si sono fatti attendere molto e anche grazie ad un tracciato molto scorrevole sono riuscito a chiudere la maratona in 2h36'57" alla media di 3'43" al km, 37' assoluto e 3' della categoria MM35, ottenendo il nuovo personale, un'altra grande soddisfazione.
7) 13 Maggio 2007 SOMMACAMPAGNA
In una giornata caratterizzata da un caldo intenso mi sono presentato alla maratona del Custoza di Sommacampagna senza troppe velleità. Dopo la bella prestazione di Treviso ho continuato ad allenarmi con impegno ma nella settimana centrale di aprile mi sono sottoposto all'intervento per correggere la miopia agli occhi con conseguente pausa forzata di 10 giorni. Tra l'altro il percorso della maratona con i suoi continui saliscendi e tratti sterrati non è mai stato uno dei più scorrevoli. Il clima gioviale e familiare dell'ambiente però ha fatto si che questa maratona rimanesse in futuro sempre una delle mie favorite. Alla fine ho tagliato il traguardo 6' assoluto in 2h44'13", poteva andare peggio!
8) 16 Giugno 2007 JESOLO
Altra maratona caratterizzata da un caldo soffocante con in più l'aggiunta di un'umidità al 100%. Bellissima location presso il lido di Jesolo per la prima edizione della Nightmarathon, chiamata così proprio perchè si correva di sera con partenza alle ore 20. Sulla linea di partenza ho fatto la conoscenza con il mio idolo nell'ambito del podismo: Giorgio Calcaterra, bello scambiare quattro chiacchiere con lui e rubargli qualche consiglio. La forma era tornata ad un ottimo livello, la fatica è stata tantissima ma è stata mitigata dal fatto di correre fianco a fianco per tutta la gara con un altro grande, l'amico Marco Boffo (che attualmente è reduce da un'operazione alla schiena per una brutta ernia e che approfitto per salutare pubblicamente e per augurargli un pronto rientro), colui che con i suoi racconti ha scatenato in me il desiderio di iscrivermi alla 100 km del Passatore. La voglia di tenere il suo ritmo mi ha spinto a resistere e a tenere duro nei momenti peggiori, soprattutto verso la fine quando non si riusciva neanche a respirare tanta era l'umidità presente nell'aria, e a chiudere in 9' posizione con il tempo di 2h40'02". Ottimo tempo considerando le condizioni climatiche.
9) 23 Settembre 2007 LAGO DI GARDA
Ancora una maratona alla sua prima edizione, questa volta nella stupenda cornice del lago di Garda con partenza da Limone ed arrivo a Malcesine costeggiando per ampi tratti il lago. Un'altra di quelle corse alle quali sono rimasto sempre affezionato. Il caldo l'ha fatta ancora da padrone anche se non come nelle ultime due maratone. Al via sono scattato a razzo tenendo il passo dei migliori che nel primo chilometro erano partiti molto lenti (per il loro livello, non certo per me). Ricordo di aver corso la maratona per lunghi tratti in solitaria, e devo dire che mi è sempre piaciuto molto perchè mi ha sempre dato modo di pensare alle mie cose. Sono passato per strade che avevo calcato mille volte nelle numerose escursioni al lago ed è stato bellissimo. Ho finito 8' assoluto in 2h37'36" di nuovo ad un passo dal personale. La forma c'era in vista dell'obiettivo dell'anno che si stava avvicinando...
10) 4 Novembre 2007 NEW YORK
Il sogno per molti podisti si realizza per il sottoscritto con la partecipazione alla maratona più famosa del mondo. Ognuno ha la sua opinione, che per me va rispettata, in ogni caso a mio avviso nel bene e nel male, la maratona di New York rimane in cima alla lista tanto è vero che dopo il 2007 vi ho partecipato altre due volte. Sono arrivato a NY gasato e fiducioso di poter fare una bella gara tirando fuori il massimo di quello che avevo. Sapevo che il percorso era molto impegnativo, caratterizzato da continui saliscendi e da alcuni lunghi ponti da oltrepassare con un dislivello totale di oltre 300 metri. Sono partito in prima griglia nella parte alta del ponte di Verazzano e vedere tutta quella massa di podisti mi ha messo una sorta di agitazione. Uno spettacolo. Una marea umana mai vista prima, quasi 50.000 persone. La partenza mi ha tolto di dosso in un attimo l'agitazione accumulata nei giorni precedenti. Non avevo mai corso tra due ali di folla così numerosa e in effetti mi sono fatto un pò prendere la mano partendo ancora una volta un pò troppo velocemente. Il passaggio in 1h17' alla mezza preludeva all'ennesimo personale, invece la seconda parte di gara molto dura con il passaggio sul Qeensboro bridge e con i famosi saliscendi della 1'Ave e della 5'Ave, ha causato un calo di ritmo e dei dolori alle gambe che mi hanno costretto a stringere oltremodo i denti. L'arrivo in Central Park a mani alzate è stato comunque carico di gioia e la soddisfazione per il 114' posto assoluto ottenuto con il tempo di 2'40'39", col senno di poi è stata tanta. Dico col senno di poi perchè inizialmente non ero molto soddisfatto, ma poi sfogliando le classifiche e constatando che ero arrivato quasi nei primi cento assoluti su 50.000, e tra i primi italiani su oltre 3.000, ho realizzato che un minimo di valore deve averlo pure avuto la mia prestazione. E in effetti la mia presenza negli anni successivi a NY ha avvalorato l'ipotesi che il 2h40' è stato tutt'altro che un tempo da buttare, tanto è vero che non sono più riuscito nemmeno ad avvicinarlo...
(CONTINUA PROSSIMAMENTE...)

martedì 4 dicembre 2012

Le mie prime 50 maratone (parte 1°)

Da quando ho iniziato a correre con regolarità all'inizio del 2005, il mio obiettivo è sempre stato quello di diventare un MARATONETA. Le gare più corte mi sono sempre interessate poco e le ho quasi sempre utilizzate come propedeutiche alle 42 km. Con questo post diviso in puntate vorrei ripercorrere velocemente, con un piccolo racconto per ogni corsa, le tappe che mi hanno portato sino ad oggi al traguardo, per me importante, delle prime 50 maratone. Proverò a ricordarmi qualche aneddoto di ogni maratona allegando, quando disponibile, una foto ricordo. Partiamo dall'inizio.

1) 11 Dicembre 2005 REGGIO EMILIA
Il giorno del debutto che rimarrà sempre nella mia memoria. Ricordo il viaggio in solitaria del giorno prima, ricordo la notte insonne pensando che non potevo essere adeguatamente pronto ad affrontare 42 km di corsa, con solo una gara disputata prima di allora (una mezza affrontata un mese prima finita in 1h26'50") e un lungo di 26 km...la paura di non farcela e di dover camminare. Ricordo la determinazione che mi ha portato a stringere i denti nelle difficoltà fino al traguardo inseguendo l'obiettivo di farcela sotto le 3 ore. Ricordo il sorpasso nel finale ai pochi rimasti nel gruppo dei pacer delle 3 ore che sino a pochi chilometri prima avevo visto sempre da dietro. Ricordo l'arrivo con le lacrime agli occhi  (forse l'unico) in 2h58'45". Una grande soddisfazione per uno che solo un anno prima pesava 90 chili, un bel punto di partenza. La dimostrazione che tutti possono farcela a correre una maratona.
2) 12 Marzo 2006 TREVISO
Dopo un inverno durante il quale, grazie all'insegnamento di qualche amico, ma soprattutto a tanta voglia di migliorare, ho iniziato ad allenarmi in maniera specifica con ripetute, lunghi e quant'altro, preparando come si deve una corsa impegnativa come la maratona, mi sono presentato a Treviso curioso di vedere quale sarebbe stato il progresso rispetto a Reggio, dove avevo corso un pò allo sbaraglio e senza riferimenti. Sapevo di essere in grado di correre per molti chilometri sotto ai 4'10", quindi l'obiettivo era almeno un 2h55'. Mi sono superato sfoderando un'ottima prestazione migliorando il mio personale di oltre 10 minuti con un tempo di 2h46'31" alla media di 3'56"/km. La soddisfazione è stata almeno pari a quella di Reggio anche perchè è stata la dimostrazione che con un pò di allenamento, molto entusiasmo e voglia di migliorare, in poco tempo si può arrivare ad un livello discreto.
3) 23 Aprile 2006 PADOVA
L'entusiasmo del bel personale ottenuto a Treviso mi ha spinto a provare ad andare oltre intensificando ancora gli allenamenti ed iscrivendomi alla maratona di Padova in programma solo un mese e mezzo dopo. Molti mi dicevano che si potevano correre solo 2-3 maratone all'anno, distanziate tra loro di almeno 5-6 mesi. Io non davo retta a nessuno, mi sentivo bene e continuavo a ripetere gli allenamenti proposti da una tabella di dieci settimane che avevo trovato su un giornale. Per Treviso ero partito dall'inizio, per Padova sono dovuto partire dalla quinta perchè non c'era il tempo necessario per farla tutta. Quel giorno a Padova fu un caldo pazzesco con 30° di temperatura, anomalo per il mese di aprile, infatti quell'edizione della maratona ebbe un buon numero di ritirati. Il caldo non influì molto su di me, infatti ottenni nuovamente il personale con 2h44'21" (media 3'54"/km) arrivando al traguardo a braccia alzate 45° assoluto su 5000 partecipanti. Corsi in un gruppetto di corridori tenendo bene il ritmo sino alla fine nonostante le difficoltà dovute al caldo e spinto dalla volontà di migliorarmi ulteriormente. Ero troppo contento perchè, sebbene inesperto e alle prime armi, ottenevo con discreta disinvoltura dei buoni risultati!

4) 22 Ottobre 2006 VENEZIA
Successivamente a Padova decisi di fermarmi per qualche mese con le maratone, ma non con gli allenamenti, pensando di prepararne una per l'autunno meglio che potevo. Sentivo parlare bene della Venicemarathon e la vedevo da qualche anno in televisione, quindi decisi di iscrivermi per l'edizione del 2006. Dopo un maggio e giugno di scarico alternando giri in bici agli allenamenti di corsa, affrontai l'estate allenandomi al massimo con 1700 km nei mesi di luglio, agosto, settembre e ottobre. Arrivai alla partenza di Strà timoroso, ma fiducioso di poter migliorare ancora il mio personale. Dagli allenamenti mi ero accorto che la velocità era aumentata e potevo puntare a correre vicino alle 2h40'. Andò meglio del previsto infatti chiusi la gara in 2h39'37" a 3'47"/km di media in 34°esima posizione assoluta, stracciando nuovamente il mio personale. Una gara gestita in maniera quasi perfetta senza cali dall'inizio alla fine.

5) 10 Dicembre 2006 REGGIO EMILIA
Vedevo che i duri allenamenti davano i loro frutti percui decisi che prima di fine anno c'era la possibilità di tentare un altro attacco al personale. Volli ritornare a Reggio Emilia, il mio primo amore. Conoscevo già un pò il percorso percui sapevo cosa mi aspettava ed ero conscio che non sarebbe stato facile migliorare ancora. L'altimetria di Reggio è abbastanza impegnativa però mi sentivo in buona forma e nell'ultimo anno mi pareva di aver accumulato talmente tanta esperienza che ormai pensavo di essere un veterano (ahahah!). Mi presentai alla partenza e scattai come un dannato transitando ai 10 km in 36'38" (media 3'40"/km), troppo veloce, resistii passando alla mezza in 1h18", poi verso la fine ricordo ancora bene che ebbi un momento molto duro come non mi era mai capitato prima. Mi sentivo stravolto ma cercavo di resistere senza calare troppo, feci tantissima fatica, però stringendo i denti e rallentando il meno possibile giunsi al traguardo 32°assoluto in 2h38'51", ancora una volta ottenendo il personale nonostante la fatica estrema e il percorso impegnativo. Un risultato bellissimo alla fine di un 2006 sportivamente inimmaginabile solo un paio di anni prima per me.
(CONTINUA PROSSIMAMENTE...)

lunedì 3 dicembre 2012

Valencia (e son 50) e Prosecco Run

Foto ricordo con il pettorale alla 10 km

L'arrivo della mia 50esima maratona a Valencia
La Sara in pregara a Valencia
Panoramica della zona di arrivo
Foto pregara alla Prosecco Run di Vidor
L'arrivo di Sara
Il podio MM40 alla Prosecco Run
 Nell'ultimo periodo le scadenze lavorative non mi hanno dato tregua percui a rimetterci è sempre il blog che in ordine di importanza nella mia vita è sempre all'ultimo posto. Quando finisco di lavorare vado a correre, quando finisco di correre sto con la Sara e se mi rimane un briciolo di tempo eccomi qua a scrivere due righe. Riepilogando, mi rimarrebbe da raccontare del viaggio a Valencia e della bella maratona che ho corso laggiù, poi ci sarebbe da accennare alla gara di ieri a Vidor e di qualche allenamento dell'ultimo periodo ed infine magari esporre qualche programma futuro, ma di quello ci sarà occasione più avanti. Andrò con ordine e in maniera piuttosto riassuntiva. Partiamo da Valencia: una vacanza di cinque giorni in una città splendida e moderna, piena di belle cose da vedere, buoni cibi, un clima splendido e una maratona sorprendente. Siamo arrivati di giovedì e con tutta calma abbiamo avuto subito la possibilità di fare un giro in centro ad assaggiare qualche tapas accompagnato da una fresca birra in uno dei tanti bar presenti. Il centro è compatto e si gira facilmente a piedi. Nel pomeriggio ci siamo recati nella zona della città delle arti, un posto magnifico progettato dall'architetto Calatrava. Location perfetta per la partenza e l'arrivo delle gare di maratona e 10 km in programma per domenica. Immancabile la visita all'Acquarium e di seguito nella zona portuale dove si disputa il GP di F1 e dove qualche anno fa ci fu l'America's Cup. Il venerdì è stato anche una bella occasione per fare una corsetta in uno degli innumerevoli parchi ricavati nei circa 9 km del ex greto del fiume che attraversava Valencia e che dopo l'alluvione del 1956 è stato spostato completamente e fatto passare a Sud della città. Risultato: chilometri e chilometri di piste ciclabili e pedonabili a servizio dei cittadini. Impariamo italiani... Il sabato è stato dedicato ad una visita più approfondita del centro e al rito del ritiro pettorale che si svolgeva nell'ampio palazzo delle esposizioni di fianco all'arrivo. Veniamo alla domenica: alla maratona eravamo in circa 8000 partenti, altrettanti alla gara di 10 km a cui era iscritta la Sara. Partenze quasi in contemporanea dal ponte di Calatrava, corsia sinistra per la 10 km e destra per la maratona. Percorsi completamente separati e pianeggianti, direi ideali per ottenere buoni tempi. La maratona toccava i punti più belli della città con un iniziale passaggio nel porto, il ritorno verso nord con un lungo tratto di corsa nel centro città, la ridiscesa costeggiando il greto del vecchio fiume con un altro passaggio nel porto ed infine l'arrivo da brivido nella passerella costruita in mezzo alla piscina della città delle arti. Solo qualche leggero avvallamento, un paio di sottopassaggi, ma niente di importante. Moltissimo pubblico e una giornata di bel sole con una temperatura ideale. Ho corso discretamente bene chiudendo la mia maratona numero 50 in 2h47'05", leggermente più lento di quello che speravo ma ugualmente soddisfatto. La Sara ha ottenuto il suo personale correndo la 10 km in 50'15", molto brava e in netto progresso. E' stata senz'altro una bella esperienza che consiglio a tutti. Città bella, economica, maratona bella e ottimamente organizzata. Andateci e non ve ne pentirete. Il ritorno è stato abbastanza traumatico. Le temperature più basse e le piogge quotidiane mi hanno accompagnato negli allenamenti di recupero. La prima settimana è stata come sempre all'insegna di corse brevi e lente. Ho ripreso a correre a ritmo impegnato la domenica con un allenamento collinare costituito da 5 ripetute da 1000 in salita con recuperi equivalenti in discesa. Totale 22 km a 4'09"/km di media, con 84 km percorsi nella settimana. Nell'ultima settimana ancora allenamenti tranquilli, a volte sotto l'acqua, con qualche tirata mercoledì e giovedì. Domenica (ieri) è stata l'ora della Prosecco Run, una gara di circa 25 km (Garmin 25,3) sviluppata nelle colline di Vidor (TV) con passaggi all'interno (in alcuni casi proprio dentro ai capannoni!!) delle varie aziende vinicole della zona. La corsa è stata particolarmente impegnativa per via dei continui saliscendi (300 metri di dislivello +) e dei numerosi tratti sterrati e su erba presenti. Volevo correre a ritmo maratona, ovvero sui 3'50" al km ma non è stato possibile tenere un passo regolare proprio a causa delle continue salite e discese. In ogni caso ce l'ho messa tutta e me la sono cavata benino classificandomi 15° assoluto e 2° della categoria MM40 (finalmente di nuovo nel podio dopo un pò di tempo) con il tempo di 1h38'42". Bravi anche gli altri Fulminei, soprattutto la Sara al debutto su una distanza simile e con tali difficoltà che ha concluso in 2h24'36", 52°esima nella classifica femminile, poi il Zanze con 1h49'51" e Turr-One in 2h06'45". Altra settimana chiusa con 104 km. Questa settimana si scarica di nuovo dato che domenica sarà la volta della maratona di Reggio Emilia, penso l'ultima del 2012. Buona settimana a tutti

martedì 20 novembre 2012

10, 21, 42 Km, Come preparare le gare su strada (il libro di Luciano Er Califfo)

E' con piacere che annuncio l'uscita del libro scritto dall'amico Luciano (per tutti "il Califfo") in collaborazione con Gianluca De Luca. Ecco una piccola presentazione fatta dall'autore stesso.

E' uscito il nostro libro sulle corse su strada. E' adatto soprattutto ad amatori/master (anche principianti). La parte teorica è concentrata, semplice, ma rigorosa. Abbiamo dato importanza ad aspetti in genere tralasciati in molte pubblicazioni e ad aspetti pratici (anche su alimentazione, forza, stretching, abbigliamento, psicologia). Alcune chicche tecniche innovative poi interesseranno anche i già esperti. Parte del leone le numerose tabelle, che coprono una forbice di velocità tra 6 e 3'20/km. La grafica è elegante.
Il libro costa 18 euro e, oltre che in alcune librerie, è possibile acquistarlo e riceverlo comodamente a casa (senza spese aggiuntive) scrivendo alla seguente mail e indicando nella mail "amico di luc": dimatteo@ateneapoli.it


P.s.: a breve il post sulla Maratona di Valencia

lunedì 29 ottobre 2012

27' Venice Marathon

La tenuta di gara invernale (foto by Silvia Gianesin)
Il rush finale in Riva Sette Martiri
Con la Mamma
Il ponte dei sospiri con la Sara
Acqua alta in piazza San Marco
 Ieri mattina alle 9 con partenza da Strà è andata in scena la 27esima edizione della Venicemarathon. Le condizioni metereologiche non potevano essere peggiori con vento di bora, temperatura tipicamente invernale e pioggia che in certi momenti era veramente battente. Ciliegina sulla torta l'acqua alta negli ultimi 2 km di gara che ha dato ancor più valore all'impresa dei quasi 6000 concorrenti che hanno avuto la forza/coraggio/follia di non mollare fino alla fine. Tra questi per una volta mi ci metto anch'io. In effetti è stata veramente dura arrivare al traguardo, è stato difficile gestire le energie e dosare l'andatura in modo da non avere tracolli nel finale, e nonostante le quasi 50 maratone finite, fino al transito dopo il ponte della Libertà al 37° km non mi sono mai sentito completamente sicuro di farcela. Sono partito già preparato del fatto che non avrei potuto ottenere il mio miglior crono stagionale anche se mi sentivo veramente bene e lo scarico negli allenamenti dell'ultima settimana mi aveva donato una freschezza muscolare che da un pò di tempo non provavo. Alla partenza faceva molto freddo, il vento soffiava forte e la pioggia pungeva nel viso. Non mi sono fatto fregare e mi sono vestito molto accuratamente con due maglie (manica corta e lunga), canottiera Fulminea, berretto e guanti, fascia protettiva nel collo, gambali con unica parte scoperta le cosce. La partenza è stata molto tranquilla, più in controllo del solito, mi sono subito reso conto che non era possibile impostare una gara in solitaria come spesso avviene, ma bisognava per forza cercare di stare più coperti possibile inserendosi in un gruppo. Fortunatamente se ne è creato subito uno composto da 10-12 corridori con i quali è nata subito una sorta di collaborazione; più o meno regolarmente ci si scambiavano le posizioni esponendosi a turno al vento che in alcuni momenti era veramente potente. Il ritmo variava di conseguenza con alcuni chilometri che venivano a 3'50" ed altri anche a 4'15/20". I chilometri sono trascorsi abbastanza veloci e le gambe giravano bene, i momenti peggiori erano sicuramente ai ristori dove il gruppo si sfaldava e alcune volte dovevo tirarmi un pò il collo per rientrare. Il passaggio alla mezza a Marghera è stato molto difficile, il crono non è stato male in 1h23'15", ma in quel tratto e fino a Mestre una pioggia gelida ed il vento mi hanno causato molte difficoltà. Il transito a Mestre nel centro abitato un pò protetto dal vento ha consentito di rifiatare e ha aiutato il gruppo, che nel frattempo si era ridotto a 7-8 unità, a ricompattarsi. I contatti tra di noi erano abbastanza frequenti perchè correvamo molto vicini tanto che ad un certo punto in due si sono agganciati e sono caduti a terra e per un pelo non ci rimanevo anch'io. Al 30° km nel parco di San Giuliano siamo rimasti in cinque, se provavo ad aumentare andavo subito in difficoltà percui ho deciso di risparmiare ancora un pò di energie per il ponte della libertà che sarebbe arrivato da lì a poco verso il 33° km. Come abbondantemente previsto, in quel punto c'è stato il momento più difficile della gara. Siamo approdati sul ponte di buona lena grazie ad uno dei rarissimi momenti di vento favorevole ed alla rampa di accesso in discesa. Sul ponte tirava un forte vento trasversale di bora provenente da Nord Est che batteva dalla parte sinistra rispetto al senso di marcia. Era difficile procedere dritti e per non prendercelo tutto ci siamo piazzati nel lato sinistro della corsia restando radenti al muro in cemento alto un metro che divideva le corsie, in modo da stare protetti almeno dalla vita in giù. Nei tratti dove non c'era il muro era veramente difficile avanzare. Nonostante tutto mi sentivo ancora discretamente in forze e in un paio di momenti ho tentato di aumentare il passo uscendo allo scoperto ma non c'era niente da fare, probabilmente non ne avevo a sufficienza ed ogni volta nel giro di poco venivo ripreso. Ho rinunciato e sono rimasto con gli altri cercando di uscire più in fretta possibile dal ponte. I chilometri sul lungo rettilineo sono stati corsi tutti sul passo dei 4'10" al km, ma la fatica era l'equivalente di procedere a 3'40". Finalmente usciti dal ponte non ci rimanevano che gli ultimi 3-4 km; a quel punto il gruppo si è sfaldato definitivamente e ognuno ha dato tutto quello che aveva. Ce l'ho messa tutta e nel tratto di avvicinamento alla serie degli ultimi 13/14 ponti nel centro di Venezia ho corso più forte che potevo. Gli ultimi 2 km sono stati suggestivi ma duri: nelle rampe in salita mi facevano molto male le cosce e nelle discese ceravo di recuperare, nei tratti di marciapiede nel lungomare c'era molta acqua e a volte si sprofondava fino alle caviglie. Dicono sia il fascino dell'acqua alta a Venezia..., io avevo semplicemente freddo ai piedi e non vedevo l'ora di arrivare, così è stato dopo 2 lunghe ore 49' e 15" ho tagliato il traguardo in 35esima posizione assoluta. Il tempo secondo me è più che buono perchè se vado a vedere quello dei primi in classifica in oltre 2h17' (atleti sicuramente da meno di 2h10') e faccio le dovute proporzioni non posso essere altro che soddisfatto pensando a quello che avrei potuto ottenere in condizioni normali. Una nota di merito va data a tutti gli atleti arrivati al traguardo, in particolar modo voglio citare i miei compagni di squadra e di viaggio Marco e Maurizio, oltre a Stefano, Piero e tutti gli altri che si sono distinti in questa difficile giornata. Un applauso anche agli organizzatori che sono riusciti a far disputare una maratona in condizioni estreme. L'assistenza, la logistica, i ristori e tutto il resto sono stati all'altezza, cosa non proprio scontata ieri. Ringrazio anche mia mamma, mia sorella Laura e Sara che hanno voluto essere a tutti i costi ad aspettarmi al traguardo di Riva dei Sette Martiri, se non fosse stato per loro forse ieri mi sarei fermato prima. Ciao a tutti e alla prossima:-)

lunedì 22 ottobre 2012

18,29 km....

Rigo all'arrivo della Venice Marathon 2006
...è la media chilometrica degli ultimi 7 giorni di allenamenti, che corrisponde ad un totale di 128 km. Era da un pò di tempo che non mi accadeva di raggiungere tale soglia (un tempo abituale), se non mi sbaglio almeno da gennaio/febbraio. In effetti ultimamente mi sono assestato sui 100-110 km, i quali mi consentono di avere un'autonomia tale da arrivare in fondo ad una maratona in tempi sotto le 3 ore senza particolari problemi. Ma non mi basta. Infatti nelle ultime maratone, mi riferisco al 2012, compresa Chicago che è stata la mia migliore dell'anno (chiusa in 2h44', vedi post precedente), ho sempre accusato un calo negli ultimi 10-12 km che mi è costato diversi minuti (dai 2 ai 5), proprio perchè evidentemente non ho l'autonomia tale da correre tutti i 42 km alla stessa velocità. Appunto per questo, anche se mi costa molta fatica fisica, per questo ultimo mese ho deciso di provare ad aumentare nuovamente il volume di km per vedere se riesco a migliorare il finale della gara. La prossima verifica sarà proprio alla maratona di Venezia questo fine settimana. Qualcuno di voi dirà che sono pazzo a correre così tante maratone e così vicine tra loro...quest'anno sono già a quota 6, più la maratona alpina che non è stata proprio uno scherzo. Ma da quando ho iniziato a correre è sempre stato così, non riesco a fare diversamente perchè mi diverte un sacco e finchè ce la farò sarà sempre uguale. L'unica cosa che mi fa paura sono gli acciacchi con i quali ormai ho quasi imparato a convivere! L'inguine destro mi crea sempre qualche problema, infatti corro in una maniera orrenda... in più spesso dall'altra parte ho male al nervo sciatico ma fortunatamente mi da fastidio solo a stare seduto in macchina o nella sedia in ufficio. Per la verità Venezia non era in programma, quindi avrei avuto tutto il tempo di prepararmi e recuperare bene per la maratona di Valencia del 18 Novembre; invece causa il forfait dell'amico Giovanni non ho saputo rinunciare alla tentazione di prendere il suo posto, dovendo per forza modificare un pò i miei programmi. A sole tre settimane da Chicago non ho avuto scelta nella programmazione: la 1' settimana è stata dedicata al recupero con pochi km e andature lente, la 2' settimana di carico con 128 km e la 3' (che inizia oggi) ancora di scarico pre-gara.
Ecco cosa ho fatto negli ultimi 7 giorni:
-lunedì 15/10: fuori c'era il diluvio universale, sul tapis 18 km con variazioni di velocità da 4'30" a 4'00" al km, molta fatica.
- martedì 16/10: 19 km a 4'45", più veloce non riuscivo a procedere a causa del fastidio all'inguine arrecatomi credo dai 18 km del giorno prima sul tappeto. Alla fine ho fatto molto stretcing.
-mercoledì 17/10: 13 km a 4'45", con ancora fastidio all'inguine ma di minore intensità, alla fine ancora molto stretcing.
- giovedì 18/10: 20 km in progressione, media 4'07" al km, ultimi 15 km in 59', contento! stretcing alla fine e poco fastidio all'inguine.
- venerdì 19/10: 20 km a 4'15" di media facile facile, sempre con stretcing finale.
- sabato 20/10 (mattina ore 6): 18 km a 4'30", fatica bestiale a causa della serataccia precedente.....
- domenica 21/10: 20 km a 4'02" con gli ultimi 12 km a 3'52", grande sudata ma ritmo abbastanza facile con finale in progressione e un'altra bella sessione di stretcing per concludere in bellezza la settimana.
Riuscirò anche questa volta dopo il 2006 e il 2008 ad arrivare al traguardo della Venice Marathon con il braccio alzato? vedremo....ci aggiorniamo lunedì prossimo! Buona settimana a tutti

martedì 16 ottobre 2012

Maratona di Chicago al volo...

la famosa scritta all'esterno del teatro
Sara e il "fagiolo"

la spiaggia sul lago Michigan

ultimi 500m, sono piccolino ma ci sono

panoramica sul fiume


foto a 400 metri di altezza "Willis Tower"

Chicago by night

io e Giò abbeveraggio post-gara!

Sky-line

Bella questa...

EXPO'

Willis Tower dal basso

.......

Corri corri Rigo...più veloce però:-)
In poche parole dovrei sintetizzare così la mia esperienza a Chicago: "I LOVE CHICAGO, perchè non ci sono stato prima?". Purtroppo non ho tempo per scrivere un post come si deve per raccontare tutto il mio viaggio però non voglio nemmeno che il blog si fermi del tutto, per cui quattro righe al volo le butto giù. In questo periodo ho tante cose da fare, solito tran-tran lavorativo, impegni familiari vari, soliti allenamenti quotidiani e ogni tanto voglio anche riposarmi un pò, quindi il blog rimane sempre all'ultimo posto. E' già passata oltre una settimana dalla maratona di Chicago, un'altra esperienza bellissima in una grande città statunitense, ricca di fascino e di belle cose da vedere però non caotica come la metropoli New York. Maratona di almeno pari livello sia per organizzazione che percorso e partecipazione con oltre 38.000 classificati con il vincitore l'etiope Kebede in 2h04'38" davanti al connazionale  Feyisa in 2h04'52"(e le prime 8 donne sotto le 2h27', le prime due in 2h22'), ma dai contenuti molto diversi infatti più di 30.000 partecipanti erano americani e il numero di italiani ridotto a solo 161 unità contro gli oltre 3.000 presenti nella grande mela. Ho sempre amato la NYC marathon ma a questo punto mi viene da pensare (anche se non è una scoperta...) che è proprio vero che la maggior parte della gente ci vada solo per moda... Al contrario definirei la Chicago marathon la vera maratona Americana, frequentata in massa dal suo popolo e con pochi stranieri (beh pochi...sempre 7-8000 persone!) Ripeto: ottima organizzazione e percorso bellissimo quasi completamente pianeggiante a parte qualche inevitabile scollinamento (mi ha fatto dannare soprattutto il ponte negli ultimi 500 metri di corsa). Ristori ovunque, cronometri ogni miglio e segnalazioni ogni km, strade larghe con poche curve, passaggi nei punti più belli della città in particolare nel LOOP, presenza di molto pubblico ovunque nonostante la partenza mattiniera delle ore 7.30 con una temperatura vicina a 0° centigradi. Per l'appunto giornata molto fredda ma soleggiata e con poco vento ideale quindi per ottenere un buon crono. Ho portato a termine la mia 48esima maratona in 2h44'32" in 235esima posizione assoluta e tra i primi 3 italiani. Direi che posso essere soddisfatto ma non appagato. Ho tenuto molto bene sino al 30-32 km con un ritmo regolare sui 3'50-52" al km per poi accusare un lieve calo negli ultimi 10 km che mi hanno fatto alzare il tempo di un paio di minuti. Ottime le nuove Saucony Kinvara3 prese il giorno prima all'expò marathon e collaudate in gara (bellissima la colorazione bianco-azzurra-arancio). Una menzione anche per il mio amico Giò che è venuto con me e la Sara a Chicago: nonostante il ritardo di forma ha ritoccato seppur di poco il suo personale a 3h14'33", bravo, alla prossima spacchi tutto!!! Appuntamento allora a Venezia (grazie a Giovanni che mi ha ceduto il suo pettorale) tra una settimana per cercare di migliorare ancora un pò. Gustatevi qualche foto cliccandoci sopra per ingrandirla e come sempre cari saluti a tutti!!!!

venerdì 28 settembre 2012

Forse ci siamo....sssstttt, parliamo piano:-)

E' da una decina di giorni che mi sembra di sentire le gambe girare bene. Spero non sia una sensazione errata ma credo di non sbagliarmi perchè ho dalla mia parte anche il conforto del cronometro. Ultimamente riesco a correre con poca fatica su ritmi che fino a un mese fa mi creavano fatica. Sarà probabilmente anche perchè è passato il gran caldo e in generale si fa meno fatica ma in ogni caso mi sento in crescita di forma. Dopo una settimana trascorsa con uscite a ritmi blandi, a volte camminando e corricchiando a causa del risentimento al solito maledetto adduttore della gamba destra, un pò alla volta ho ripreso gli allenamenti a pieno regime. Grazie allo stretcing e alle sedute leggere fortunatamente l'allarme sembra rientrato per cui martedì e giovedì ne ho approfittato per eseguire sedute di qualità. Dopo il lungo di 30 km di domenica a velocità discreta (4'04"/km), lunedì sono andato molto lentamente per recuperare al meglio, martedì insieme all'amico Pergher dopo 7 km di riscaldamento, ho corso un 3x3000 in progressione da 4'00" a 3'40" al km con buone sensazioni finali. Giovedì sera, sempre con Pergher, si è deciso di correre un 5x2000 con recuperi da 1000. Dopo un riscaldamento di 5 km siamo partiti nel nostro circuito stradale tra Zanè e Thiene e ne è uscito per me forse il miglior allenamento del 2012. Le frazioni da 2000 metri alla media di 3'38"/km e i recuperi da vero maratoneta (!!!) alla media di 4'01"/km, per 15 km in appena 56', tempi che non vedevo nel mio cronometro da almeno un paio di anni, che soddisfazione! Ora mi restano solo 7 allenamenti prima di partire per la maratona di Chicago. Quello di oggi sarà una passeggiata perchè correrò così lentamente da non dover neanche sudare (ahahah), voglio solo recuperare bene da ieri, anche sabato sarà di recupero magari spingendo un pò di più. Domenica invece vorrei fare il classico allenamento della settimana pre-maratona, ossia una ventina di chilometri con 14-15 a ritmo gara (qui non mi pronuncio), poi un altro paio di giorni di corse lente e con pochi km, voglio scaricare molto l'ultima settimana. Mercoledì 7-8 chilometri ancora a ritmo maratona, giovedì ancora soft e venerdì-sabato di riposo con viaggio a Chicago! Speriamo vada bene. Ci aggiorniamo prima della partenza, buon weekend a tutti:-)

lunedì 24 settembre 2012

Finalmente un buon lungo


La settimana successiva alla maratona alpina è stata abbastanza complicata. La corsa si è svolta sabato 8 settembre e fino al mercoledì successivo riuscire a correre sotto ai 5' al chilometro, per me si è rivelato difficile. Scendere dalle scale per alcuni giorni è stata una vera e propria impresa che mi ha fatto tornare in mente la prima volta che andai a correre la NYC marathon nel 2007 quando nei giorni successivi non c'era niente che non mi facesse male, soprattutto quando dovevo scendere nella metropolitana ed ero costretto ad affrontare dei gradini verso il basso. Probabilmente avevo dato tutto perchè negli anni successivi non fu così e probabilmente è stato così anche alla maratona alpina dove le numerose discese (lunghe e ripide) hanno senza dubbio distrutto i muscoli delle mie gambe, soprattutto quelli delle cosce. Il recupero è stato più difficile del previsto e mi ha anche spaventato in prospettiva Chicago. Pensavo di poter recuperare facilmente in un mese dalla maratona alpina invece mi sono reso conto di aver rischiato veramente grosso. Il sesto giorno successivo alla maratona alpina le gambe stavano un pò meglio e, sbagliando, ho deciso di provare a fare delle ripetute da 3000 in pista.  A meno di una settimana da un impegno molto probante non aveva senso tirarsi il collo proprio quando si stavano vedendo i primi segni di recupero, ma per non sgarrare sulla tabella che mi ero preparato dopo Helsinki ho deciso di provarci lo stesso. Ripeto: sbagliandomi! Pensavo che non forzando troppo e correndo leggermente sotto ritmo tenendo i 3'50-55" circa al chilometro non avrei avuto problemi, invece verso la fine della terza serie ho iniziato a sentire un dolore molto fastidioso all'altezza dell'adduttore della gamba destra che mi ha costretto allo stop e al rientro a casa camminando per 3 km. Lo stesso adduttore che mi ha fatto tanto tribolare in passato e ultimamente a marzo impedendomi di correre a Treviso. Il giorno dopo con ancora molto fastidio ho approfittato per fare molto stretcing e per una camminata di 1h30, stessa cosa per domenica dove alternando corsa lentissima e camminata sono stato in giro per 3 ore, almeno ho sbollito il nervoso! Nei tre giorni successivi ho alternato 10 km di corsa lenta e camminata continuando con gli esercizi di stretcing prima e dopo le sedute. Giovedì fortunatamente andava meglio e ho corso facilmente e con cautela 15 km  a 4'20"/km di media. Venerdì ancora 35' di corsa lentissima alternata a camminata seguiti da altri 35' minuti di fondo lento (totale 12 km). Sabato ho provato ad aumentare ancora un pò con 15 km a 4'10", è andata bene perchè non ho avuto fastidi. All'adduttore non avevo nessun dolore, piuttosto mi dava un leggero fastidio il nervo sciatico della gamba sinistra che da un paio di mesi si fa sentire ma che fortunamente non mi causa tanti problemi nella corsa; molto di più quando sono in macchina o in ufficio seduto sulla sedia. Domenica (ieri) sono partito deciso per recuperare il lungo che avevo saltato domenica scorsa. Grazie al cielo è andato molto bene e ho tenuto un ritmo più veloce del previsto correndo tre frazioni da 10 km sempre in leggera progressione, la prima in 41'20", la seconda in 41'00" e la terza in 39'50", per 30 km in 2h02'10" alla media di 4'04" al km. Non ho neanche sofferto più di tanto con una frequenza cardiaca media di 149 BPM, questo mi rende felice in vista della maratona di Chicago tra 13 giorni dove so che ci sarà da soffrire ma spero non come ad Helsinki. Per correre in 2h49' basta andare a 4' al km quindi molto vicino a come sono andato ieri, confido pertanto di poter puntare ad un obiettivo simile. Spero solo di recuperare bene dagli acciacchi e di riuscire ad effettuare ancora un paio di buoni allenamenti questa settimana, prima dello scarico completo degli ultimi 6 giorni.

martedì 18 settembre 2012

C.a.T (Correre a Thiene)



La sala di palazzo Cornaggia piena di aspiranti runners

I promotori dell'iniziativa: l'assessore Giampi Michelusi e il presidente della Fulminea Running Team Bress




Correre fa bene, ormai lo sanno sempre più persone. Grande iniziativa del Comune di Thiene grazie al suo assessore Giampi Michelusi in collaborazione con Alan Bress Bengio della Fulminea Running Team, che organizzano C.a.T (Correre a Thiene), un iniziativa per introdurre la gente al mondo della corsa e per farla apprezzare tutto ciò che ne deriva, ossia salute, benessere e forma fisica! Alla serata di presentazione la sala della biblioteca era tutta piena e sono state registrate 101 iscrizioni per la prima seduta di allenamenti che si terrà venerdì 21 settembre alle ore 19.00 con partenza da piazza Chilesotti in centro a Thiene. Per eventuali informazioni contattare Bress







lunedì 10 settembre 2012

Maratona Alpina 2012

IL MIO ARRIVO DOPO 5H15' E 43 KM
IO E IL MITICO FABIO PERGHER
L'ARRIVO DEL VINCITORE PERGHER IN 4'40' CIRCA
 Non è mai troppo tardi per cominciare con una nuova disciplina. Dopo anni di corsa su strada e qualche rara apparizione nelle locali corse in montagna, quest'anno ho deciso di iscrivermi alla 38esima edizione della Maratona Alpina (vedi percorso) che si disputa ogni anno sullo storico percorso di circa 43 Km da Piovene Rocchette (VI) al Pian delle Fugazze sulle pendici del Monte Pasubio con il suggestivo passaggio nella strada delle 52 gallerie, solcando sentieri, mulattiere e strade bianche. Il motivo principale che mi ha spinto ad iscrivermi è il fatto che pur abitando in queste belle zone, per una cosa o per l'altra, era da un sacco di tempo che non passavo nei luoghi storici toccati dalla corsa (in alcune zone mai), soprattutto nella strada delle gallerie che è sempre piena di visitatori che giungono da ogni angolo del paese e anche dall'estero. Dicono che la maratona sia a carattere non competitivo ma io di non competitivo ci ho visto ben poco a parte l'assenza di premi e riconoscimenti agli arrivati, se non un misero diploma di partecipazione. Quest'anno poi per la prima volta i concorrenti erano dotati del classico pettorale con numero di gara, al contrario delle edizioni precedenti dove avevano il cartellino come quelli che danno alle marce domenicali. La partenza era fissata per le ore 5.15 della mattina dal centro di Piovene. All'appello oltre 400 concorrenti, quasi tutti con cronometri, GPS da polso, zaini, racchette e quant'altro. La partenza nella salita al Monte Summano è subito piuttosto impegnativa; la prima parte si effettua al buio su una strada asfaltata molto erta per circa 2 km e poi su sentieri sconnessi con un dislivello di 1000 metri circa. Mi sono inserito nel gruppetto dei primi ma già dall'inizio non riuscivo a tenere il passo del capofila Fabio Pergher (dominatore della gara) e sono salito col mio passo alternando corsa e camminata veloce transitando al controllo al santuario del Monte Summano a 1188 metri dopo circa 6, 5 km in 55' minuti. In cima la temperatura era fresca ma si stava bene in canottiera. Con la mia lampada frontale mi sono goduto la pace e la solitudine della notte dei boschi e non ho fatto neanche più di tanta fatica ad arrivare in vetta. Un paio di volte ho temuto di avere perso il sentiero ma con un pò di attenzione ho ripreso sempre la via indicata. Non come alcuni che hanno approfittato della loro conoscenza delle scorciatoie per arrivare su prima. Di seguito c'è stato un tratto di quasi 5 km sulla ripida discesa che conduce al ristoro del Colletto di Velo a quota 879 metri; l'ho affrontato molto velocemente recuperando facilmente il distacco su un paio di ragazzi che mi avevano superato nella salita precedente tagliando i sentieri. Il regolamento diceva di seguire fedelmente le indicazioni lungo tutto il percorso ma evidentemente molti non ci hanno fatto caso, non lo dico polemicamente essendo la manifestazione a carattere non competitivo, lo dico solo come dato di fatto. Dopo il 1° controllo-ristoro si iniziava nuovamente a salire lungo il tortuoso sentiero verso Passo Campedello a Monte Novegno, a 1520 metri, dove purtroppo per la mancanza di segnalazioni o per una mia svista dovuta al sole basso all'orizzonte che limitava la visibilità, ho sbagliato strada vagando per un pò in cerca di riferimenti. Non avevo voglia di tornare a ritroso quindi, anche se mi è toccato imprecare, ho deciso di salire in cima al colle del Novegno dove c'è la croce in ferro (circa 100 metri più su) per guardarmi meglio all'orizzonte e sperando di trovare i riferimenti giusti. Così è stato perchè fortunatamente nel versante opposto poco sotto di me ho visto un ragazzo che mi ha gridato di scendere verso di lui dicendomi che il percorso era da quella parte. Sono sceso ad ampie falcate, rincuorato e un pò arrabbiato per avere perso diversi minuti e soprattutto per aver aggiunto un surplus di salita.... Giunto dal ragazzo l'ho ringraziato e lui mi ha informato che ero quarto a 17 minuti dal primo (Fabio Pegher) e a una manciata di minuti dagli altri due. Da li un breve tratto in falsopiano fino al 2° controllo-ristoro presso Malga Davanti e ancora una salita fino all’ex-Forte di Monte Rione, a metri 1700. Da qui si prendeva una lunga discesa molto tecnica fino al Colletto di Posina (dislivello circa 700 circa), l'ho affrontata deciso però con attenzione, le gambe mi facevano un pò male ma nello stesso tempo sentivo di recuperare dalla fatica fatta in salita. C'era qualcosa che mi pungeva di lato nel piede sinistro ma ho resistito perchè non avevo voglia di fermarmi a togliere la scarpa. A proposito di scarpe, ho usato le Saucony Jazz15 Trail acquistate il giorno prima e devo dire che mi sono trovato veramente bene con il loro ottimo grip sia in salita che in discesa. Continuando pensavo che fino al Passo Xomo non avrei più incontrato salite ed invece ecco la sorpresa come preannunciatomi poco prima da un altro corridore in gara (il bravo Marco Calgaro giunto secondo al traguardo). Infatti dopo circa 26 km mi sono trovato di nuovo in una salita difficile nel sottobosco per raggiungere il Monte Alba (dislivello metri 150) con tratti in cui ci si doveva letteralmente arrampicare, seguiti da discese altrettanto da brivido. Sono stati 2 km molto impegnativi ma molto belli dentro ad un bosco pieno di foglie dove bisognava stare particolarmente attenti a non perdere il sentiero che fortunatamente era molto bene indicato con segni arancioni negli alberi. Finalmente dopo l'uscita dal bosco si arrivava al 3° controllo-ristoro situato del Passo Xomo a 1058 metri. Brevissima sosta per bere un pò di acqua dopo 3h25' di gara e 28 km e poco dopo un'altra ancora per togliermi il pungiglione piantato nel piede, prima di iniziare la lunga salita finale di circa 9 km fino al Rifugio Papa lungo la storica strada delle 52 gallerie che presenta un dislivello circa 1100 metri. L'ho affrontata per lunghi tratti camminando e correndo dove la pendenza me lo consentiva. Questo è stato il momento più bello della gara, il passaggio nelle gallerie è incredibile e il panorama è mozzafiato. Ho sofferto molto il caldo e la sete resistendo fino al ristoro posto all'inizio della 41esima galleria dove sono stato raggiunto da altri due concorrenti insieme ai quali ho affrontato il resto della salita fino al Papa, dove sono arrivato dopo 1h15' circa al 4° controllo-ristoro (quota 1936) posto dopo lo scollinamento prima della 50esima galleria (quota oltre 2000 metri). La discesa finale con 800 metri di dislivello è stata molto veloce in circa 30 minuti lungo la strada degli Eroi e i sentieri che la tagliano per giungere finalmente dopo 43 km in 5 ore e 15' all'arrivo di Pian delle Fugazze a quota di 1162 metri. Il dislivello + totale è di almeno 3.000 metri e per la cronaca (se qualcosa importa) sono arrivato al 5° posto, dopo oltre 30 minuti dal bravissimo ed esperto vincitore Fabio Pergher. Esperienza sicuramente da ripetere il prossimo anno e che consiglio a chiunque ami la montagna e lo spirito d'avventura.

lunedì 3 settembre 2012

Mezza del Brenta 2012

L'arrivo con la canotta vintage FULMINEA 2007
Foto ricordo con Luca e Fabio
 Torno a casa discretamente soddisfatto dalla trasferta bassanese alla settima edizione della Mezza del Brenta alla quale ho partecipato per la quinta volta. Giornata buona per correre anche se abbastanza calda dopo la metà del percorso e con la presenza di una fastidiosa brezza contraria negli ultimi 7 km, quelli più difficoltosi anche per la presenza di una leggera costante salita. Alla partenza pochi top runner a parte il marocchino Nasef Ahmed vincitore in 1h08'29", Giuliano Battocletti secondo in 1h09'52" ed Enrico Vivian non nelle migliori condizioni al rientro dopo un intervento chirurgico al ginocchio. La presenza di molti forti amatori come Dal Bosco, Baù, Masetto e Grigoletto ha alzato comunque un pò il livello della competizione. In campo femminile lotta tra Marzena Michalska vincitrice in 1h21'44" davanti a Maurizia Cunico in 1h22'18" e alla forte triatleta Martina Dogana in 1h22'55". Sono partito ad un ritmo intorno ai 3'40" al chilometro sentendo però di non avere troppo margine su cui contare. Subito mi sono trovato in solitaria con davanti a me un atleta che mi precedeva di circa 30" e quelli dietro altrettanto distaccati. Ho proseguito con il mio ritmo fino al 10° km dove sono transitato in 36'45" fonte Garmin (il rilevamento ufficiale era a circa 10.5 km). Da li in poi è iniziato un piccolo calo che si è fatto più evidente negli ultimi 7 km in leggera salita e controvento di cui ho già accennato prima. Ho corso sul passo dei 3'50" facendo parecchia fatica ma tutto sommato tenendo un ritmo in linea con il mio stato di forma attuale che però sembra in crescita. L'anno scorso proprio qui a Bassano andò sicuramente peggio con un tracollo sempre nella parte finale la quale evidentemente mi è proprio indigesta. Sono arrivato al traguardo in 10° posizione con il tempo di 1h20'05" (media 3'47"/km) discretamente contento anche se per la verità ero partito pensando di poter valere un tempo  1h18-19'. Brutto vedere le strade praticamene prive di pubblico dall'inizio alla fine se non nell'ultimo chilometro sul ponte degli Alpini e negli ultimi metri di gara. Anche il transito a Marostica, di solito piena di gente, è stato anonimo e quasi privo di spettatori. Le poche persone che ho notato sembravano completamente disinteressate alla corsa. Brutto anche dover condividere ampi tratti del percorso con le auto (seppur poche), soprattutto nel primo tratto fino a Marostica dove era difficile tenere la traiettoria ideale. Per il resto gara ben organizzata con ristori e spugnaggi ben forniti. All'arrivo in Piazza della Libertà quasi 600 atleti. Diciamo pure che è una gara che corro più per comodità, in quanto organizzata vicino a casa, che per la sua bellezza (chiaramente è un giudizio personale). Le uniche cose belle che ci sono (sempre a mio modo di vedere) sono l'arrivo e la partenza a Bassano ed il passaggio a Marostica, che come detto quest'anno era quasi completamente deserta. 14 i Fulminei al traguardo con buone prestazioni di Luca Cavedon in 1h20'50", Edoardo Gasparotto in 1h22'53" e tutti gli altri. Da sottolineare il PB di Simone Turra in 1h42'25", fortemente sorretto dal presidente Bress che lo ha aiutato per tutti i 21 km nel conseguimento del suo primato.

giovedì 30 agosto 2012

10.000 DI VILLAVERLA

Fase di gara insieme a ROBERTO POLETTO (foto Paolo DalleMolle)
 Ieri sera alla podistica di Villaverla (VI) è andata in scena una gara di 10 km su percorso certificato FIDAL. E' stata una bella serata e, credo, un successo inaspettato per il Gruppo Alpini di Villaverla che si sono trovati a dover gestire una partenza unica con oltre 200 concorrenti divisi nelle varie categorie, su un percorso composto da un giro da ripetersi sei volte. Personalmente è andata bene, ho chiuso al 14° posto assoluto, 6° di categoria M40, con il tempo di 35'35" (media 3'33" al km), tenendo un passo regolare fino alla fine. Non credevo neanche di essere in grado di tenere i 3'40" invece è andata molto meglio, speriamo sia un buon segnale in vista della Mezza del Brenta in programma domenica a Bassano del Grappa. Gara vinta da Diego Baù in 33'15", da segnalare e applaudire il migliore dei Fulminei, Michele Stefani, giovane agli esordi nelle gare ma dal brillante futuro che ha chiuso al 5° posto in 33'39".
Qui trovate la classifica della gara.

lunedì 27 agosto 2012

Maratona di Helsinki

Prima della partenza felice e contento!

Passaggio in discesa al 26 km

L'arrivo della mia 47esima maratona allo stadio olimpico di Helsinki:2h53'13"

Sara in posa con Paavo Nurmi

Sara con la medaglia

Sara nel mare di Ibiza
Anche quest'anno le vacanze estive sono terminate. Ventuno giorni volati in un attimo  che mi hanno portato insieme alla Sara in dei luoghi molto belli. La prima settimana l'abbiamo trascorsa nell'isola di Ibiza, meta da sempre a me gradita e che con le sue numerose spiaggette è piaciuta molto anche a lei. Sette giorni che sono passati in fretta girando con la nostra auto a noleggio in cerca degli angoli più pittoreschi. E' stata una settimana molto calda come qui in Italia ma che non ci ha impedito di effettuare le nostre quotidiane corse di allenamento su e giù per le impegnative stradine ibizenche. Il ritorno a casa è servito solo per svuotare la valigia e riempirla nuovamente per la ripartenza verso Helsinki. Quattro giorni con l'obiettivo di visitare la capitale finlandese e soprattutto di correre la maratona (per me). La città non mi ha entusiasmato troppo anche se devo dire che non è brutta. E' una città tipica del Nord Europa con un centro non molto grande, delle belle zone pedonali con negozi e alcune altre zone anonime. A Helsinki si vede chiaramente l'impronta della Russia soprattutto nei palazzi e negli edifici più vecchi. Di storico non c'è molto da vedere, comunque il centro è molto bello (assomiglia un pò a Berlino o a Copenaghen), come pure la zona portuale, inoltre la città è piena di verde con i suoi numerosi laghi ed isolette. La gente è cordiale, silenziosa, sembra un pò triste e fredda come il clima che la caratterizza per almeno 10 mesi l'anno. La cosa più negativa secondo me sono i prezzi molto alti (adeguati al reddito di lassù), soprattutto nel mangiare e bere, se poi li paragoniamo alla Spagna siamo dell'ordine di circa 3 a 1. Durante la nostra permanenza il clima è stato variabile. Giovedì, venerdì e sabato è stato piuttosto caldo, senza però l'umidità che ci opprimeva qui in Italia. La temperatura di giorno era di 23-25° e si stava bene; la sera scendeva appena sotto i 20°. La domenica il tempo è cambiato e fino a lunedì il termometro non ha mai superato i 15° con un fastidioso vento che spazzava le strade e faceva sembrare che i gradi fossero molti di meno. Il percorso della maratona si è rivelato molto impegnativo, stile Madrid, ricco di saliscendi e di ponti e ponticelli da superare (320 metri di dislivello, fonte Garmin Connect); inoltre nella seconda parte di gara c'è stato anche un fastidioso vento contrario che sommato alla mia stanchezza non mi ha fatto più andare avanti. Alla partenza alle 15 di sabato pomeriggio c'era un bel sole e una temperatura calda sui 25°, si stava benissimo e io ero confidente di correre una maratona sui tempi di Copenaghen (2h46'). Entrando nello schieramento di partenza di fianco alla statua di Paavo Nurmi (eroe finlandese del mezzofondo degli anni 20'-30') a pochi minuti dal via sono rimasto sorpreso di vedere che i finlandesi (troppo ben educati?) non avevano coraggio di sistemarsi nelle prime file. Le griglie erano libere e non c'erano divisioni tra le varie zone orarie con fettucce o transenne come nelle altre maratone; ognuno poteva mettersi a piacimento secondo i propri obiettivi tempistici nella zona più adeguata ma nessuno osava superare la griglia delle 3 ore. Ne ho approfittato io da buon italiano piazzandomi comodamente in prima fila assieme ad una decina di top runner neri ahahha! Solo a pochi minuti dalla partenza la gente ha avuto il coraggio di farsi un pò sotto. Che strana gente... (o che brava gente)...di solito dalle nostre parti nelle prime file si sistemano tutti quelli che vanno dai 5 ai 6-7 minuti al chilometro! Pronti via, sono partito deciso, ma non esagerando sapendo benissimo che non avevo la resistenza per correre una 42 km al massimo e inoltre il mio livello ultimamente mi sembra un pò scaduto. Avevo fatto solo un lungo di 30 km circa un mese prima e una mezza maratona a due settimane dalla gara. Mi sono imposto di provarci ugualmente sperando nel miracolo di ottenere un buon risultato. Mi sono assestato su un ritmo intorno ai 3'50" al km anche se non riuscivo ad essere regolare a causa dei continui saliscendi. Per i primi 10-15 km non ho avuto problemi e le gambe rispondevano bene agli strappi. Passaggio al 10° km in 38'24". Avvicinandomi alla mezza ho iniziato a sentire già un pò di stanchezza, non un buon segno per chi deve chiudere una maratona...Ho buttato giù un gel che mi ero portato dietro ma non ha dato alcun effetto (inutile come sempre). Soffrivo un pò il caldo quindi a tutti i ristori bevevo molta acqua e Gatorade bagnandomi molto la testa e le gambe con il risultato però che mi sono anche inzuppato tutti i piedi, una brutta sensazione correre nel ciak ciak:-( Sono transitato alla mezza in 1h22'12", più o meno come avevo previsto. Il tratto di maratona dal 19-20°km fino al 26-27° km è stato il più bello con il passaggio nella zona delle banchine affollata di turisti che andavano nelle spiagge approfittando della bella giornata. Al 25° km c'è stato un bel passaggio nel centro della città affollato di pubblico plaudente su un rettilineo in salita e fondo in selciato seguito da un contro rettilineo in discesa. Li mi aspettava la Sara con la sua bandiera tricolore, quando sono arrivato mi ha fatto un gran tifo e mi ha offerto un gel che non ho preso. Mi sentivo già parecchio stanco ma tenevo ancora un ritmo sotto ai 4 minuti al chilometro e non mi aspettavo un momento così duro come quello che stava per arrivare! Dal 27° km a circa il 32° km si ripassava nella stessa strada calpestata all'andata nel lungomare. In questo tratto incrociavo la massa di maratoneti che erano ancora al 20-21° km e pensavo che forse loro stavano facendo ancora più fatica di me e apprezzavo il loro incitamento nei miei confronti, loro erano in tanti, io sempre da solo, dall'inizio alla fine! Il passaggio al 30° km in 1h58'21" segnava un deciso rallentamento del ritmo, già da qualche chilometro avevo rallentato e non riuscivo più nemmeno a stare sotto i 4'10-15"/km, le salite che all'andata percorrevo gagliardamente, ora le affrontavo quasi a passo d'uomo. Ho proseguito a ritmo sempre più lento con qualche km vicino ai 4'50" e così è stato fino all'arrivo (ultimi 12 km alla media di 4'30" al chilometro) ma nonostante tutto non ho subito più di 4-5 sorpassi facendone a mia volta un paio su concorrenti evidentemente più stravolti  di me. Ho tenuto duro perchè volevo a tutti i costi arrivare all'interno dello stadio olimpico di Helsinki e tagliare il traguardo dove nel 1952 Emil Zatopek, altro mitico corridore Ceko, vinse tre ori nei 5.000, 10.000 e nella maratona. Sono così arrivato dopo 2h53'13" in 28esima posizione assoluta e 4° della categoria M40. A livello di tempo non è un grosso risultato ma guardando la classifica non è neanche poi così male se penso che eravamo in oltre 5.000 partecipanti e considerando anche che i primi 8-10 erano di colore...Probabilmente significa che il percorso era un pò impegnativo, oppure vuol dire che c'era un grande numero di tapascioni (mi ci metto anch'io) ma penso che la media del livello sia sempre più o meno la stessa. Da parte mia è stata in ogni caso l'ennesima dimostrazione che non si può correre una maratona senza un'adeguata preparazione specifica caratterizzata soprattutto da allenamenti sul lungo. Risulta normale altrimenti arrivare poco dopo la mezza e andare vicino al naufragio. Dopo 47 maratone forse non l'ho ancora imparato e spero sempre nel miracolo di farcela lo stesso senza tanto soffrire. Dall'altra parte però è stata anche un'altra nuova e bellissima esperienza ed un'occasione per visitare una grande città del Nord che forse non avrei mai visto se non ci fossi andato proprio per correre una maratona! Pertanto alla luce di questo non posso che ritenermi felice e contento, e adesso sotto con i lunghi che tra sei settimane c'è un'altra nuova emozionante sfida all'orizzonte: la Chicago Marathon. Buon rientro dalle ferie a tutti.

venerdì 3 agosto 2012

Chiuso per ferie fino al 26 Agosto!

Finalmente sono arrivate le ferie, oggi è l'ultimo giorno di scuola, ops pardon di lavoro!!! Martedì si parte per una settimana di mare ad Ibiza, una località che mi piace un sacco. Avrò tempo e modo di girare e di svolgere con calma i miei allenamenti negli orari che più mi faranno comodo. Tornati da Ibiza sarà subito l'ora di partire per Helsinki dove alle ore 15 di sabato 18 agosto parteciperò alla maratona. Nelle ultime settimane ho partecipato a diverse gare con risultati discreti, forse un pò sotto le aspettative come sabato al giro del lago di resia dove ho impiegato 58'36" nel tortuoso giro di 15,3 km. Domani sera come allenamento per la maratona andrò a correre una mezza a Scorzè in provincia di Venezia, fa molto caldo, speriamo di non dovere tribolare troppo... Un saluto a tutti e buone vacanze!

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